LA REDAZIONE DI REALTA' SANNITA AUGURA BUONE VACANZE A TUTTI I SUOI AFFEZIONATI LETTORI ED ABBONATI.
Una tromba d’aria, accompagnata da una violenta grandinata, si è abbattuta ieri pomeriggio sul territorio del comune di Castelvenere, il comune più “vitato” d’Italia, causando danni - in corso di stima - alle abitazioni nel centro storico e al settore vitivinicolo, oltre ad abbattere alberi che hanno ostruito le strade con disagi anche per la circolazione.Lo rende noto l’assessore al Bilancio di Castelvenere, Giovanni Arturo Verrillo.“Il maltempo - dice Verrillo - ha colpito duramente il cuore dell’economia locale. La furia delle raffiche di vento non ha risparmiato il centro abitato dove nel cuore del centro storico si registrano i danni più significativi alle strutture, con diversi tetti parzialmente o totalmente divelti. Le tegole e i materiali volati via dalle coperture hanno invaso i vicoli, fortunatamente senza causare feriti, ma imponendo l’immediata messa in sicurezza delle aree pedonali e veicolari. Le strade sono state invase da fango e alberi abbattuti dal forte vento provocando l’immediata interruzione della Strada Statale 87 e di diverse arterie viarie provinciali e comunali. Oltre ai fusti crollati, le carreggiate sono state rapidamente invase da fango e detriti, paralizzando la circolazione”. “Il Comune - continua Verrillo - ha immediatamente attivato il piano di emergenza: grazie alla disponibilità delle ditte locali, che hanno messo subito a disposizione uomini e mezzi meccanici, è stato possibile avviare i primi interventi urgenti per liberare le strade principali, rimuovere i detriti urbani e ripristinare i collegamenti viari prioritari”.Ma l’assessore evidenzia un altro dato per l’economia locale: “Le campagne sono state devastate e l’agricoltura è in ginocchio. Il bilancio per il comparto agricolo resta drammatico. La grandine, caduta a macchia di leopardo con chicchi di grosse dimensioni in diverse contrade, ha flagellato i vigneti insieme al vento. Numerosi filari sono stati abbattuti dalla forza d'urto della tromba d’aria che ha causato danni enormi ai grappoli d’uva”. “Il raccolto di quest’annata - continua Verrillo - è compromesso in diverse aree del territorio proprio a ridosso della vendemmia e all’indomani dei risultati record, anche in termini di promozione, ottenuti con la Festa del Vino che si è conclusa domenica”.“Questo evento climatico estremo si inserisce in un contesto economico e produttivo già profondamente segnato dalle difficoltà che stanno colpendo l'intero comparto vitivinicolo negli ultimi tempi”, conclude l’assessore della giunta del sindaco Alessandro Di Santo.
Vista la nota della Protezione Civile regionale che segnalato dalle 08.00 di domani 27 agosto e fino alle ore 20.00 di domenica 30 agosto l’allerta per il rischio da ondata di calore (anche di 6-7 gradi oltre la media stagionale e condizioni di afa anche nelle ore serali e notturne), il sindaco Clemente Mastella segnala che, in caso di necessità, sono disponibili, dalle ore 09.00 alle ore 20.00, per un’accoglienza temporanea finalizzata a prevenire l’ipertermia causata dal calore le stazioni di Posta di Via Fratelli Rosselli e di Via San Pasquale.Invita poi la popolazione ad attenersi all’osservanza delle seguenti regole comportamentali: ▪ non uscire nelle ore più calde; ▪ evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore in cui la temperatura è più elevata; ▪ facilitare il raffreddamento del corpo ed evitare la disidratazione; ▪ ridurre i rischi nelle persone più fragili (persone molto anziane, persone con problemi di salute, che assumono farmaci, neonati e bambini molto piccoli); ▪ tenere sempre correttamente arieggiati gli ambienti; ▪ prestare attenzione anche agli animali domestici.Il sindaco raccomanda altresì: ▪ che negli uffici pubblici sia garantita l’aerazione dei locali e comunque condizioni di lavoro compatibili con le temperature roventi; ▪ che nei settori agricolo, edile e nei settori affini che prevedano un’intensa attività fisica all’aperto sia tassativamente rispettata l’ordinanza regionale che vieta di svolgere attività lavorative all’aperto nelle fasce orarie comprese tra le 12.30 e le 16.00 (rammentando che l’inosservanza al presente provvedimento è punita ai sensi dell’art. 650 c.p., se il fatto non costituisce più grave reato); ▪ agli esercizi commerciali in attività e dotati di climatizzazione di consentire ingressi a scopo di refrigerio di chiunque ne necessiti e in particolare di anziani e persone in condizioni di vulnerabilità.
