Mastella presidente della Regione In primo piano

Alla candidatura alla presidenza della Regione Campania nella primavera del 2020 Clemente Mastella non intende proprio rinunciare, ed in questi ultimi giorni ha iniziato a scaldare i motori ancora di più: sono già pronti 300 circoli, in tutta la Regione, per sostenere la candidatura, mentre l’account “Le Primarie per il Buongoverno. Mastella presidente” riceve sempre più riscontri.

Quale il percorso che l’attuale primo cittadino del capoluogo intende seguire?

Innanzitutto preme per le primarie all’interno di Forza Italia, anche perché allo stato i candidati sono più di uno, poi, punta ad avere al proprio fianco un centrodestra unito, dal momento che sono in questo modo si potrebbe tentare di avere la meglio su De Luca ed il centrosinistra.

Ed è proprio questo il discorso più difficile, soprattutto dopo il risultato eclatante ottenuto dalla Lega di Salvini nelle ultime Europee. E proprio in seguito a ciò proprio il “capitano” leghista è stato molto chiaro: “Nel 2020 vogliamo conquistare con un nostro uomo la Regione Campania”.

Discorso, questo, ribadito anche da Luca Ricciardi in una intervista al nostro giornale nel commentare il dopo voto, che ha quasi “stoppato”, con parole molte chiare la candidatura di Mastella, riservandogli anche frasi non certo piacevoli.

Da Mastella, però, quasi un ramoscello d’ulivo per Luca Ricciardi: “Spero di riuscire a superare il veto di Ricciardi - ci dice - anche perché non so quanto possa concretamente incidere sugli equilibri regionali. Che la Lega possa avanzare alle Regionali una candidatura autonoma del centrodestra lo credo anche probabile, ma Salvini è un abile comunicatore e sa bene che in questo caso, anche sul piano nazionale, si parlerebbe solo della corsa della Lega in Campania. Ogni comizio a Napoli del candidato leghista sarebbe uno spot per Salvini, ed anche per questo sono convinto che la Lega potrebbe correre con un proprio candidato. Anche per questo, e per favorire la coalizione, ho proposto le primarie, ed ho chiarito che al responso del nostro elettorato ci atterremo in modo fedele: chi vincerà sarà candidato! Se, però, si negano regole di partecipazione basilari poi ognuno sarà libero di fare le proprie scelte, proprio come fanno Salvini e la Lega”.

Ma si continua a ripetere che soltanto un centrodestra unito può vincere e battere De Luca.

Questo è un ragionamento valido all’interno della coalizione. Se, invece, la preoccupazione di una singola forza politica è fare un risultato importante, dove prima avevano zero voti, De Luca sarà di molto avvantaggiato.

Da Mastella, nel corso dello colloquio che con lui abbiamo avuto, anche un commento sul voto Europeo, dove la Lega è diventato il primo partito nel Sannio, mentre il Movimento 5 Stelle ha prevalso in Campania ma soprattutto nel capoluogo.

Le Europee - ci risponde - sono indubbiamente elezioni a spiccato contenuto politico, capaci, dunque, di rispecchiare il sentimento complessivo che vive il Paese in un particolare momento. Se a questo dato si aggiunge che il sistema elettorale utilizzato è totalmente proporzionale, si comprende come mai tutte le forze politiche vivano l’appuntamento come una sorta di vetrina, dove mettere in mostra le proprie peculiarità. L’ha capito bene la Lega, che per tutto il tempo della campagna elettorale ha sottolineato gli elementi caratterizzanti del proprio profilo politico, fino al punto di mettere in crisi il rapporto con i 5 Stelle, alleati di Governo. Alla fine la mossa di Salvini si è rivelata azzeccata sul piano della rappresentazione, e l’elettorato si è orientato in maniera precisa su un riferimento chiaro e definito. L’esatto opposto di quanto fatto da Di Maio, con i noti risultati”.

Non certo entusiasmante il risultato di Forza Italia: c’è esigenza di cambiare?

Il risultato di Forza Italia, ribadisce la strategicità del ruolo di Berlusconi, ma questo già si sapeva. Senza l’apporto diretto del Cavaliere, il partito rischia letteralmente di dileguarsi, a meno che non si sia capaci di garantire regole certe, ed un netto profilo che rispecchi una precisa matrice politica.

Però la sua candidata Molly Chiusolo ha superato molto a livello di preferenze Nadia Sgro, nel capoluogo, nel Sannio, in Campania e nell’intera Circoscrizione.

E’ un po’ la differenza che esiste tra la fascinazione del momento, di una moda, di un trend, ed anche il lavoro compiuto in anni di presenza territoriale. Anche i profili delle due candidate raccontavano questa discontinuità: da una parte la rappresentante della Lega, per la prima volta alla ribalta dell’agone politico, dall’altra una giovane professionista già scelta dagli elettori per il Consiglio Comunale del capoluogo, dove sta dimostrando qualità ed impegno.

Alla Provincia, intanto, prova di gruppo della Lega, mentre a Palazzo Mosti il gruppo leghista non riesce a decollare, e la sua maggioranza è più che mai unita.

Ringrazio la mia maggioranza per il lavoro che sta facendo, e per aver approvato il Conto Consuntivo dimostrando spirito di appartenenza, ma soprattutto senso di responsabilità. E’ stato un dovere nei confronti della città, che non va sottovalutato: io ricordo sempre che la nostra esperienza a Palazzo Mosti ha avuto inizio proprio con l’approvazione di un bilancio lasciato in eredità da altri. Noi abbiamo scelto un altro stile.

Quindi la corsa per le Regionali continua.

L’aspirazione non nasce oggi. Abbiamo realizzato già un paio di anni fa le prime riunioni con i sostenitori e gli amici, che da fuori provincia condividono un percorso ed un’impostazione. Le recenti Europee hanno reso più attuale l’esigenza di un raccordo stretto tra queste realtà, e la prospettiva delle Regionali offre un banco di prova adeguato.

Dopo le Regionali del 2020 le Comunali del 2021: già ci pensa?

Se pure mi volessi dimenticare, non sono pochi coloro che mi ricordano le scadenze… Vedremo, di certo non potremo che procedere in ordine cronologico.

GINO PESCITELLI