La cultura si forma col dubbio non con le certezze In primo piano

La vita - scrive Roberto Gervasio - è un’ avventura con un inizio deciso da altri, una fine non voluta da noi, e tanti intermezzi scelti a caso dal Caso”. A pensarci bene il mondo gira proprio così, a caso, per un caso. Le cose spiacevoli, ma anche le altre, quelle positive, che ti trovi ad affrontare per “combinazione” sono proprio tante. Non c’è e non può esserci una classifica tra gli accadimenti brutti e quelli belli che per caso, per imprevisto, per sfortuna o fortuna ti possono capitare. Sempre meglio essere ottimisti e pensare che la maggior parte degli imprevisti possano essere tradotti in eventi positivi. Questa lunga premessa per raccontare un fatto, una storia che mi ha molto colpito.

Erano diversi giorni che un’esperta in criminologia forense mi cercava. Non c’entravano né eventuali delitti da me commessi, né pene da scontare. C’entrava la necessità, da parte della signora, di poter disporre di una sala per l’organizzazione di una conferenza. Purtroppo non era utilizzabile la bella sala di palazzo Sora che il Libero Sindacato Scrittori, in corso Vittorio Emanuele a Roma, mette a disposizione per la presentazione di libri ed eventi vari. Niente da fare. Lo comunicai alla dottoressa ipotizzando date future per l’evento da lei organizzato. Mi sarei aspettato, certo con un po’ di delusione da parte sua, l’individuazione di un’altra data, magari a settembre. No, secondo lei la data era già fissata e non si poteva assolutamente spostare. Problemi suoi, pensai. E, invece, diventarono problemi miei perché la “determinata” (sic!) criminologa mi chiese d’aiutarla a trovare un altro sito per la celebrazione dell’evento che le premeva proprio tanto. Nei casi in questione o ti fai aiutare da Beppe Grillo con i suoi “vaffa”, o t’immedesimi nella situazione e provi a darti da fare per risolvere il problema. La Fai (Federazione agricola alimentare) della Cisl, mise a disposizione un’ampia sala. E così l’evento si poté celebrare.

Partecipai all’iniziativa proprio perché la Fai su mia insistenza aveva messo a disposizione la sala e, quindi, mi sentivo responsabile di ciò che sarebbe avvenuto. Ed è qui che esce fuori la combinazione per me fortunata. Non si trattava del solito convegno, ma quel giorno, a via Tevere, si teneva “il consiglio programmatico dell’Università Popolare Federiciana”, momento di incontro tra i docenti dell’università e occasione per

la presentazione del libro “Gran Tour a volo d’Aquila”, di Goffredo Palmerini.

La sede principale dell’Università si trova a Cosenza ma ha sedi operative in tutta Italia. Di recente ha ricevuto il patrocinio della Confederazione Nazionale Università Popolari Italiane, CNUPI. Scoprii allora che l’evento era stato organizzato dal direttore del Dipartimento di Criminologia, Maria Pia Turiello, proprio la signora che mi aveva perseguitato, che nel corso dell’evento ha presentato molti docenti insieme al presidente della Federiciana Università Popolare, Salvatore Maria Mattia Giraldi.

Nel corso dei lavori il direttore generale della Federiciana, Carla Stancati, ha sottolineato come “formare oggi significa creare un progetto di crescita a lungo periodo che copra tutta la vita professionale, permettendo di aggiornare e rafforzare competenze acquisite in passato, e impararne di nuove”.

Per le stesse ragioni - ha continuato il direttore - l’Università Federiciana ha deciso di organizzare questo evento, forte della certezza che il dialogo, e lo scambio di idee generino sempre sapere, e quindi, in un certo senso, ricchezza”.

Tra i progetti presentati, il corso di Gianluca Fontana, avvocato penalista e professore presso la sede di Milano, riguardante la violenza sulle donne, e la scuola di formazione politica presentata dall’avvocato Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno, volta a creare una classe dirigente consapevole, capace e competente. A Napoli partiranno molti corsi “sul disturbo dello spettro autistico” della docente Orietta Ciammetti, il corso per la preparazione all’esame di avvocatura tenuto dall’avv. Carmine Foreste, corsi “sull’accesso vascolare” e “sull’emergenza” per infermieri sotto la super visione del dott. Gennaro Ascione. Ed altre iniziative che sarebbe troppo lungo elencare.

E’ proprio vero che lo scambio d’idee è un motore che genera sempre sapere. Bisogna in tutti i modi possibili che i giovani, e non solo, si convincano di questa grande verità. Guai, come purtroppo sta avvenendo nel nostro Paese, fidarsi del “pensiero unico”, dei “convincimenti assoluti”, senza il minimo di perplessità. La cultura si forma col dubbio non con le certezze.

ELIA FIORILLO