19/09/2013

L'Expo 2015 banco di prova delle nostre imprese

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Il mondo imprenditoriale sannita come vive questi tempi così difficili per l’economia?

Le nostre imprese sono in enorme difficoltà. A penalizzarle fortemente è soprattutto la carenza di liquidità: le banche non concedono credito e lo Stato non paga il dovuto. A ciò si aggiunga che la crisi ha falcidiato molte imprese anche di grandi dimensioni, e sappiamo tutti bene che ogni impresa che cade -soprattutto se medio-grande- provoca un effetto domino con pesanti ricadute anche sulle piccole realtà. Pertanto, la difficile congiuntura che ha investito il nostro Paese ha, purtroppo, fortemente coinvolto il sistema economico-produttivo a livello locale”.

A breve è prevedibile, a suo parere, una ripresa dell’economia?

Il centro studi di Confindustria comincia ad intravedere una ripresa nel secondo trimestre 2013, più accentuata al Nord che al Sud. Ma si tratta di proiezioni positive che procedono a rilento”.

Qual è lo stato di salute dell’economia beneventana?

Il dato che più preoccupa è il progressivo impoverimento economico che si registra negli ultimi 5 anni, con un PIL che diminuisce di 7,6 punti in termini nominali. Ciò si traduce in un calo del numero delle imprese ed in una riduzione del numero degli occupati, pari al 10,4% (10.000 posti di lavoro) nell’ultimo quinquennio”.

Una situazione senza ritorno, è così?

No, perchè a fronte di questi elementi di grande criticità, l’Istituto Tagliacarne nel suo rapporto evidenzia anche alcune potenzialità, che andrebbero incoraggiate e valorizzate. In primis c’è una discreta vivacità imprenditoriale, confermata anche dai dati Movimprese che nel 2012 rilevano un +0.32%. Anche l’imprenditoria giovanile fornisce una risposta positiva alle crescenti difficoltà di reperimento del lavoro. Sul fronte delle vocazioni settoriali, invece, risultano confermati alcuni importanti ambiti tradizionali che riguardano la filiera agricola (con l’agricoltura di qualità) e l’agroindustriale, mentre si affacciano sulla scena alcuni settori di nicchia, come quello dell’industria culturale, della produzione di macchinari e piccoli esempi virtuosi nel settore della micro cantieristica”.

Quali iniziative Confindustria Benevento ha intrapreso diverse iniziative per fronteggiare questi momenti difficili?

Stiamo concentrando i nostri sforzi su investimenti, infrastrutture e internazionalizzazione. Sono leve che se adeguatamente utilizzate, possono consentire al nostro territorio di avviare una spirale di crescita. Da qui la nostra attenzione sull'area di crisi di Airola. L'azione di stimolo degli investimenti che abbiamo portato avanti con la raccolta di manifestazioni di interesse, era finalizzata proprio a dare fiducia agli investitori. È chiaro che ora attendiamo in tempi rapidissimi il bando, che rappresenta quell’ulteriore spinta in grado di far ripartire il motore, fermo anche a causa della paura. Naturalmente questi investimenti devono essere accompagnati da una adeguata politica sul fronte infrastrutturale che ci vede, in questo momento, fortemente penalizzati. Per questo motivo stiamo elaborando un documento nel quale intendiamo esaminare l’intero scenario territoriale per definire strategie di crescita efficaci”.

In una fase così complicata per l’accesso al credito, quali sono gli interventi messi in campo da Confindustria e dalle istituzioni per sostenere le imprese?

La difficoltà di reperire risorse finanziarie è, da sempre, una forte criticità del nostro sistema. Molti interventi messi a punto dal Governo incidono sulla leva finanziaria, basti pensare al Fondo di Garanzia per le Pmi, all’abbassamento del costo del denaro, al fondo Jeremie, per comprendere che alcuni passi in avanti sono stati fatti. Confindustria Benevento dedica forte attenzione alla problematica e al riguardo ha messo a punto le AZIONI SUL CREDITO attraverso le “giornate del credito” e lo “sportello banche–imprese”: un vero e proprio punto di riferimento per le imprese iscritte e che ha già fornito servizi concreti. Tuttavia, la strada è lunga e le difficoltà di accesso al credito rappresentano ancora un grosso problema per molte aziende”.

Alcuni imprenditori lamentano che persino il Fisco è diventato più rigido, con accertamenti a tappeto. Risulta anche a Lei tutto questo?

