Sesto potere Società

Scopo di questa rubrica sarà indagare sul complesso mondo dell’informatica e della telematica, non tanto per capire come funziona un computer (cosa in fondo non indispensabile nella vita; tutto sommato, anch’io seguo il calcio da anni pur non avendo mai compreso la regola del fuorigioco), quanto per avere un quadro di come i pc ed internet hanno cambiato le nostre vite, in una maniera talmente radicale che nemmeno i più immaginifici scrittori di fantascienza avrebbero potuto sognare. Perché, se cinquanta o sessanta anni fa autori del calibro di Asimov o Clarke descrivevano un 21° secolo popolato da robot dall’intelligenza pari o superiore all’uomo ed astronavi in grado di portarci su Giove e Saturno, nessuno di loro avrebbe mai scommesso che l’uomo del Duemila avrebbe potuto invece trasportare l’equivalente di tutti i volumi della biblioteca di Alessandria come portachiavi o che avrebbe avuto accesso ad enciclopedie, canali televisivi o negozi semplicemente estraendo dal taschino un oggetto del peso di pochi grammi.

Eppure questa è la realtà che oggi ci circonda, nella quale tecnologie fino a vent’anni fa inimmaginabili sono quotidianamente nelle mani di tutti, dalle casalinghe agli imberbi studenti delle scuole medie o elementari (anzi, spesso proprio questi ultimi sono coloro che si trovano maggiormente a loro agio con le più raffinate diavolerie elettroniche).

Ma ogni invenzione dell’uomo, per quanto la cosa possa rattristarci, ha sempre una seconda faccia della medaglia: poiché tanta tecnologia, se da un lato ci ha semplificato la vita, dall’altro ha facilitato il lavoro ad un’ampia varietà di malintenzionati, facendo nascere anzi nuove categorie di crimini e nuove specie di criminali, i tanto famigerati hacker (la maggior parte dei quali, a dir la verità, sono semplicemente dei buontemponi dediti a burle hi-tech, ma tra di loro vi è un’esigua ma agguerrita accolita di veri criminali, i cracker, creatori di virus ed autori di mirabolanti imprese ladresche, quali intrusioni o furti di dati, che avrebbero fatto impallidire Arsenio Lupin per le loro capacità predatorie).

È soprattutto su queste figure di cyber-malandrini, di Diabolik della rete e sulle loro imprese, che rivolgerò la mia attenzione, allo scopo non di favorirne l’emulazione (sia chiaro: non intendo tenere un corso su come si diventa hacker), ma di portare alla luce l’effettiva pericolosità del loro operato e come prevenire, evitare, reagire ed ancor meglio non esporsi alle ruberie del III millennio, che per quanto siano virtuali, ahimè, si traducono in concreti quanto materiali danni alle nostre sventurate tasche.

Saluti dalla plancia.

CARLO DELASSO 

Altre immagini