Stamane è stata ufficialmente aperta dal direttore artistico Renato Giordano la 47ª edizione di Benevento Città Spettacolo, il festival che fino al 30 agosto trasforma le piazze e i luoghi simbolo del centro storico.Definita dal direttore artistico Renato Giordano come un'edizione «spumeggiante», la rassegna mette al centro una forte presenza del teatro, della musica e della letteratura.L'apertura vede protagonisti il vincitore del Premio Strega 2026 Michele Mari, Maurizio de Giovanni all'Hortus Conclusus e il concerto serale con Peppe Servillo e Costanza Alegiani.Tra i momenti più significativi figura il ricordo dedicato al drammaturgo Annibale Ruccello, scomparso prematuramente proprio mentre si recava alla rassegna beneventana.Il 28 agosto in piazza Santa Sofia si terrà una serata gratuita targata Casa Rummo per omaggiare il celebre artista Peppino Di Capri. Il premio sarà ritirato dal figlio, alla presenza di ospiti come Lina Sastri ed Enzo Gragnaniello. Un appuntamento sottolineato con affetto dal sindaco Clemente Mastella, che ha ricordato il forte legame di amicizia ed estrema generosità che lo univa al cantante.Tra le personalità attese in cartellone figurano anche Serena Bortone, monsignor Vincenzo Paglia e il regista Pappi Corsicato.Il sindaco Mastella si è soffermato invece sulle polemiche sorte per la location di tre spettacoli a Piazza Cardinal Pacca. Residenti e commercianti si sono lamentati della piazza occupata dagli spettacoli del Festival ma il sindaco si è mostrato meravigliato del polverone alzatosi solo per tre spettacoli all’anno che si svolgono nella piazza. Mastella si è poi complimentato per il ricco cartellone che mantiene alto il livello di un festival importante quale Benevento Città Spettacolo.L’assessore alla Cultura Antonella Tartaglia Polcini con le sue riflessioni ha sottolineato come il festival sia cambiato in 47 anni e che con le ultime edizioni il festival sia uscito da sè stesso per accogliere le istanze che derivano dai giovanissimi e dalla più ampia rappresentanza della popolarità. In poche parole il festival ha portato una maggiore aggregazione nella comunità e i giovanissimi sono entusiasti delle proposte fatte anche di quelle teatrali che escono fuori da uno schema precostituito.L’assessore al Turismo Cappa ha invece evidenziato l’importanza del festival che crea interesse e curiosità e costituisce un’importante vetrina per la nostra città.
BENEVENTO PARTECIPA - Comitato civico per la trasparenza e la partecipazione raccoglie la segnalazione di una cittadina di Pacevecchia che ha chiesto di farsi portavoce di alcune problematiche che interessano via Antonio Segni e l’intero comparto delle villette IACP, nelle traverse comprese tra viale Aldo Moro, via Segni, via Einaudi e le strade limitrofe.“Le fotografie scattate in questi giorni - si legge nella nota inviata agli Organi di Stampa - mostrano una situazione che richiede un intervento di manutenzione: vegetazione cresciuta senza controllo, marciapiedi e spazi invasi dalle piante, rami e residui di potatura accumulati e persino una pensilina ormai quasi completamente circondata dal verde.Non si tratta, però, soltanto di una questione di decoro.I residenti ricordano infatti come questa zona sia interessata da molti anni da frequenti allagamenti in occasione delle piogge più intense, un problema che torna a creare preoccupazione soprattutto in presenza dei violenti temporali estivi. Per questo chiediamo all'Amministrazione comunale non soltanto un intervento di pulizia delle traverse, ma anche la verifica e la manutenzione preventiva di caditoie, griglie e sistemi di raccolta e deflusso delle acque, affinché la vegetazione e i detriti non contribuiscano ad aggravare una criticità già nota.C'è poi una seconda questione che merita attenzione.All'interno del comparto si trova un'area verde indicata dai residenti come di proprietà comunale, oggi sostanzialmente inutilizzata. È la radura visibile nelle immagini: uno spazio che, con un progetto semplice e senza immaginare necessariamente grandi opere, potrebbe essere recuperato e restituito al quartiere.Perché non trasformarlo in un piccolo parco di vicinato?Qualche gioco per i bambini, panchine, alberature curate, uno spazio dove incontrarsi e trascorrere qualche ora all'aperto potrebbero trasformare un'area oggi priva di funzione in un luogo di socialità per le famiglie e per tutti gli abitanti del comparto delle villette IACP.Alla segnalazione si aggiunge infine il problema della velocità delle automobili in via Segni. I residenti ricordano la precedente presenza di dossi, successivamente rimossi e mai ripristinati, e chiedono che vengano valutate nuovamente misure efficaci per rallentare i veicoli e rendere più sicura una strada inserita in un'area residenziale.Come Comitato vogliamo partire proprio da qui: ascoltare i cittadini, raccogliere problemi concreti e trasformare le segnalazioni in proposte.Per Pacevecchia chiediamo dunque tre interventi molto semplici: pulizia e manutenzione delle traverse e dei sistemi di deflusso delle acque; verifica delle condizioni di sicurezza stradale di via Segni; valutazione di un progetto di recupero dell'area verde comunale come spazio pubblico attrezzato per bambini, famiglie e residenti.Non sempre per migliorare un quartiere servono grandi opere. A volte occorrono soprattutto manutenzione, programmazione e la capacità di vedere una possibilità dove oggi c'è soltanto uno spazio dimenticato”.
