Il Tribunale dei... due mondi In primo piano

Nel tribunale di Vattelapesca si assiste ad un piccolo miracolo quotidiano che alcuni non si spiegano; molti ignorano.

La “cittadella giudiziaria” è composta da due edifici autonomi siti in zone diverse, ma limitrofe, della città, distanti qualche centinaio di metri l’uno dall’altro.

Nell’edificio grande si svolge la maggior parte dell’attività, nell’edificio piccolo quella relativa alle cause di lavoro.

Nell’edificio grande opera la quasi totalità dei giudici addetti al settore civile, fallimentare ed all’esecuzione, attorniata da una schiera di cancellieri, addetti amministrativi ed “all’ufficio del processo” (altro coniglio pescato dal cilindro del presti-legislatore italico).

Nell’edificio piccolo quattro giudici, con un addetto all’ufficio del processo, un cancelliere e pochi amministrativi si occupa del contenzioso di lavoro.

L’avvocato Grillo Parlante, civilista per vocazione, si trova coinvolto, per caso e per necessità, in alcune cause di lavoro innanzi al tribunale di Vattelapesca.

 E qui … gli si apre un mondo.

Lo scetticismo maturato in anni di processi civili aspiranti all’eternità, nei quali il giudice “detta” i tempi del giudizio con scrupolosa lentezza, viene smontato dalla cadenza ravvicinata delle udienze fissate dal giudice del lavoro per ascoltare le parti, i testimoni, disporre gli accertamenti peritali, la discussione ed emettere la decisione.

Ma come, – si chiede, – nel tribunale di Vattelapesca il tempo del processo cambia a seconda … dell’edificio? Meno di trecento metri di distanza tra i due edifici determinano la diversa velocità delle cause? Sarà perché l’edificio dove vi è la sezione lavoro è posto in una zona più alta di quella dove insiste l’edificio principale?

Per farsene una ragione ricorre al caposaldo della fisica moderna, chiedendo aiuto ad Einstein e conclude: la Teoria della Relatività si applica anche ai processi; per le cause il tempo scorre più veloce in quota che a valle.

Insomma: la velocità giudiziaria è questione di fisica.

E formula il primo principio del tribunale di Vattelapesca.

In un edificio giudiziario posto ad una quota più alta le cause si decidono più velocemente; in un edificio giudiziario posto ad una quota più bassa le cause si decidono più lentamente.

Principio da tener presente nell’edilizia giudiziaria perché … con il tribunale di montagna il processo ci guadagna.

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Altra stranezza riguarda le regole del gioco.

Mentre il processo civile è sempre un cantiere aperto e recentemente è stato oggetto dell’ennesimo urgente intervento per velocizzarlo, il processo del lavoro è disciplinato da una legge del secolo scorso e non è stato scalfito dal tempo.

E formula il secondo principio del tribunale di Vattelapesca.

Un processo nuovo di zecca può essere più lento di un processo più vecchio di oltre mezzo secolo.

Come nella moto GP molte volte la differenza non la fa il mezzo, ma il manico.

Ci sono i Bagnaia, i Marquez, i Vinales, ed i piloti … che restano alla griglia di partenza.

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Ancora incredulo per aver trovato un’oasi di efficienza nel deserto del processo civile, da buon avvocato, cerca di analizzarla applicando il principio della presunzione partendo dal dato conosciuto per risalire a quello sconosciuto.

Nota che la velocità delle udienze e dei provvedimenti dei giudici del lavoro è anche frutto della celerità degli adempimenti di cancelleria e della lavorazione dei fascicoli di causa.

Tutto si muove in un meccanismo nel quale ogni ingranaggio è sincronizzato e coordinato con l’altro che permette la trasmissione di una perfetta sinergia.

Pensa: forse perché la sezione lavoro del tribunale di Vattelapesca è fisicamente distinta e distante dalla sezione civile, che finisce per costituire unicum insensibile alle cattive pratiche ed alla lentezza di quest’ultima.

E formula il terzo principio del tribunale di Vattelapesca.

E’ la differente ubicazione urbanistica degli uffici della sezione lavoro che ne determina l’autonomia e costituisce la porta stagna che impedisce il travaso della disorganizzazione organizzata del settore civile.

Insomma, un piccolo tribunale … nel tribunale.

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Il miracolo resta miracolo, il mistero resta mistero, perché Vattelapesca, sulla scia dello storico eroe, diverrà famoso per il “tribunale dei due mondi”.

Con la speranza che la sezione lavoro non venga mai accorpata alla sezione civile.

Ugo Campese