Ecco perchè l'8 marzo non mi appassiona più Società
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Festa della donna 8 marzo 2012. Confesso, quest'anno per la prima volta non mi sono appassionata alla ricorrenza. Ho cercato di capire il mio stato d'animo di fronte a una “celebrazione” che mi ha sempre stimolata a riflessioni che però nel tempo sono divenute stancamente ripetitive.
Una giornata che celebra 101 anni di rivendicazioni: contro la violenza, ma la violenza soprattutto quella delle mura domestiche è fortemente aumentata come apprendiamo dalla cronaca di questo inizio di anno; contro la disoccupazione in crescita per tutti ma lo è ancor più per le donne; contro la carenza dei servizi per le mamme, ma stiamo ancora a chiederne l'incremento; quote rosa che però sembrano cadute nell'oblio.
Potrei continuare con tanti altri obiettivi: uguaglianza, giustizia, dignità, considerazione, ma è sotto gli occhi di tutti che il movimento femminista non ha più la forza, l'entusiasmo, la convinzione , la spinta , la determinazione di momenti esaltanti che abbiamo vissuto alla fine del secolo scorso quando ci sembrava di poter finalmente dire: ce l'abbiamo fatta!
È come se stessimo rotolando all’indietro e questo nuoce non solo alle donne ma a tutta la società. Il tempo sembra essersi fermato negli ultimi vent’anni e purtroppo concetti come parità, uguaglianza, differenze di genere hanno ancora un’enorme difficoltà a imporsi nella realtà e nella testa delle persone.
Lo scorso anno il movimento “se non ora, quando?” diede uno scossone a tutta l’Italia, dimostrando come la maggioranza delle donne era stufa di vedersi rappresentata da modelli di donne poco pensanti ma molto artefatte e rifatte. Il movimento presentò la realtà quotidiana di donne normali che continuano a pagare doppiamente il costo della crisi e della recessione. I cambiamenti e i miglioramenti tuttavia non appaiono o più propriamente non ci sono.
Ho ripercorso le tappe del movimento femminista in Italia dal dopoguerra ad oggi attraverso gli slogan che hanno accompagnato le forti manifestazioni di piazza. Ne ripropongo alcuni su cui riflettere.
'49- Pace, libertà, lavoro. Per non vivere nell’angoscia, ma nella gioia unitevi a noi.
'52 Per la pace, per un’infanzia felice, per un mondo più giusto e più bello.
'54 -Trionfi l’ideale di emancipazione e di pace della donna italiana.
'60- 1910-1960 Cinquanta anni di lotte per l’emancipazione femminile.
'62- Parità, libertà, cultura per la donna nella società moderna.
'63- Una società rinnovata nelle leggi, nel costume, nelle strutture per la donna e la famiglia.
'65- A 20 anni dal diritto di voto un rinnovato impegno unitario per più avanzate conquiste di emancipazione e di progresso.
'67- Il Parlamento approvi queste leggi: riforma del diritto familiare, libera diffusione dei mezzi di controllo delle nascite, tutela della lavoratrice madre, parità per il lavoro della donna contadina, piano nazionale per gli asili nido, scuola materna pubblica, impegno della donna per costruire una nuova società.
'71- Per l’emancipazione femminile, una svolta nella spesa pubblica, nei consumi, negli investimenti: asili nido e scuola per tutti dai 3 ai 14 anni.
'74- Crisi, referendum, disoccupazione femminile: le donne dicono di no. Dalla crisi non si esce senza le donne.
'75- Anno internazionale della donna, anno di lotta delle donne. Maternità, valore sociale non ruolo ma scelta.
'76 - Libera nella maternità, autonoma con il lavoro, protagonista nella società.
'78 - 8 marzo, parliamo noi: ...aborto, violenza, lavoro, casalinghità, maternità, solidarietà, sessualità, autodeterminazione, servizi, consultori, maschilismo!...
'81- L’8 marzo dei 2 NO ai referendum sull’aborto, solidarietà fra noi donne, auto determinazione. Il movimento delle donne rilancia la sfida.
'84- Le donne sono ancora nella piazza, per difendere il diritto alla pace, al lavoro, alla vita senza violenza, per vivere le strade e la città senza paura .
'86- Evviva l’8 marzo e il 9 e il 10, e l’11 e il 12...?
'95- 1945-1995: i primi cinquant’anni.
'06- La precarietà rende sterili, vogliamo essere libere di creare vite, convivenza e democrazia.
'07- 50E50 ...ovunque si decide! metà del cielo metà del mondo.
'11- Il corpo è mio e non ha prezzo.
'12 - Le radici nei diritti per costruire il futuro.
A tutte noi, a-u-g-u-r-i!
ORNELLA CAPPELLA

16/03/2012