“L’enoturismo in Italia ha incrementato negli ultimi nove anni di circa un miliardo di euro il fatturato ed il Sannio possiede caratteristiche particolarmente favorevoli per costruire una proposta enoturistica competitiva”.E’ quanto emerso al termine del wine talk su “L’enoturismo nel Sannio: una leva strategica per la creazione di valore condiviso”, organizzato nell’ambito della Festa del Vino di Castelvenere, il comune più “vitato” d’Italia, che è stato coordinato da Simone Feoli di ONAV Campania.AI lavori, coordinati da Feoli, hanno preso parte il sindaco Alessandro Di Santo, Angelo Radica (presidente Associazione nazionale “Città del Vino”), Vincenzo Mercurio (enologo), Cesare Avenia (presidente Consorzio Tutela Vini di Caserta), Carmine Coletta (presidente Sannio Consorzio Tutela Vini), Paolo Mastroberardino (enologo) ed Ernesto Buono (enologo).“La forte identità vitivinicola del Sannio - – è stato evidenziato durante i lavori - si intreccia con un patrimonio paesaggistico e culturale significativo e con una rete di imprese che rappresenta uno degli elementi distintivi delle aree interne della Campania. Ma possedere risorse non significa automaticamente trasformarle in una destinazione enoturistica. La vera sfida consiste nella capacità di costruire un’offerta integrata, nella quale vino, territorio, cultura, gastronomia, paesaggio e accoglienza siano parte di un unico racconto. E per raggiungere questo obiettivo diventa quindi fondamentale superare una logica frammentata e favorire una maggiore collaborazione tra imprese, istituzioni, consorzi, operatori turistici e comunità locali. L’enoturismo, in questa prospettiva, non può essere considerato soltanto un nuovo canale commerciale per le cantine. È piuttosto un modello attraverso il quale il territorio può organizzare e comunicare la propria identità”. “La provincia di Benevento – è stato detto durante il dibattito fra i relatori - dispone di risorse, competenze e identità. Possiede un patrimonio vitivinicolo riconoscibile e un paesaggio capace di offrire esperienze autentiche. La sfida, oggi, è dunque quella di riuscire a mettere questi elementi in relazione e trasformarli in un progetto comune. L’opportunità per il Sannio sarà ora quella di trasformare questo interesse in continuità progettuale, facendo dell’enoturismo non una somma di iniziative isolate, ma una componente organica di una più ampia strategia territoriale. Un percorso nel quale il successo di una cantina possa contribuire alla crescita di una comunità, quello di una comunità alla valorizzazione di un territorio e quello di un territorio alla costruzione di una destinazione capace di competere senza perdere la propria identità”.L’incontro sull’enoturismo è stato preceduto da una riunione del consiglio direttivo dell’Associazione nazionale “Città del Vino”, convocato dal presidente Angelo Radica, ed al quale erano presenti la maggioranza dei membri, tra cui i sanniti Floriano Panza e Marco Razzano.
Questa storia arriva dal confine tra Sannio e Puglia ed è misconosciuta dalle nostre parti. A meno che non abbiate qualche volta costeggiato le zone di Faeto e Celle di San Vito, piccoli comuni della Puglia, attaccati, appunto, alle estreme propaggini del nostro Sannio. Perché è proprio qui, nel fitto bosco di Faeto, che 51 anni fa si verificò la tragedia. L’ho scoperta leggendo un volumetto di racconti pervenutomi dal piccolo comune di Celle di San Vito (FG), al quale ho dedicato alcuni studi.Qualche tempo dopo, sono andata a fare un sopralluogo nel posto in questione, accompagnata da Mariangela Genovese e Nausica Carosielli, addette all’Info Point di Celle.Castelfranco è a circa 8 km di distanza e, per la cronaca, proprio in queste ultime settimane la zona tra Castelfranco e Celle è al centro di roventi polemiche per la frana verificatasi a seguito delle forti piogge di aprile 2026. Questi comuni posti tra il Fortore e la zona dei Monti Dauni sono rimasti temporaneamente isolati e la tratta è ancora sotto sotto stretta sorveglianza a causa della forte fragilità idrogeologica della zona.La situazione non è ancora completamente rientrata e gli smottamenti costellano diversi tratti di strada. Sui social i cittadini lamentano un dissesto idrogeologico cronico ed il perenne immobilismo delle istituzioni locali. Gli utenti sottolineano come i borghi storici dei due comprensori restino regolarmente isolati ad ogni forte ondata di maltempo. L’area riguarda, in modo particolare, i comuni di Castelfranco, Celle, Faeto, Roseto Valfortore (dove una frana ha fatto sparire un’intera carreggiata ed una strada comunale è chiusa da due anni). Le critiche su Facebook colpiscono la mancanza di pulizia dei canali di scolo, la mancata cura delle scarpate rurali e l’assenza di barriere protettive. Molti utenti fanno notare che fango e detriti invadono le carreggiate a causa di terreni agricoli non messi in sicurezza o fossati ostruiti. Se da un lato c’è chi pretende risposte dai primi cittadini, dall’altro molti utenti difendono i sindaci dei piccoli borghi, visti come “lasciati soli” dalle Regioni e dalla Protezione Civile a gestire emergenze enormi con budget comunali ridotti all’osso. Ma veniamo all’incidente aereo che, nel 1975, costo la vita al giovane aviatore Fulvio Curtoni, che all’epoca dei fatti aveva solo 25 anni.Un pomeriggio d’estate, in mezzo ad una natura sconfinata e meravigliosa, nella