Il Sindaco con gli Stivali In primo piano

Ormai è accertato che veramente Clemente Mastella abbia definito “scemi intellettualoidi dei miei stivaligli scrivani che non si limitano ad ossequiare i potenti con aggettivazioni di pregio: dinamico (per lo più riferito ad assessore), solerte (un collaboratore dell’assessore), brillante (aggettivo adatto ad attori di teatro, ma si attaglia a chi fa teatro della sua azione), inarrivabile (battutista o, al massimo, uno che distacca gli altri), insuperabile (uno che se provi a sorpassarlo in bici ti butta nella cunetta).

Mastella, forse a causa delle compagnie che lo attorniano, ha perso quella aristocratica capacità di citare la spada di Brenno (inducendo i maestrini con la matita rossoblù a confutare che l’oggetto fosse di Damocle). Per noi Damocle e Brenno pari sono. Ma, in tempi di politically correct, non si può dire scemo a nessuno: si permettesse di dirlo a qualche assessore, dovrebbe dimettersi entro un quarto d’ora (il sindaco, l’assessore può restare). Intellettualoidi è termine ambiguo, sottintende però uno sforzo in atto, un tentativo di arrivare al rango di intellettuale. Questo si può accettare, anche perché si può rimandare al mittente sempre con la sotterranea intenzione di non sottovalutarlo troppo.

Là dove, però, il sindaco di Benevento scade in territorio minato è quando vuole dare l’impressione che egli disponga davvero di stivali e ne faccia uso assiduo tanto che potrebbe indirizzarne le punte ai deretani degli intellettualoidi scemi. Quelli non scemi li lascerebbe in vita.

Si dà il caso che statisti con gli stivali ce ne sono stati, ma prima che Mastella nascesse. Avrà visto filmati e fotografie, se ne sarà invaghito da ragazzo, ma poi ha sempre percorso viali di democrazia. Chi l’abbia visto passeggiare d’estate a San Giovanni di Ceppaloni sarà rimasto sorpreso da una divisa molto dimessa, con corte braghette accoppiate a modesti sandaletti. Ve lo immaginate un paio di stivali sotto una canottiera tipo Umberto Bossi?

C’è da pensare che il Nostro (Lucio Lonardo direbbe oMast) si sia lasciato andare in un momento di fiacca. Solo così gli è potuta balenare nella mente una impennata di eccitata violenza. Anzi, piuttosto, a far scattare il furore ad un decrescenziano uomo d’amore saranno stati i subdoli Oberdan Picucci e Renato Giordano. Incerti della praticabilità in proprio di una coppia di stivali alla ussara, avranno pregato il loro Superiore a fare quest’altro sacrificio.

E così, a cento anni esatti dalla nascita dei Fasci di combattimento, Benevento propone al mondo il Sindaco con gli Stivali.

MARIO PEDICINI