Turpiloqui scatenati sui siti (anche per i defunti famosi) Società
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Che fine hanno fatto le buone maniere? Probabilmente, hanno subito la stessa sorte delle mezze stagioni, del Carosello e del Totocalcio: sono oramai un ricordo del passato.
Forse sono pessimista, ma chi naviga frequentemente in rete e soprattutto frequenta chat, forum di discussione ed il famigerato Twitter, converrà con me: la cortesia, l’eleganza, il savoir faire non regnano affatto su internet.
Complici la rapidità e la scioltezza del mezzo, che richiedono una comunicazione veloce, diretta e sintetica, una volta posate le dita su una tastiera, anche le persone normalmente più compite e decorose possono mutarsi in animali dediti al turpiloquio più osceno. Il tanto vituperato Monnezza interpretato da Tomas Milian negli anni ‘70 ed il celebre Pierino di Alvaro Vitali arrossirebbero di fronte ad una chattata o ad uno scambio di tweet tra due adolescenti che litigano.
Ma non è solo tra le fasce d’età più giovani che la trivialità trova campo fertile: come ho detto, di fronte ai monitor dei pc avviene una metamorfosi simile a quella che trasformava il compito dottor Jekyll nel feroce mister Hyde (o a quella che coglie taluni individui non appena si mettono al volante di un’automobile): in rete è molto facile che uno scambio d’opinioni, specie tra sconosciuti, si tramuti in uno scambio d’insulti.
Come ho scritto nel mio pezzo precedente, internet consente l’anonimato, perciò non possiamo sapere se la persona con cui stiamo chattando dietro un nick accattivante è un nostro coetaneo o se ha dieci, venti o trent’anni più o meno di noi; così, se di regola di fronte ad estranei moderiamo il linguaggio ed adattiamo un tono più o meno formale a seconda dell’età e dell’estrazione del nostro interlocutore, sul web ogni differenza è abolita. ‘A livella che rende tutti uguali non è la morte, come diceva Totò, ma internet, dove tutti si danno del tu e nessuno si fa scrupolo d’insultare, deridere o diffamare le opinioni altrui.
E se la vis denigratoria si fa forte nei confronti diretti, ancora peggio avviene quando si tratta di commentare fatti accaduti a terzi: vi avverto, se i talk show pomeridiani vi causano ribrezzo per l’asprezza dei toni e la bassezza degli argomenti trattati, evitate accuratamente di leggere i commenti su certi siti d’informazione.
Gli insulti contro i personaggi noti, saliti all’onore della cronaca per i più svariati motivi, si sprecano; la categoria più odiata ed oggetto di feroci iatture è, manco a dirlo, quella dei politici, ma gli utenti del web ne hanno per tutti: dagli sportivi che guadagnano un mucchio di soldi ai divi di Hollywood che passano da un letto all’altro, fino a scatenarsi contro i recenti divi televisivi, spesso noti solo per essere apparsi in qualche programma.
E nemmeno la morte può porre un limite agli scatenati: c’è chi si accontenta di augurare la morte a chi gli sta più antipatico (sia un illustre uomo politico o l’allenatore di una squadra rivale), ma anche chi non si fa remore nel coprire d’insulti qualche personaggio appena scomparso, spesso in maniera del tutto gratuita ed immotivata.
Insomma, se un giorno vostro figlio vi risponderà male, non domandatevi cosa gli insegnano a scuola, o che razza di compagnia frequenta, ma chiedetevi piuttosto su che razza di siti naviga.
Saluti dalla plancia,
CARLO DELASSO

24/05/2012