Daunia selvaggiamente tempestata di pale eoliche, si è svolto il mio tour per andare a rendere omaggio a due personaggi che fanno parte stabilmente della storia di questi luoghi. Il primo, è la contessa Adelaide Modena, profuga di guerra friulana, morta a soli 54 anni a Celle di San Vito, dove era stata internata nel corso della Prima Guerra Mondiale. Sono andata a deporre un fiore sulla sua tomba. Dopodiché mi sono fatta accompagnare al Bosco Curtone, a Faeto, per conoscere da vicino la seconda storia: quella, appunto, di Curtoni. Gli abitanti conoscono quel bosco come “Curtone”, in ricordo del giovane aviatore.Il bosco è bellissimo e si trova sotto il monte Difesa, nel luogo chiamato “Fosso delle janàre”. La “Funtane Curtone” offre al visitatore acqua freschissima (testata in prima persona) ed è situata vicino alle “Palàte”, sulla via di Castelfranco in Miscano.Il tenente Fulvio Curtoni era nato a Ziano Piacentino il 10 novembre 1949. Ziano è un grazioso comune collinare con gran parte del territorio collinare coperto da vigneti e inserito nella Strada dei Vini e dei Sapori. Il 15 marzo 1975, il giovane pilota, che, partito da Rimini di buon mattino, aveva compiuto con tranquillità tutta la trasvolata durante un’esercitazione di volo in provincia di Foggia, cadde. Forse complice la fitta nebbia di quel giorno ed una leggera pioggerella che impedì ai boscaioli di far legna nel bosco, sta di fatto che ad un tratto i motori si spensero e Fulvio ebbe solo il tempo di mandare un messaggio di aiuto.Lo scoppio fu fortissimo. Un boato tremendo che i testimoni dell’epoca ancora ricordano. Un pastore, che aveva visto cadere qualcosa dal cielo, avvisò gli abitanti della disgrazia.Dall’aeroporto di Foggia partirono subito i soccorsi, mentre gli abitanti di Faeto si mobilitarono in massa per recuperare le parti del corpo del giovane, in modo da ricomporlo e consegnarlo ai familiari per il funerale. Le ricerche durarono tre giorni e per tre giorni Faeto fu su tutti i giornali nazionali.Una testimone ricorda di avere visto in quel bosco una mano: “una mano senza braccio”.Fulvio apparteneva ad una famiglia piuttosto nota in Val Tidone. Il padre, era medico, mentre quattro dei suoi cinque fratelli erano dediti allo sport (a loro è intitolato il campo di calcio di Borgonovo).Ziano e Faeto, da quel triste giorno, hanno sempre onorato la memoria dello sfortunato aviatore ed i genitori di Curtoni sono stati quasi ogni volta a Faeto durante la commemorazione.Suo papà una volta ha detto: «Mio figlio amava i monti ed è caduto tra i monti, amava i fiori ed è caduto su un tappeto di fiori».Da quel giorno, Faeto ha un figlio in più.LUCIA GANGALE
Nel tardo pomeriggio di ieri i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile sono intervenuti in Piazza Colonna, a seguito di una segnalazione relativa a una rapina ai danni di un uomo di 66 anni.Secondo quanto riferito dalla vittima, mentre si trovava seduta nello spazio esterno del locale, un giovane gli si è avvicinato improvvisamente e gli ha strappato dal collo una collanina in oro. Il 66enne ha tentato di bloccare il malvivente, che ha reagito spingendolo e provocandone la caduta a terra, per poi allontanarsi a piedi e far perdere le proprie tracce.L’uomo veniva accompagnato presso il pronto soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli di Benevento, dove veniva giudicato guaribile in 10 giorni, salvo complicazioni per le lesioni patite.Immediatamente è stata avviata un’intensa attività investigativa attraverso la quale i militari sono riusciti a individuare il presunto autore del fatto, identificato in un minorenne di nazionalità algerina, successivamente rintracciato nei pressi dell’Ufficio Postale Centrale. Al termine delle formalità di rito, il minorenne è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e accompagnato presso il Centro di Prima Accoglienza di Napoli - Colli Aminei, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli.L’intervento tempestivo dei carabinieri e la successiva attività info-investigativa hanno consentito, in poche ore, di dare un volto e un’identità al presunto responsabile della rapina, assicurandolo alla giustizia. L’operazione testimonia ancora una volta la costante presenza dell’Arma dei Carabinieri sul territorio e la pronta risposta alle richieste dei cittadini, attraverso un’attività capillare di controllo e un’immediata azione investigativa finalizzata all’individuazione dei responsabili dei reati e alla tutela della sicurezza della comunità.La persona fermata è da ritenersi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
