Fioravante Bosco interviene sulle condizioni in cui versa la Polizia Municipale di Benevento In primo piano

Fioravante Bosco, già segretario generale della Uil di Benevento e comandante del Corpo di Polizia municipale di Benevento sino a tutto il 31/01/2024, con un esposto dettagliato, inoltrato al sindaco Clemente Mastella, al segretario generale Riccardo Feola, anche nella sua qualità di responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, al dirigente esterno delle risorse umane Gennaro Santamaria, alla procura regionale della Corte dei conti per la Campania, all’Ispettorato generale del MEF e al ministero dell’Interno, ha ribadito - come già comunicato in data 7/08/2024 allo stesso sindaco Mastella - che in data 11 luglio 2024, con la sentenza n. 6871, pubblicata il 31 luglio 2024, il Consiglio di Stato, Sez. V, ha posto una pietra miliare in favore dell’autonomia, indipendenza e libertà della polizia locale.

I giudici di Palazzo Spada scrivono infatti a chiare lettere come non sia possibile disgiungere nella polizia locale le funzioni di comandante ex-art. 9 della legge n. 65/1986, da quelle gestionali di cui all’art. 107 del Tuel n. 267/2000.

I giudici amministrativi al punto 10.11 della sentenza arrivano addirittura a riassumere come segue i massimi principi di diritto che informano il ruolo di Comandante della polizia locale:

a) le funzioni strumentali e principali della polizia locale non sono scindibili sul piano della responsabilità dirigenziale che è unica, facendo la stessa capo soltanto al Comandante;

b) le funzioni meramente strumentali non potrebbero essere neppure provvisoriamente attribuite a un dirigente del tutto avulso in termini funzionali e organizzativi dalla polizia locale, la quale risponde unicamente alla figura del sindaco;

c) eventuali vacanze e assenze del comandante possono essere superate soltanto mediante assegnazione delle funzioni vicarie al vice-comandante o, in assenza anche di quest’ultimo, all’operatore più anziano;

d) soluzioni diverse da quelle indicate alla lettera c) sono del tutto avulse dal quadro normativo di riferimento e, dunque, chiaramente illegittime.

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“Per riportare la questione al Comune di Benevento, va detto che, con le deliberazioni della giunta comunale n. 90 del 3/05/2019 e n. 98 del 20/05/2019, inopinatamente - e in contrasto con l’art. 36 dello statuto comunale - il Corpo di Polizia municipale, sino ad allora elevato a rango di Settore dirigenziale, veniva retrocesso a semplice servizio per far posto all’istituendo Settore denominato “I - Affari Generali ed Istituzionali”, che poi sarebbe stato assegnato al sig. Gennaro Santamaria, del tutto estraneo alla burocrazia del Comune di Benevento! Un Settore privo di significato, che doveva ricomprendere: supporto Segreteria Generale, Affari generali, Gabinetto Sindaco e Polizia municipale (fatta eccezione per le funzioni attinenti la gestione operativa dei servizi considerata la dipendenza funzionale e, quindi, la relazione diretta, prevista dalla legge n. 65/1986 tra il sindaco e il comandante, quale unica figura responsabile nei confronti dello stesso dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo).

Come si potrà vedere, tolta la Polizia municipale, c’era il nulla più assoluto, ma ne è stata consequenziale l’erogazione della retribuzione dirigenziale per mansioni che sì e no potevano rientrare nell’area degli Istruttori!

Dal 2019 a oggi vi sono state altre 5/6 rimodulazioni della macrostruttura comunale, cercando sempre di porre sotto la “tutela” di un dirigente o del segretario generale il Corpo di Polizia municipale e il suo comandante, e assegnando man mano a Gennaro Santamaria la gestione di tutti i servizi comunali: una sorta di sergente di ferro che s’interessa di tutto e di più, e decide in lungo e in largo sull’intera burocrazia comunale!

Naturalmente, questa illegittima decisione, che ormai va avanti da oltre 6 anni, e precisamente dal 1° luglio 2019, determinerà un contenzioso notevole dinanzi la Magistratura del lavoro, per tutto quanto non erogato ai vari Comandanti del Corpo sia per il passato che per il futuro. La Città di Benevento e il Corpo di Polizia municipale hanno, invece, il diritto di avere una struttura di polizia locale al passo coi tempi, che possa svolgere dignitosamente le gravosissime competenze che le sono assegnate dalla Legge.

