16/10/2014

La violenza non ha confini

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Era colpevole di essere in sovrappeso. Perciò alcuni ragazzi, tra cui uno di 24 anni, lo hanno preso in giro e lo hanno seviziato con una pistola ad aria compressa. Conseguenze: colon perforato e gravissime lacerazioni all'intestino. Tutto questo davanti agli occhi degli amici del ragazzino di quattordici anni.

È una notizia di violenza come tante altre, brutale e inverosimile. E non perché sia successo a Pianura, il sud dell'Italia. La violenza non ha confini, non ha patria, non ha tempo. Esiste, è esistita ed esisterà . È inutile che ci illudiamo. Soprattutto violenza sui più deboli, i più fragili, i più indifesi.

Ma quello che mi ha lasciata di sasso e' stato il comportamento aberrante dei familiari del ventiquattrenne arrestato. La madre, in televisione e sui giornali, ha difeso suo figlio, il delinquente, dicendo: “Era solo un gioco, uno scherzo finito male. Il ragazzino non è morto”.

È vero che oggi va di moda che i familiari difendono a spada tratta i loro figli, sempre e comunque, e questo succede spesso anche nell'ambiente scolastico. Non stanno mai dalla parte di chi fa un appunto ai loro “bravi” figli, ma sono pronti a infierire e a ricorrere, se serve, alle vie legali.

Ma considerare un gioco un comportamento delinquenziale e criminale che ha reso invalido per tutta la vita un ragazzo che già aveva i suoi problemi, è ciò che di più non si può pensare. Ma credo che sia stato commesso l'errore, come sta accadendo ultimamente, di dare troppo spazio mediatico a chi commette o dice qualche bestialità.

Perché non intervistano la brava gente? Perché bisogna pubblicizzare la violenza e la criminalità? E' comunque vero che l' informazione diffonde ciò che vuole e non ciò che serve. Altrimenti notizie come queste a chi giovano? A far nascere in altri depravati il desiderio di diventare famosi?

ELISA FIENGO

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