Vico Noce come ′cuore pulsante′ di Benevento Città d’Arte ha preso vita nel 1989, ancora prima della presenza dell’Hortus Conclusus. Eccellenze Sannite®, con il suo gruppo di artisti, ha rinnovato tale vocazione, rendendo palese la valenza artistico–culturale di quest’antico vicoletto cittadino. Durante le serate del Festival Città Spettacolo, dal 25 al 30 agosto, l’arte sannita ritornerà ad animarlo con l’esposizione ‘a cielo aperto’ di una selezione di creazioni artistiche promosse dalla piattaforma Web marketing, con il patrocinio del Comune di Benevento – Assessorato alla Cultura. In programma, durante la settimana, incontri tematici, performance artistiche, presentazioni di libri ed opere d’arte, al fine di divulgare le bellezze sannite e promuovere un processo in cui la creatività e la cultura trasformano, in meglio, il territorio. Sarà una Art gallery che mette in mostra pittura, scultura, fotografia e ceramica e rinnova una tradizione di arte sociale per valorizzare la bellezza e il decoro, contro l’abbandono e il degrado. “L’Arte unisce le persone, nel segno della Bellezza e della Speranza” sarà il filo conduttore dei diversi appuntamenti serali, tutti tesi a riscoprire storia, identità e bellezza del Sannio attraverso le sue espressioni creative e la sua memoria collettiva. Per inaugurare l’evento artistico, martedì 25 agosto a Piazzetta Vico Noce alle ore 18.30, si terrà l’incontro con l’assessore alla Cultura, Antonella Tartaglia Polcini, che dialogherà con gli artisti protagonisti della collezione d’arte. “Arte e cultura sono leve strategiche di crescita dell’identità territoriale e favoriscono la coesione sociale. L’iniziativa di animare Vico Noce, ponendo la bellezza al centro, è ormai divenuta un appuntamento atteso e sempre più seguito. Il modello adottato si inserisce coerentemente nelle azioni di valorizzazione del patrimonio cittadino, contribuendo in modo significativo allo sviluppo del territorio e alla promozione di un’immagine attrattiva di Benevento. Talenti artistici che abitano spazi di tradizione, rendendoli laboratori aperti e fecondi di innovazione, dimostrano, con il loro esempio, che si può continuare a fare e a promuovere Arte viva e vitale quale esercizio di cittadinanza attiva!”, ha dichiarato l'Assessore Antonella Tartaglia Polcini.Raccontare il territorio, abitarlo con lo sguardo. È da questa consapevolezza che nasce nel 2014 Eccellenze Sannite®: descrivere in modo inedito il ′saper fare′ del Sannio, valorizzando le molteplici specificità territoriali, i brand identitari, le imprese che innovano e competono, le persone che lo animano. Non una semplice ′vetrina′, dunque, ma un ecosistema narrativo in cui l’arte sannita diventa punto di congiunzione tra creazione e produttività. Una piattaforma Web marketing, senza pubblicità né fini commerciali, che pone al centro le persone, la loro identità e vocazione, per proporsi come isola di libertà dove costruire esempi positivi idonei a riconciliare le generazioni, fondendo saggezza e sapienza di padri e nonni, con l’intelligenza e la curiosità di figli e nipoti. Le opere in mostra, richiameranno, ciascuna con il proprio QR-Code, le esposizioni permanenti ed i progetti di Art thinking realizzati dal gruppo di artisti di Eccellenze Sannite® nella città di Benevento, in collaborazione con istituzioni culturali, associazioni, imprese e studi professionali. Ecco i loro nomi: maestro Alfredo Verdile, coordinatore; Salvatore Fiore di Castelpagano, Leonildo Bocchino di San Giorgio del Sannio, Vincenzo Marsico, Maurizio Iazeolla e Rossella Mazzitelli di Benevento, Mario Ferraro di Cautano, Claudia Fruggiero di Montesarchio, Salvatore Troiano di Telese Terme ed opere in vita di Leonardo Pappone di San Bartolomeo in Galdo. GIUSEPPE CHIUSOLOI link alle mostre nella città di Benevento www.eccellenzesannite.it/sacrarte/www.eccellenzesannite.it/artindustria/www.eccellenzesannite.it/dt_testimonials/academy-energy-lab/www.eccellenzesannite.it/antumarte/www.eccellenzesannite.it/dt_testimonials/virtualita-tangibili/www.eccellenzesannite.it/dt_testimonials/legge_e_arte_senziente/www.eccellenzesannite.it/arte-illumina-vico-noce/
Dal 25 al 30 agosto torna a Benevento SottoTraccia, il festival di arti contemporanee e rigenerazione urbana giunto alla sua seconda edizione. Sei giorni di percorsi espositivi, ricerca e incontro nel cuore della città, in via Bartolomeo Camerario, all'interno della programmazione di Benevento Città Spettacolo. Il tema di quest'anno è Rumore, inteso come punto di partenza per indagini estetiche che aprano una soglia sul dubbio e sull’inatteso, oltre il disturbo da eliminare o l’errore da ottimizzare. Il festival conferma il proprio metodo multidisciplinare, mettendo in dialogo artisti locali e artisti provenienti da tutta Italia - con alcune presenze internazionali - per un totale di circa ottanta artisti (una cinquantina ospiti da fuori città e una trentina radicati sul territorio). Un intreccio di itinerari di ricerca, background, sensibilità e generazioni differenti, che fa dell'incontro e della contaminazione la propria cifra distintiva.Le istituzioniSottoTraccia 2026 si avvale del sostegno di partner istituzionali di primo piano. La Fondazione Donna Regina per le arti contemporanee, che promuove l'arte e la cultura attraverso il Museo Madre di Napoli, riconferma il proprio matronato al festival. Alla rete istituzionale si aggiunge quest'anno la Fondazione Morra, che concede a SottoTraccia il proprio patrocinio culturale: un riconoscimento significativo per un festival giovane e in crescita.Gli spazi restituiti alla cittàCuore del progetto è, come sempre, la rigenerazione urbana. Tutti gli spazi del festival si concentrano in via Bartolomeo Camerario. L'Auditorium San Nicola ospiterà, nei primi due giorni di manifestazione, un'installazione site-specific realizzata da Lorenzo Letizia, tra gli artisti ospiti dell'edizione. Le esposizioni proseguono poi negli spazi dell'ex Bosco Lucarelli, oggi sede della scuola Federico Torre.Prosegue così l'operazione che dà identità a SottoTraccia: la restituzione alla cittadinanza di spazi abbandonati attraverso l'arte. Se lo scorso anno il