CASTELVETERE IN VALFORTORE - La tradizione della legna di Sant’Antonio Società
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Lo spopolamento dei paesi, o borghi come spesso vengono definiti, è ormai un fatto noto e acclarato da tutti. Nonostante ciò, restano e resistono al tempo le tradizioni popolari locali. Siamo alla vigilia di Sant’Antonio da Padova e le comunità si sono attivate per mantenere in vita le proprie tradizioni legate al Santo. Molto diffusa è quella del pane, le cui origini scaturirono dal miracolo del piccolo Tommasino, resuscitato dal Santo a Padova nel XIII secolo.
“Per gratitudine la madre promise ai poveri tanto pane quanto è il peso del bimbo, dando origine alla devozione del -pondus pueri- (peso del bambino) e all’opera del pane dei poveri”. Così anche la comunità Castelvetrese, per consuetudine consolidata, onora il Santo con la processione e benedizione del pane distribuito poi alla popolazione con rito che si svolge, però, nel pomeriggio del 12 giugno.
Ma se la tradizione del pane e dei monacelli è comune un po' a tutti i paesi che venerano e invocano Sant’Antonio, quella della legna, dalle origini assai remote, contraddistingue in modo peculiare e singolare Castelvetere dalle altre comunità del circondario, e forse oltre. Il rituale incomincia ai primi di giugno con il deposito davanti alle case di tronchi o pezzi di legna da parte delle famiglie.
Man mano che viene depositata alcuni componenti del comitato festa provvedono alla raccolta e al trasporto in un luogo del paese dove viene accatastata con la misura empirica della mezza canna (un volume corrispondente a 2 metri di lunghezza, 1,06 di altezza e 1 metro di larghezza). La mezza canna corrisponde, sommariamente, a circa 12/13 quintali di legna. Attualmente essa viene allocata lungo via circumvallazione, ma alcuni decenni fa era posta lungo il perimetro del muro della rampa dei marchesi Moscatelli in pieno centro cittadino.
La tradizione si conclude nel pomeriggio del giorno di Sant’Antonio con la vendita a pubblico incanto, mezza canna alla volta. Il ricavato contribuisce sostanzialmente alle spese e in particolare a coprire il costo dei fuochi pirotecnici fatti brillare a chiusura dei festeggiamenti.
CAMILLO GIANTOMASI

12/06/2026