MARIA ROSARIA BOCCIA METTE IN GUARDIA DAL BULLISMO E DALLA VIOLENZA DIGITALE Società

Nella splendida cornice della Bottaia della Cantina di Enzo Rillo, in Foglianise, sabato pomeriggio, si è tenuto un incontro-dibattito dal titolo: “Bullismo & Violenza Digitale -Tutto in un click”, evento ideato e promosso da Maria Rosaria Boccia che profonde il suo impegno nei campi culturali, politici e sociali. Alessia Giusti, giornalista di Anteprima24, ha intervistato Maria Rosaria Boccia e l’ingegnere Giuseppe D’Onofrio, esperto informatico e fondatore della Digital Solution. Il tema di scottante attualità è stato argomentato in modo pertinente, riguardante in particolare gli utenti, esposti al pericolo sempre in agguato. Dietro i falsi account si celano i leoni da tastiera con pseudonimi, per celare le loro identità digitali, offendendo e provocando danni psicologici, che lacerano interiormente le persone. Il linguaggio feroce, diseducativo, è un nemico invisibile agli occhi, deve essere stigmatizzato e naturalmente bisogna difendersi dagli attacchi sui social, attraverso adeguate misure di sicurezza. La tecnologia non può sostituire le emozioni. Maria Rosaria Boccia prima dell’incontro ha rilasciato un’intervista per Realtà Sannita.

Perché il bullismo ha preso piede mediante la violenza digitale nel terzo millennio?

Il bullismo secondo me è una forma di violenza che ci è sempre stata, ha preso piede ancor di più con l’avvento dei social e dei cellulari, perché è molto più semplice essere violento senza mostrarsi, nascondendosi dietro a uno schermo i leoni da tastiera. Noi vediamo delle persone che dietro una tastiera sono davvero sgradevoli di persona, che poi di persona da soli non riescono ad essere così aggressivi e qui si forma il branco, il famoso branco.

La violenza informatica riguarda le donne, le fragilità piscologiche. Quali sono gli antidoti culturali da iniettare nelle menti, incapaci di discernere il bene dal male?

Non so c’è un antidoto, io dico sempre che la violenza non ha genere la violenza è violenza. E sicuramente diciamo in questo periodo è più accentuata nei ragazzi, ma semplicemente, perchè i ragazzi si aggrappano ai social, si aggrappano forse ad un amico virtuale, perché in casa ci sono meno genitori che ascoltano, le famiglie hanno meno figli, sono sempre più sui social e isolati.

Con l’avvento dell’intelligenza artificiale cosa può accadere?

Io dico sempre che tutto quello che viene usato con intelligenza e moderazione va bene, l’intelligenza artificiale può essere un plus se si affianca ad uno studio, una sollecitazione giornaliera, ma se i ragazzi devono eseguire un compito piuttosto che intraprendere una ricerca e si va solo sull’intelligenza artificiale lì non va bene.

Quali sono le tipologie di violenza digitali più nel contesto socio-culturale?

Secondo me la violenza più importante è quella fisica, io ascolto tantissime testimonianze, ma anche tanti scritti dove semmai è più facile colpire un aspetto fisico, poco gradevole piuttosto che un difetto, invece penso che i difetti a volte identificano tutta una persona, questa la perfezione a tratti fa anche paura e poi si rischia se non ci omologhiamo e non siamo tutti perfetti, se gli uomini non sono tutti Brad Pitt e le donne tutte Barbie siamo esclusi dalla società e questo non va bene.

È solo una questione di pregiudizi?

È una questione di pregiudizi.

NICOLA MASTROCINQUE