In un momento di spending review tutto il sistema si inasprisce. Ritengo, tuttavia, che la questione del cuneo fiscale nel nostro Paese rappresenti uno dei principali nodi da sciogliere per scongiurare la desertificazione imprenditoriale e la scelta di delocalizzare le imprese. A tale proposito il fatto che alcune zone della città di Benevento rientrino nelle “zone franche” è molto importante per alleggerire fiscalmente le imprese e consentire loro di indirizzare risorse verso investimenti ed occupazione. Ma una misura di tale importanza, non può essere limitata geograficamente e andrebbe estesa almeno a tutti i nuovi investimenti”.

Si parla molto di Fondi Europei “non utilizzati”… insomma, una vera vergogna. Ma perché accade una cosa del genere? C’è anche chi attribuisce a voi industriali qualche responsabilità: è davvero così?

Non credo proprio si possa parlare di responsabilità delle imprese, quanto piuttosto di cattiva programmazione. Siamo arrivati oramai alla quarta programmazione settennale e continuiamo a sentirci ripetere che l’Italia vanta un triste primato: per il solo FESR, ad esempio, su 38 miliardi di euro destinati al nostro Paese è stato speso appena l’8%! I ritardi della programmazione, i vincoli del patto di stabilità e le scelte errate di indirizzo sono le principali cause della difficoltà di spesa. Di recente, tuttavia, la Regione Campania ha varato una delibera di accelerazione della spesa al fine di evitare di restituire le risorse all’Europa, finanziando una serie di interventi che potrebbero rappresentare una grossa opportunità per il territorio. Confindustria è molto attenta a monitorare gli avvisi di prossima emanazione”.

Sul fronte dell’internazionalizzazione, come vede EXPO 2015? Potrebbe essere - come dice Napolitano - un’occasione da cogliere?

Il Presidente Napolitano ha sicuramente ragione: si tratta di un’occasione straordinaria per la crescita e lo sviluppo. Per questo motivo, Confindustria Benevento è già da tempo al lavoro sull’Expo 2015, la più grande esposizione internazionale che ospiterà ben 130 Paesi e 20 milioni di visitatori. A mio avviso, però, il 2015 è vicino e dobbiamo farci trovare pronti. Il nostro obiettivo è quello di presentare al meglio le nostre specificità territoriali nel padiglione Campania, lavorando ad un progetto comune per intercettare i maggiori luoghi di interesse ed organizzando missioni ed eventi per il Sannio che abbiano avvio già nel 2014, proseguano con Expo e si consolidino successivamente. Questo percorso prevede importanti investimenti di tempo e risorse che necessariamente dovranno vedere coinvolte tutte le istituzioni territoriali. Per questo motivo è indispensabile la collaborazione con la Camera di Commercio e con le altre istituzioni per rappresentare al meglio la nostra realtà ed evitare che il Sannio resti ‘schiacciato’ dalle aree costiere. Al fine di garantire la migliore organizzazione dell’evento è stato costituito un team regionale di coordinamento costituito da Regione/Campania Innovazione, Camere di Commercio, Comune di Napoli, Confindustria, ANCI. Il team ha il duplice obiettivo di coordinare le azioni in programma e di dialogare con l’Ente organizzatore e il Ministero preposto. In questa fase il gruppo di coordinamento sta lavorando per tavoli tematici e per ciascuno di essi presenterà una specifica progettualità”.

Energie per la Vita” e “Nutrire il pianeta” sono i temi dell’EXPO ed il Sannio, in questi due campi, vanta aziende di grande eccellenza che sicuramente dovranno avere un ruolo, non secondario, in una “offerta Sannio” in vista dell’evento. Condivide?

Più che le aziende, Expo racconta il territorio attraverso le proprie produzioni. La manifestazione si presenta, infatti, come momento di rilancio di alcuni comparti produttivi italiani. A partire da territorio-cibo-cultura si svilupperanno i differenti settori espositivi che coinvolgono l’ambiente, l’alimentazione, il turismo, la salute, il benessere e la storia. Il primo passo dovrà essere quello di mappare ciò che abbiamo e di individuare una strategia per il territorio che dovrà essere condivisa dagli altri partner istituzionali e portata avanti con forza. Il fine, infatti, è quello di far in modo che ci siano ricadute importanti ed opportunità di crescita per le nostre imprese”.

GIUSEPPE CHIUSOLO

Nella foto, da sinistra: il presidente di Confindustria Benevento Biagio Mataluni con Luigi Abete

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