SANT'AGATA DEI GOTI - Il discorso di fine anno ai dipendenti comunali del sindaco Carmine Valentino In primo piano
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Austero, come il clima che si respira in questo periodo di recessione ma sentito e profondo, il discorso di fine anno del sindaco della città di Sant'Agata de' Goti, Carmine Valentino, rivolto, come saluto augurale, ai dipendenti del comune saticulano, dalla sala consiliare di palazzo San Francesco a consuntivo di un anno , il 2011, che sarà certamente ricordato come l'anno della “crisi” ma anche delle eccellenze progettuali messe in campo dall'Amministrazione in carica e realizzate con l'imprescindibile contributo delle risorse umane interne all'Ente.
Il primo cittadino, accompagnato dal presidente del Consiglio Comunale, Giancarlo Iannotta, che ha esteso ai presenti i più fervidi voti augurali da parte dell'intero consiglio comunale, dalla tutta la squadra amministrativa e dal segretario generale, Maria Antonietta Iacobellis, ha sottolineato aspetti importanti del rapporto tra dipendenti ed amministrazione ma ha anche posto l'attenzione su temi di interesse collettivo come politiche sociali, salute e sanità e occupazione giovanile.
“La bella, piacevole e sentita consuetudine di incontrarci per lo scambio degli “Auguri” - queste le prime parole del sindaco Carmine Valentino - mi offre innanzitutto l’opportunità di ringraziarvi per la leale e fattiva collaborazione ed il senso di responsabilità e professionalità che quotidianamente dimostrate nell’adempimento dei vostri compiti.
Un senso alto di responsabilità e professionalità che si traduce in un rispetto profondo nei confronti di questa Amministrazione e quindi dell’intera collettività santagatese.
Siamo ormai prossimi al 25 dicembre - ha continuato Valentino -, data importante per la nostra cultura, all’insegna della “Fede” e della “Carità”; ed è a questi valori e sentimenti di solidarietà, fraternità ed amicizia e lasciatemi dire, lealtà che noi vogliamo continuare ad orientare il nostro agire.
La crisi economica e occupazionale che ha investito le nostre terre causa tensioni ed amarezze. Le preoccupazioni del presente, l’ansia di un futuro incerto, il disincanto dei giovani e la rassegnazione dei padri, merita attenzione e riflessione: non è più tempo di rimandare una riflessione seria su questi temi.
Le priorità devono continuare ad essere i più deboli, le fasce penalizzate, le famiglie con più figli minori, gli anziani, i giovani.
Come amministratori prima, ma anche come genitori, non possiamo permetterci di correre il rischio che i nostri giovani, i nostri figli, si scoraggino al punto da non vedere la possibilità di realizzarsi, di avere un’occupazione e quindi una vita degna nel loro, nel nostro “Paese”.
In conclusione il sindaco auspica una trasformazione.
“E’ indispensabile immaginare almeno una trasformazione. Una trasformazione che non distrugga ogni cosa, ma che di ogni cosa ne preservi il buono. Una trasformazione generale, collettiva, e chiaramente anche politica, ritengo sia l’unica strada possibile, in grado di offrirci un oggi dignitoso e un domani migliore.
Il nostro compito specifico, deve continuare ad essere, nei limiti del possibile, di agevolare i cittadini nella ricerca della soluzione dei problemi di tutti i giorni, anche perché prima della consapevolezza dei nostri compiti deve venire la consapevolezza profonda che noi tutti rappresentiamo una “Istituzione” al servizio della collettività”.

23/12/2011