festival aveva riportato in vita il cortile interno della scuola, rimasto in stato di abbandono per quasi un decennio, quest'anno l'intervento si estende agli spazi dell'ex asilo al piano terra, anch'essi in disuso: ambienti ripuliti e recuperati per essere riaperti alla città come spazi espositivi.Cartografie del RumoreNovità di quest'edizione è la nascita di Cartografie del Rumore, un journal di ricerca che accompagna il festival e ne prolunga la riflessione oltre i giorni della manifestazione. La pubblicazione riunisce giovani ricercatori e ricercatrici emergenti insieme a due voci ospiti: Francesca Recchia, docente e ricercatrice indipendente attiva sulle pratiche decoloniali, e Alessandro Paolo Lombardo, ricercatore e giornalista d'arte.Informazioni praticheSottoTraccia 2026 - RumoreDove: via Bartolomeo Camerario, Benevento — Auditorium San Nicola ed ex Bosco Lucarelli (sede Federico Torre)Quando: 25–30 agosto 2026Ingresso: gratuito Nell'ambito di: Benevento Città SpettacoloIl festival è organizzato da SottoTraccia ETS con la Direzione di Carlo Pedata, Antonio Spina; Curatela: Saverio Pepiciello; Art direction: Piero Fallarino
Gli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri delle province di Avellino e Benevento esprimono pieno e fermo sostegno all’appello lanciato dalla FIMMG circa la necessità urgente di un incremento delle borse di studio destinate al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG) in Campania, finanziato con risorse del bilancio regionale.“I territori dell’Irpinia e del Sannio vivono in prima linea le criticità legate al progressivo invecchiamento della popolazione, allo spopolamento e alla carenza di medici di medicina generale, aggravata dalla massiccia ondata di pensionamenti previsti nei prossimi mesi e anni. Nonostante la Campania vanti il record nazionale per numero di giovani medici che chiedono di accedere al percorso formativo di Medicina Generale, il tetto di posti attualmente finanziati risulta del tutto insufficiente a garantire il necessario ricambio generazionale.Senza un intervento straordinario e programmato della Regione Campania - sul modello virtuoso già adottato da altre realtà regionali - il rischio concreto è quello di desertificare l'assistenza primaria nelle aree interne e periferiche, privando i cittadini di un presidio sanitario fondamentale e costringendo tanti giovani professionisti a spostarsi altrove.Investire fondi regionali nelle borse di formazione non costituisce una semplice spesa assistenziale, ma una scelta strategica imprescindibile per rafforzare la sanità di prossimità, preservare la continuità delle cure e garantire il diritto alla salute su tutto il territorio campano. Chiediamo pertanto alle istituzioni regionali di dare immediato seguito a questa priorità con fatti concreti e risorse dedicate”.Francesco Sellitto, presidente OMCeO AvellinoLuca Milano, presidente OMCeO Benevento
Nell'agosto del 1826, sotto un sole cocente e avvolto da una polvere orribile, l'uomo che aveva violato i segreti dei faraoni faceva il suo ingresso a Benevento. Jean-François Champollion non si accontentava più della riproduzione imprecisa data da Zoega sull’obelisco beneventano.Accompagnato dal fidato amico e viaggiatore Sir William Gell, Champollion decise di muoversi in prima persona quando si rese conto che a Benevento non esisteva un disegnatore abbastanza capace da copiare fedelmente i segni sacri dell'obelisco cittadino. Fu un'ispezione sul campo guidata da una straordinaria intuizione epigrafica. Ho arricchito il mio portfolio geroglifico con una copia esatta dell’obelisco di Benevento, scriveva entusiasta Champollion al fratello Jacques-Joseph in una lettera privata che oggi rappresenta una pietra miliare della storia dell'archeologia. Tra quelle righe, lo studioso francese annunciava una scoperta sensazionale: Disegnai io stesso l’obelisco sul posto, e verificai quello che sospettavo, cioè che l’Obelisco esistente era fatto di pezzi di due obelischi. Fino ad allora, il monumento era ritenuto un blocco unico superstite. Champollion comprese che l'opera visibile in città era in realtà un puzzle arbitrario composto da frammenti di due differenti monoliti gemelli. Ma la fortuna del genio non si fermò qui. Ispezionando il cortile dell'arcidiocesi beneventana, l'archeologo rinvenne altri due grandi frammenti. Con l'entusiasmo dei grandi scopritori, annotò: Unendo questi frammenti con quelli che compongono l’attuale obelisco, lo ricompongono senza il minimo dubbio. Lasciato alla ricerca di un obelisco, sono tornato con due. Grazie alla sua decifrazione sul posto, i geroglifici iniziarono finalmente a parlare. Champollion svelò che i due monumenti gemelli di granito rosso di Assuan erano stati eretti nell'88-89 d.C. sotto il regno dell'imperatore Domiziano per propiziare la sua salvezza, posizionati dinanzi al sontuoso tempio dedicato alla dea Iside, la Gran Signora di Benevento, per mano del prefetto d'Egitto Rutilio Lupo. A duecento anni da quel viaggio estivo, l'anniversario della visita di Champollion celebra l'atto di nascita della Benevento egizia, restituendo al mondo l'identità perduta del più grande santuario isiaco d'Occidente fuori dai confini d'Egitto.CESARE MUCCI
