Il ‘paradiso', uno stato interiore che ti permette di trascendere ogni cosa Cultura

È sembrato strano che uno si metta a leggere poesie che apparentemente... si capiscono. Non è il concetto di poesia che di solito abbiamo. Quando uno sente nominare la poesia, già s'immagina che sia due cose sostanzialmente: una, che per essere poesia bisogna che non si capisca; due, per essere poesia bisogna che sia triste. Ecco, queste poesie oggettivamente non sono né l'una né l'altra cosa.

Stefano Dal Bianco, vincitore del Premio Strega Poesia con il volume Paradiso, è stato ospite per due giorni della rassegna Benevento LibrAria: una visita che si è conclusa al Teatro Comunale Vittorio Emmanuele, alla presenza del Magnifico Rettore Gerardo Canfora, della prof.ssa Maria Cristina Donnarumma, dell'assessore Antonella Tartaglia Polcini e di Serena Ferraiolo per Fondazione Bellonci.

Non si tratta di rimuovere il negativo, dell'esperienza individuale e anche collettiva; cioè non c'è nessun dramma che viene rimosso. Si tratta d'impersonare quello... scattino interiore -lo chiamerei io- che ti permette di salire ad uno stato oggettivamente superiore di esistenza: far sì che il paradiso non sia soltanto quello che sta fuori, ma sia soprattutto uno stato interiore; quello stato interiore che ti permette di trascendere qualunque cosa. Questo è un insegnamento che c'è sempre stato, c'è in tutte le religioni ma c'era nella filosofia greca, c'era nel neoplatonismo... c'era già in Platone, c'era in tutti: tutta la filosofia, quella vera, quella dei greci (perché poi la filosofia è diventata un'altra cosa, come anche la religione è diventata un'altra cosa in qualche misura) c'è questa cosa che avevano gli stoici, gli scettici, tutti i vari rami della filosofia greca arcaica, antica o anche no, fino a quella romana -Cicerone, Seneca, eccetera; l'insegnamento era sempre lo stesso: si può fare. Si può fare. E questo non significa disinteressarsi delle cose del mondo, anzi; si tratta di vederle da un punto di vista un pochino più in alto rispetto a quello che siamo abituati ad adottare e ad impersonare. Lo ‘stato di grazia' che ha generato le mie poesie, è quindi debitore di questo atteggiamento. Poi è chiaro che la vita di ciascuno ha degli alti e bassi, quindi questo stato interiore si può anche perdere. Però, una volta che l'hai conosciuto, puoi andare a ricercarlo: sai di che cosa si tratta e non ti sbagli più. Non vai più in altre direzioni, lo cerchi; poi, puoi anche non farcela, però... sai dove andare.

Stefano Dal Bianco, ha affermato Antonella Tartaglia Polcini, è un vero poeta, uno dei più autentici, autorevoli, alti e al tempo stesso affabili ed accessibili del nostro tempo, che onora con la sua presenza e con la sua generosa disponibilità la nostra Città, ad un mese esatto dalla vittoria della seconda edizione del Premio Strega poesia. Stefano Dal Bianco è una risorsa dell'umanità e Benevento Libraria attinge a questa risorsa umana, professionale e culturale, quale fonte preziosa d'ispirazione nella ricerca di sempre nuovi stimoli di avvicinamento alla bellezza senza tempo della poesia, con uno sguardo attento soprattutto ai giovani: da qui l'incontrato in biblioteca con alcuni giovani liceali in un dialogo palpitante con i suoi versi protagonisti.

GIUSEPPE CHIUSOLO