Vinicio Marchioni interprete delle vicende contemporanee Cultura

Vinicio Marchioni è un attore, classe ’75, romano, nelle sue vene scorre sangue calabrese, la madre è originaria di Torre Melissa, in provincia di Crotone. Consegue il diploma di attore nel 2000, alla Libera Accademia dello Spettacolo di Roma. Debutta in teatro nel ‘95, con un’associazione culturale LUDOM (Luci dall’ombra), nel 2005, studia con Luca Ronconi al Centro Santa Cristiana. La sua fama si deve all’interpretazione del ruolo Il Freddo, nella serie “Romanzo Criminale”, diretta da Stefano Sollima, ispirata dalla vera storia della famigerata Banda della Magliana. Nel 2010, gira “20 sigarette”, ottiene una candidatura al David di Donatello (2011) come migliore attore protagonista. È stato ospite nella suggestiva cornice dell’Arco del Sacramento, al termine della consueta intervista, la proiezione del primo episodio della nuova serie SKY ORIGINAL: Alfredino. Una storia italiana.

Vinicio cosa ti ha spinto ad accettare di par parte del cast di “20 sigarette”, tratto dal libro “Venti sigarette a Nassiriya?

Sai quello è stato un film molto importante per me, proprio perché è stato il primo ruolo da protagonista per il cinema e quindi è stato il film, che considero ancora oggi, il film che mi ha dato la patente di protagonista per il cinema. Mi ha portato molta fortuna con un Premio al Festival di Venezia ed una candidatura al David di Donatello, lo considera ancora oggi a distanza di undici anni un’opportunità gigantesca e forse il film a cui son legato di più.

Alfredino-Una storia italiana, regia di Pontecorvo, è il film in cui interpreti Nando Broglio, il vigile del fuoco che motivava Alfredino Rampi nel pozzo di Vermicino. Il cinema è finzione, ma cosa ha realmente hai provato, ripensando alla drammatica vicenda?

Vedi prima parlavamo di “20 sigarette”, chiaramente quando interpreti un ruolo in un film con dei personaggi esistiti realmente è ancora più complicato, anche “20 sigarette”, è tratto da una storia vera. Interpretare quel ruolo su questo lavoro riguardante la storia di Alfredino è stato molto complicato, perché chiaramente devi trovare un equilibrio, le emotività dell’attore, le emotività dell’uomo, prima dell’attore. E ritrovarsi comunque lì, intorno a quel maledetto pozzo, è stato molto complicato, la cosa fondamentale che attraverso questo ruolo, attraverso questa serie si possa far conoscere questa storia anche alle nuove generazioni. E far conoscere tutto ciò che è stato creato dopo questa storia, quindi la Protezione Civile, la fondazione della famiglia di Alfredino, che ha fatto tantissimo per le scuole, per l’educazione, per i più piccoli durante questi quaranta anni.

Vinicio hai visitato Benevento?

Purtroppo no, mi auguro di farlo.

NICOLA MASTROCINQUE