Sette paesi, infinite rotte: stormi di storie tra sapori e memorie. Un Fortore da vivere e ritrovare.È il racconto che accompagna la 44ª Edizione della Festa dell’Emigrante – “Rotte che si incontrano”, il progetto che sta attraversando il territorio del Fortore coinvolgendo le comunità di Foiano di Val Fortore, Molinara, Castelvetere in Val Fortore, Reino, San Bartolomeo in Galdo, San Marco dei Cavoti e Baselice.Un programma diffuso che mette insieme appuntamenti musicali, feste popolari, cultura, arte, enogastronomia e tradizioni, costruendo una narrazione comune intorno a uno dei temi che più profondamente appartengono alla storia di questi territori: l’emigrazione e il rapporto tra chi parte, chi torna e chi sceglie di restare.La manifestazione è già entrata nel vivo nei giorni scorsi con i primi appuntamenti nei diversi comuni coinvolti: dalla Sagra della Scruppedde di Castelvetere in Val Fortore al Premio James V. Monaco di Foiano di Val Fortore, accompagnato dal concerto della BBOrkExtra; dalla Sagra della Patata di Molinara alla tradizionale Cena dei Massari di Reino, fino alla Sagra dei Prodotti Tipici Locali di Foiano di Val Fortore.Tappe diverse di uno stesso percorso, capaci di raccontare il territorio attraverso le sue comunità, le tradizioni tramandate, i prodotti, la musica e quei momenti collettivi che, soprattutto durante il periodo estivo, riportano nei paesi anche chi vive lontano.Proprio il viaggio e il ritorno sono al centro dell’identità visiva scelta per questa edizione. Protagonista è il falco pecchiaiolo, uccello migratore legato al territorio e simbolo di un movimento che si ripete: partire e ritornare. Intorno a lui uno stormo racconta simbolicamente le tante traiettorie delle comunità del Fortore: c’è chi parte, chi ritorna e chi resta.Andarsene. Tornare. Restare.Rotte differenti che continuano, però, a incontrarsi negli stessi luoghi.Il programma prosegue con alcuni degli appuntamenti più attesi della manifestazione.Lunedì 17 Agosto Castelvetere in Val Fortore, in occasione della Festa di San Nicola, ospita alle 21:30 il concerto dei Cugini di Campagna.Il giorno successivo, Martedì 18 agosto, sarà invece Molinara, nell’ambito della Festa di San Rocco, ad accogliere Clementino, in concerto dalle 21:30.Ma il percorso della 44ª Festa dell’Emigrante non si esaurisce con i grandi appuntamenti musicali di questi giorni. Nelle prossime settimane il progetto continuerà ad attraversare il Fortore con ulteriori iniziative dedicate alla musica, all’arte, alla cultura e alle tradizioni locali.Tra gli appuntamenti in programma figurano il concerto di Fred De Palma a San Bartolomeo in Galdo il 26 agosto, la XXVI Biennale di Pittura di Baselice, in programma dal 27 agosto al 9 settembre, il Festival “Rocky Marciano”, il 29 e 30 agosto a San Bartolomeo in Galdo, e la Sagra del Pomodorino, sempre a San Bartolomeo in Galdo, il 5 settembre.Il calendario proseguirà inoltre con gli appuntamenti del Festival Internazionale di Musica da Camera “San Marco in Musica”, contribuendo ad accompagnare il progetto oltre il cuore dell’estate.La Festa dell’Emigrante diventa così un contenitore comune nel quale le identità dei singoli paesi non vengono cancellate, ma messe in relazione. Ogni comunità porta con sé le proprie feste, i propri riti, la propria musica, i propri prodotti e le proprie storie, costruendo insieme un racconto territoriale che supera i confini comunali.Un invito a ritrovare il Fortore, attraversarlo e riconoscerlo attraverso le persone che lo abitano e quelle che, ogni anno, continuano a tornarvi.La “44ª Edizione della Festa degli Emigranti – Rotte che si incontrano” è realizzata nell’ambito dell’Accordo per la Coesione della Regione Campania.
In ragione dell'allerta meteo diramata dalla Protezione civile regionale, dalle ore 13:00 alle ore 20:00 di oggi 16 agosto, il vicesindaco Francesco De Pierro ha emanato un avviso per le avverse condizioni meteorologiche (sono previsti isolati rovesci e temporali) e ha pertanto invitato la popolazione ad attenersi alle norme comportamentali di prudenza e cautela previste in caso di avviso di allerta meteo per rischio idrogeologico e raffiche di vento:– evitare di frequentare locali interrati o posti a pian terreno, principalmente se lungo assi stradali notoriamente interessati da grossi deflussi idrici e comunque a tenere costantemente monitorato il livello delle acque di deflusso. In caso di allagamento staccare subito l’energia elettrica;– procedere con molta cautela, in caso di necessità di attraversamento in auto di un sottopasso stradale, sito critico in occasione di allerta meteo, verificandone la praticabilità e, in caso contrario, darne immediata comunicazione ai numeri di emergenza 112, 113, 115;restare la massima attenzione nei siti già segnalati per il rischio idrogeologico (versanti e pendii per possibili frane e smottamenti) e idraulico (sottopassi e aree di collettori fognari per possibili allagamenti);– osservare particolare prudenza negli spostamenti limitandoli a quanto strettamente necessario;- a prestare attenzione in prossimità di alberi e strutture verticali per l'eventuale caduta di rami, alberi, pali, segnaletica o impalcature e, in ogni caso, a segnalare l'eventuale stabilità precaria di tali elementi anche in situazioni ordinarie, dandone comunicazione ai numeri di emergenza 112, 113, 115;- ad assicurare stabilmente o rimuovere da finestre e balconi elementi mobili quali piante, coperture, strutture provvisorie o qualsiasi oggetto che possa essere trasportato via dal vento.
