Da Praga a New York, passando per Benevento: i fili invisibili che ci collegano al mondo Società

Circa un mese fa ero a Praga con la mia famiglia. È stato un viaggio bellissimo, di quelli che ti restano dentro: per le strade, per i palazzi, per la storia che senti ovunque, ma l’emozione più grande, inaspettatamente, è arrivata durante il volo di ritorno.

Eravamo in aereo quando la voce del comandante è uscita dagli altoparlanti. Con tono quasi solenne, ha annunciato che stavamo sorvolando Benevento. In quel momento ho sentito un colpo al cuore.

Guardare la propria città dall’alto fa sempre un certo effetto. Mentre alcuni passeggeri cercavano di affacciarsi dai finestrini, io mi sono sentito orgoglioso. Orgoglioso di venire da lì, da quella città antica, raccolta tra le colline del Sannio, che a volte immaginiamo lontana dai grandi centri del mondo.

E invece, tornato a casa, mi è venuta voglia di guardare il mappamondo nel mio studio. Per curiosità, ho cercato Benevento e ho iniziato a seguire quelle linee invisibili che attraversano il globo: i paralleli e i meridiani.

Sono linee che non vediamo, ma che servono a orientarci sulla Terra. I paralleli corrono da Ovest a Est, come cinture intorno al pianeta. I meridiani invece vanno da Nord a Sud, unendo idealmente i poli.

E proprio guardando queste linee ho scoperto una cosa affascinante: Benevento si trova poco sopra il 41° parallelo Nord e vicino al 15° meridiano Est. Non significa che queste linee passino perfettamente per il centro della città, ma basta seguirle sulla mappa per accorgersi che Benevento è collegata, almeno idealmente, a luoghi molto lontani.

Se immaginiamo di partire da Benevento e muoverci verso Ovest, seguendo più o meno la stessa latitudine, incontriamo la Spagna e passiamo vicino a Barcellona. Poi, continuando oltre l’Oceano Atlantico, arriviamo nei pressi di New York.

In altre parole, la grande metropoli americana e la nostra città sannita si trovano quasi alla stessa “altezza” sulla mappa del mondo.

Due mondi diversissimi, eppure quasi allineati lungo una stessa fascia della Terra.

Se invece guardiamo verso Est, quella stessa fascia ci porta verso Istanbul, una città sospesa tra Europa e Asia. Proseguendo ancora, lo sguardo corre idealmente verso l’Oriente, fino alle grandi distese dell’Asia.
Poi c’è l’altro filo: quello che va da Nord a Sud.

Benevento si trova vicino a un meridiano importante, una linea immaginaria che scende dall’Europa verso l’Africa. Seguendola verso Nord, ci si avvicina alla zona di Praga, la città da cui ero appena tornato. 

Seguendo idealmente la stessa direzione verso Sud, arriviamo alla Sicilia orientale, nei pressi di Catania. E poi ancora più giù, verso il cuore dell’Africa, in una zona vicina a Kinshasa, la capitale della Repubblica democratica del Congo. La sua area metropolitana è la terza più grande dell’Africa con più di 17.000.000 di abitanti.

Naturalmente non bisogna immaginare questi collegamenti come linee perfette tracciate con il righello. Ma la bellezza dei paralleli e meridiani sta anche in questo: ci aiuta a scoprire legami che non avevamo mai considerato.

Pensare che Benevento condivida una latitudine simile con Barcellona e New York, e una longitudine vicina a quella di Praga, Catania e dell’Africa centrale, cambia il modo in cui guardiamo la nostra città.

Non siamo un punto sperduto. Siamo un punto del mondo che ci invita ad alzare lo sguardo. 

E forse essere cittadini del mondo comincia proprio così: guardando casa propria da un’altra prospettiva.

CESARE MUCCI