TSCHÜSS! IO E FRANCESCO D’ASSISI, l’ultima opera di Matilde Tortora Società
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Per iniziativa della rassegna Benevento Libraria, nella Biblioteca francescana della Basilica della Madonna delle Grazie, è stata presentata una nuova pubblicazione di Matilde Tortora: “TSCHÜSS! Io e Francesco d’Assisi”, Graus Edizioni.
È intervenuto Padre Antonio Tremigliozzi, Ministro Provinciale dei Frati Minori del Sannio e dell’Irpinia per un indirizzo di saluto e ha chiuso invece l’evento la prof.ssa Antonella Tartaglia Polcini, Assessore alla Cultura e alle Biblioteche del Comune di Benevento. Nel suo intervento l’assessore ha ringraziato la prof.ssa Maria Cristina Donnarumma che la ha accompagnata con impegno ed entusiasmo nell’organizzazione dei 28 appuntamenti che hanno caratterizzato la terza edizione di Benevento Libraria. Una rassegna che ha coinvolto anche le librerie cittadine e ha permesso un dialogo con importanti autori che hanno presentato le loro pubblicazioni ad un pubblico attento e curioso.
Con l’autrice hanno dialogato la prof.ssa Maria Cristina Donnarumma e Padre Davide Panella. Prima della presentazione del libro, Matilde Tortora ha rilasciato un’intervista.
Matilde lei ha dato con il suo libro una immagine diversa della figura di Francesco. TSCHÜSS! Io e Francesco d’Assisi: perché ha scelto questo titolo?
Come lei ha notato TSCHÜSS!, di cui le dirò alla fine e nel sottotitolo Io e Francesco d’Assisi, non compare il “San Francesco”, ma c’è l’uomo Francesco che è coprotagonista insieme alla protagonista del libro. In realtà si tratta di una novella e di un romanzo di finzione ovviamente, una narrazione molto moderna ambientata nell’oggi.
Come ha trovato i collegamenti sulla figura di San Francesco per ambientarla nell’oggi?
Questo libro è a suo modo una doppia biografia, quella della bambina della seconda metà del secolo scorso, che diciamo narra la sua formazione fino all’età adulta, e la biografia anche di come il mondo ha accolto e dato la sua enorme e meritata attenzione a Francesco d’Assisi nei secoli.
Che significa TSCHÜSS!?
TSCHÜSS è una formula molto affettuosa e familiare, con cui le persone si salutano, arrivederci. È per esempio il saluto che mi rivolgono i miei nipoti dopo che sono stati da noi a casa: “Nonna TSCHÜSS”. Perchè il mio Francesco è una persona amica, un fratello nel senso che egli ci ha insegnato.
Che cosa le colpisce di più di San Francesco che ha riportato nel libro?
Mi ha colpito il coraggio e il desiderio di libertà. Se pensiamo che un giovane uomo di 22/23 anni lascia tutto, si denuda di tutto, per cominciare il suo progetto di vita, ed è questa la cifra più profonda, che fa la modernità. Perché oggi dovremmo frequentare e praticare tutti questo coraggio di essere noi stessi.
Se i governanti, i potenti della terra leggessero questo libro, potrebbero diventare migliori?
Sicuramente, senz’altro il problema è quello di individuarsi, di diventare degli individui, consentire a tutti, a qualsiasi essere umano, in qualsiasi parte del mondo di poter realizzare il progetto di vita per cui essi sono venuti al mondo, non ammazzarli, ma farli vivere.
NICOLA MASTROCINQUE

03/06/2026