Il Consiglio Provinciale, con 6 voti a favore 4 astenuti, ha adottato il Rendiconto di gestione per l’anno 2025 in seconda lettura e dopo il favorevole parere reso dall’Assemblea dei Sindaci.L’organo consiliare, riunito sotto la presidenza di Nino Lombardi nella Sala Consiliare della Rocca dei Rettori, su iniziativa dello stesso Lombardi ha reso omaggio alla figura dell’on,le Roberto Co-stanzo che fu anche Consigliere Provinciale.Nel corso della seduta, sono intervenuti i Consiglieri Fioretti e Stravino ed i lavori ssono stati con-clusi dal Presidente Lombardi.Il Consiglio ha affrontato, dopo la relazione del Segretario generale Maria Antonietta Iacobellis, al-cuni temi, su richiesta della Consigliera Fioretti, in ordine all’ammontare dei residui attivi per crediti non riscossi, alla corretta trasmissione alla Corte dei Conti delle delibere inerenti il riconoscimento dei debiti fuori Bilancio ed all’accontamento dei fondi per il contenzioso. La Iacobellis, dopo aver assicurato che ogni delibera su debiti fuori Bilancio viene come per legge trasmessa alla Corte dei Conti, ha ricordato che l’alto ammontare dei residui attivi (circa 35 milioni di Euro) deriva princi-palmente dal contenzioso pregresso in particolare con i Comuni circa l’ammontare della Tefa: lo stes-so fondo di residui attivi, tuttavia, ha proseguito Iacobellis, si sta riducendo in misura significativa grazie ai fondi che alcuni Comuni hanno stanziato e liquidato alla Provincia. Per quanto infine ri-guarda l’accantonamento delle risorse per il contenzioso le stesse sono state richieste dall’Avvocatura provinciale.Il Consigliere Stravino ha voluto riconoscere pubblicamente il chiaro successo elettorale ottenuto dal Presidente Lombardi e gli ha augurato buon lavoro.Il Presidente, nel chiudere il dibattito, ha indicato brevemente le linee d’azione del suo mandato e che intendono portare a compimento le opere impostate ed avviate in quello appena concluso.
Con la scomparsa di Roberto Costanzo il Sannio perde una delle sue menti più lucide, un uomo che ha saputo coniugare come pochi la passione politica, l'impegno istituzionale e l'amore viscerale per il proprio territorio. Ma accanto alle sue storiche battaglie da amministratore e da parlamentare europeo c'è un abito che Costanzo non ha mai smesso di indossare: quello del giornalista e dell'intellettuale militante.In questo percorso il legame con la testata Realtà Sannita ha rappresentato un capitolo del suo attivismo. Puntuale nell’invio dell’articolo per il nostro periodico. Prima che il nostro giornale andasse in stampa passava nella tipografia Grafiche Iuorio per un’ultima lettura e qualche correzione. Ci ha dato lezione di organizzazione e tenacia nelle fasi che hanno preceduto la pubblicazione per le Edizioni Realtà Sannita di tre volumi: Visti dal Sannio(2019), L’altra Campania(2023), 50 anni di Democrazia Cristiana nel Sannio(2025).Era una voce libera per le aree interne: le sue colonne sono state una palestra di analisi socio-economica, uno spazio critico in cui analizzare i mutamenti dell'agricoltura, dello sviluppo rurale, delle energie rinnovabili e delle politiche per il Mezzogiorno.I suoi editoriali e i suoi articoli non erano mai banali. Costanzo scriveva con la profondità dell'esperto e la chiarezza del divulgatore. La sua penna, sempre affilata e rigorosa, rifiutava il lamento sterile per proporre soluzioni concrete e visioni di lungo periodo per il futuro di Benevento e della sua provincia.Attraverso le pagine del giornale ha difeso a spada tratta la dignità delle zone interne della Campania, battendosi contro lo spopolamento, l'isolamento e la marginalizzazione politica, trasmettendo a intere generazioni di lettori l'orgoglio delle proprie radici.Per Realtà Sannita, Roberto Costanzo non è stato soltanto una firma illustre o un garante d'eccezione, ma un maestro di giornalismo territoriale, capace di dimostrare come la stampa locale possa farsi grande letteratura civile.Con la sua scomparsa si chiude un'epoca, ma rimane la traccia indelebile dei suoi scritti: un'eredità di pensiero, rigore e amore per la propria terra che continuerà a guidare chiunque creda ancora nella forza delle idee e del racconto del territorio.La redazione di Realtà Sannita si stringe ai nipoti tutti che lo hanno amato e assistito.MARIA GABRIELLA FUCCIO