Amministrative nel Sannio 2019. Sono soltanto sette le donne in corsa per la carica di sindaco In primo piano

Nei 27 municipi sanniti dove il prossimo 26 maggio si andrà al voto, insieme alle Europee, per rinnovare le amministrazioni comunali, alla fine sono 61 i candidati sindaci, che capeggiano tutte liste civiche. Del resto, questa era una cosa prevista. Soltanto a Torrecuso c’è una timida parvenza del Movimento 5 Stelle, con il simbolo che compare nella lista “Torrecuso in Movimento” (candidato sindaco Margherita Coletta), ma non è venuta l’ufficialità del simbolo “pentastellato”. Si pensava ad una timida esperienza del Movimento di Grillo anche a Sant’Agata dei Goti, ma tutto è miseramente fallito.

Sintomatico il caso che si è verificato a Tocco Caudio, dove la fascia tricolore se la contendono marito e moglie: Mariateresa Papa e Gennaro Caporaso. Ma nessuna lotta in famiglia: la lista della Papa (“Insieme possiamo”) è stata presentata per evitare al marito Gennaro Caporaso (“Uniti per Tocco”) il rischio quorum.

Significativa la scomparsa dei partiti in tutti i 27 Comuni, che, forse, cancella anche lo tsumani gialloverde delle Politiche del 2018, anche se la competizione amministrativa è sempre stata tutta particolare.

Se diamo uno sguardo ai candidati a sindaco (a parte pubblichiamo l’intero quadro) si capisce subito che tanti puntano al bis, qualcuno anche al tris, e sono davvero pochi i nomi nuovi. Tra i pochissimi a regolarsi diversamente il sindaco uscente di Paolisi, Carmine Montella, che, oltretutto, lasciando il municipio dovrà congedarsi anche dal seggio recentemente conquistato alla Rocca dei Rettori, perdendo il requisito dell’eleggibilità. Al suo posto nel “parlamentino” della Rocca dei Rettori andrà Lucio Mucciacciaro.

Naturalmente gli occhi sono puntati soprattutto su Sant’Agata dei Goti, il centro più grande interessato dal voto, ma anche per i risvolti legati al problema Ospedale. Alla fine per la successione di Valentino a Palazzo San Francesco sono state presentate due liste, capeggiate da Giovannina Piccoli e da Antonio Frugiero. Una lotta tra centrodestra e centrosinistra. Da una parte la Piccoli (“SiAmo Sant’Agata”) di espressione centrosinistra (la Piccoli è stata vice di Valentino), dall’altra il centrodestra che presenta Frogiero (“Insieme si cambia”), scelto personalmente da Mastella, che dopo tanti anni vuole riconquistare il Comune. Praticamente il Partito Democratico a Sant’Agata dei Goti si gioca tantissimo. Si parlava tantissimo di una ridiscesa in campo di Artuto Mongillo, in passato primo cittadino, con una nuova “civica” ed anche di una lista del Movimento 5 Stelle ma alla fine tutto è fallito, e sarà dura lotta Piccoli - Frogiero, con Palazzo San Francesco che ha l’occasione di tingersi di “rosa”.

Particolarmente interessante anche lo scontro a San Marco dei Cavoti, dove alla fine Giovanni Rossi ha deciso di tentare il bis dopo un po’ di titubanze. A sfidarlo Roberto Cocca, che dovrebbe avere il pieno consenso di Franco Cocca che resta fondamentale per il Partito Democratico di San Marco dei Cavoti.

Quali gli equilibri politici in questo voto quasi interamente “civico”?

Forse soltanto a Sant’Agata dei Goti ed Apice, anche senza i simboli ufficiali, sarà vera resa dei conti tra centrodestra e centrosinistra con una battaglia classica. Comunque, parecchi candidati del centrodestra sono stati “benedetti” da Clemente Mastella, che punta tanto su questo voto locale anche in vista delle Regionali del prossimo anno. Ed anche per il Partito Democratico, che non attraversa un buon momento, il risultato elettorale sarà importantissimo non solo a Sant’Agata dei Goti, ma anche a Torrecuso, paese del consigliere regionale Mortaruolo.

Ora la parola alla campagna elettorale, dove certamente i… veleni non mancheranno!