Dunque, oggi che lo scrivente non è più in servizio, e che a dirigere le operazioni vi è il dott. Giuseppe Vecchio, comandante del Corpo di Polizia municipale di Benevento dal 5 agosto 2024, non è possibile che vi sia a capo alla Polizia locale un dirigente amministrativo, che addirittura è il Capo dell’Avvocatura civica, figura che per legge non può svolgere compiti di gestione dei servizi comunali!

Difatti, utilizzando maldestramente i poteri conferiti dal sindaco, vengono emanate disposizioni di servizio in barba alle competenze specifiche del comandante, il quale ha il compito di dirigere, coordinare e controllare le attività del Corpo, garantendo l’efficace svolgimento dei servizi di polizia locale. Le sue responsabilità includono la gestione delle risorse, la formazione del personale, l’organizzazione dei servizi e la disciplina interna, rispondendo di ciò direttamente al sindaco o all’assessore delegato. 

Molti colleghi hanno riferito allo scrivente altre due questioni specifiche:

▪ i compiti assegnati improvvidamente dal dirigente al vice comandante;

▪ la possibilità che lo stesso vice comandante resti in servizio sino a 70 anni.

In merito va detto che gli ordini di servizio emanati dal dirigente sono illegittimi, mentre rispetto alle precedenti ipotesi di trattenimento in servizio, disciplinate dal rispettivo quadro regolatorio e non cumulabili con quella introdotta dall’articolo 1, comma 165, della Legge di Bilancio per il 2025, ci sono alcune novità:

▪ il lavoratore non ha alcun diritto al trattenimento in servizio; per questo non è previsto che il dipendente presenti istanze o richieste in tal senso;

▪ il compito di individuare il personale da trattenere in servizio spetta esclusivamente alla parte datoriale;

▪ le esigenze organizzative per cui è necessario trattenere personale possono essere: di tutoraggio e affiancamento ai neoassunti, riconducibili a esigenze funzionali non diversamente assolvibili (nel senso che solo il personale individuato le può assolvere per garantire la continuità operativa e funzionale dell’Ente);

▪ la valutazione di merito condiziona la possibilità di trattenimento in servizio: non potranno dunque essere trattenuti coloro che non abbiano conseguito una valutazione della performance ottima o eccellente;

▪ anche il consenso dell’interessato condiziona il trattenimento.

La disposizione risulta particolarmente importante nell’ambito dell’attuale fase di consistente ricambio generazionale: in questo modo i nuovi assunti avranno la possibilità di imparare grazie all’affiancamento di personale già in possesso di un ampio bagaglio esperienziale che rischierebbe altrimenti di andare perduto, necessità che non interessa il Corpo di polizia municipale di Benevento”.

La brutta situazione che si è determinata presso la Polizia municipale di Benevento mi ha spinto a intervenire nuovamente e a distanza di circa un anno, sollecitato peraltro dai colleghi più anziani che in passato hanno efficacemente collaborato con me, per far cessare l’intromissione e il debordo di campo che un giorno sì e l’altro pure interessano la struttura. La situazione è chiara: la Polizia locale non può avere due teste, una operativa e l’altra burocratica, ma le due figure devono coincidere in quella del comandante del Corpo. Per fare ciò bisogna ritornare al Settore Polizia municipale, il quale è presente anche nei comuni non capoluoghi di provincia che hanno istituito il Corpo, e talvolta anche nei comuni con poco più di diecimila abitanti. Voglio sperare che nei prossimi giorni anche le Organizzazioni sindacali prendano a cuore la triste vicenda, per districare una matassa che mi dicono essere divenuta esplosiva, in quanto all’interno del Corpo si registra ormai un sovvertimento gerarchico di ogni ordine e grado. Un’ultima questione riguarda il servizio d’istituto che alcuni ufficiali svolgono in abiti borghesi, fuori da ogni schema di ufficialità! Negli ultimi dieci anni di lavoro ho indossato la divisa con dignità e onore, nelle ore antimeridiane, pomeridiane e serali, e non mi è mai passato per la testa la stravaganza di girare la Città in borghese. Credo che vada ristabilito un minimo di decenza che deve riguardare tutti, dal più anziano al più giovane dei poliziotti locali, in quanto i cittadini devono essere certi che possono ancora contare su una polizia locale che può risolvere i problemi e non accentuarli per misere beghe personali”, questo l’accorato appello di Fioravante Bosco.

Nella foto, da sinistra, Vecchio, Pugliese e Bosco