Gestione rifiuti, Benevento: il modello virtuoso Ambiente
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La città di Benevento chiude il 2025 come un anno particolarmente positivo dal punto di vista della gestione dei rifiuti, alla luce dei dati e dei risultati raggiunti che la collocano tra le realtà più virtuose del Paese. Dalle elevate percentuali di raccolta differenziata ai nuovi investimenti per nuovi impianti avanzati, fino alla candidatura a Capitale del Riciclo della Carta e del Cartone 2026, il sistema sannita si conferma come un modello solido e riconosciuto.
Ne parliamo con il dott. Donato Madaro, Amministratore Unico di ASIA Benevento, che in questa intervista analizza i traguardi raggiunti, le scelte strategiche che hanno reso efficiente il sistema di gestione dei rifiuti e le prospettive future per il territorio.
Dott. Madaro, Benevento viene spesso indicata come un esempio virtuoso nella gestione dei rifiuti: ritiene si possa parlare di un vero e proprio “modello Benevento”? E, alla luce degli ultimi dati che confermano l’ATO Benevento come il più virtuoso con il 73,30% di raccolta differenziata, quali sono i pilastri strutturali che garantiscono non solo il raggiungimento del risultato, ma anche la qualità del riciclo?
Sì, credo si possa parlare a pieno titolo di un “modello Benevento”, inteso non come un’esperienza isolata, ma come un sistema strutturato e replicabile di gestione dei rifiuti. I dati lo confermano: l’ATO Benevento, con il 73,30% di raccolta differenziata, si colloca stabilmente ai vertici non solo regionali, ma anche nazionali, soprattutto se si considera il contesto territoriale del Mezzogiorno.
Il punto di forza del modello non è soltanto il dato quantitativo, ma la qualità complessiva del processo, che si fonda su alcuni pilastri ben definiti.
Il primo è l’organizzazione del servizio di raccolta, capillare, puntuale e costruita sulle esigenze del territorio. Il porta a porta, affiancato da sistemi di conferimento controllati e da ecopunti dedicati, ha consentito di intercettare correttamente le diverse frazioni, riducendo gli errori e migliorando la qualità del materiale raccolto.
Il secondo pilastro è il coinvolgimento attivo dei cittadini. Nessun sistema può funzionare senza la collaborazione della comunità. A Benevento si è investito molto su informazione, educazione ambientale e comunicazione continua, trasformando la raccolta differenziata in una pratica quotidiana consolidata e non in un mero obbligo.
Un terzo elemento fondamentale è lo sviluppo impiantistico. La disponibilità di impianti di trattamento e selezione sul territorio, come quello per il multimateriale, consente di chiudere il ciclo in modo più efficiente, garantendo che i rifiuti differenziati diventino effettivamente risorse e non semplicemente materiali da trasferire altrove. Questo aspetto incide direttamente sulla qualità del riciclo e sulla sostenibilità economica del sistema.
Centrale è anche la governance, basata su una forte integrazione tra Comune, ASIA, ATO e consorzi di filiera. Programmazione, controllo dei risultati e miglioramento continuo sono elementi che permettono non solo di raggiungere gli obiettivi, ma di mantenerli nel tempo.
In sintesi, il “modello Benevento” dimostra che alte percentuali di raccolta differenziata, qualità del riciclo ed equilibrio economico possono convivere, se supportate da una visione chiara, da investimenti mirati e da una collaborazione costante tra istituzioni, gestore e cittadini. È questa la vera sfida vinta: non fermarsi al numero, ma costruire un sistema solido e duraturo.
L’avvio del nuovo impianto di selezione multimateriale in contrada Olivola rappresenta per ASIA Benevento un passo cruciale: carta, cartone e imballaggi misti non verranno più trattati con metodi tradizionali, ma separati e valorizzati. Quali effetti prevede sull’efficienza del riciclo, sulla riduzione degli scarti da smaltire e sui costi del servizio?
L’entrata in funzione del nuovo impianto di selezione multimateriale di contrada Olivola rappresenta un passaggio strategico per ASIA Benevento e, più in generale, per l’intero sistema di gestione dei rifiuti del territorio. Parliamo infatti di un’evoluzione che incide non solo sulle modalità operative, ma sulla qualità complessiva del ciclo del riciclo.
Dal punto di vista dell’efficienza del riciclo, la separazione avanzata di carta, cartone e imballaggi misti consente di ottenere frazioni più pulite e omogenee, pienamente rispondenti agli standard richiesti dai consorzi di filiera. Questo si traduce in maggiori quantità di materiale effettivamente avviato a riciclo e in una valorizzazione più elevata delle singole frazioni, superando i limiti dei trattamenti tradizionali.
Per quanto riguarda la riduzione degli scarti, l’impianto permette di intercettare materiali che in passato venivano parzialmente persi o conferiti come rifiuto residuo. La selezione più accurata comporta una sensibile diminuzione delle frazioni da smaltire, con effetti positivi sia in termini ambientali – meno discarica e meno trasporti – sia in termini di sostenibilità del sistema.
Sul fronte dei costi del servizio, l’impatto è altrettanto significativo. Nel medio-lungo periodo si prevede una riduzione dei costi di smaltimento e una maggiore stabilità economica, grazie alla diminuzione della dipendenza da impianti esterni e alla migliore valorizzazione economica dei materiali selezionati.
L’investimento sull’impianto, quindi, non è un costo fine a sé stesso, ma uno strumento per rendere il servizio più efficiente, più autonomo e più sostenibile anche dal punto di vista finanziario.
In sintesi, l’impianto di Olivola consente di chiudere il ciclo della raccolta differenziata, trasformando una buona performance quantitativa in un sistema di riciclo di qualità, capace di ridurre gli scarti, ottimizzare i costi e generare benefici concreti per il territorio e per i cittadini.
Benevento è candidata a Capitale del Riciclo della Carta e del Cartone 2026. Quali elementi rendono oggi questa candidatura credibile e quali benefici potrebbe portare al territorio?
La candidatura di Benevento a Capitale del Riciclo della Carta e del Cartone 2026 è credibile perché poggia su risultati concreti, infrastrutture operative e una visione chiara di economia circolare, non su dichiarazioni di principio. I numeri della raccolta differenziata, in particolare delle frazioni cellulosiche, collocano Benevento e l’intero ATO tra le realtà più virtuose a livello regionale e nazionale, ma soprattutto testimoniano una qualità crescente del materiale avviato a riciclo.
Un elemento decisivo è rappresentato dagli investimenti impiantistici, a partire dal nuovo impianto di selezione multimateriale di contrada Olivola, che consente di migliorare ulteriormente la selezione di carta e cartone, ridurre gli scarti e valorizzare le frazioni raccolte secondo gli standard richiesti dalla filiera del riciclo. Questo significa non solo raccogliere bene, ma chiudere il ciclo in modo efficiente e sostenibile sul territorio.
Altro fattore di credibilità è il modello organizzativo costruito negli anni: un sistema di raccolta strutturato, il ruolo operativo di ASIA Benevento, il coordinamento con l’ATO e il coinvolgimento attivo dei cittadini attraverso informazione ed educazione ambientale. La candidatura nasce da un lavoro di squadra, che vede istituzioni, gestore del servizio, scuole e comunità locale muoversi nella stessa direzione.
Per quanto riguarda i benefici, l’eventuale riconoscimento rappresenterebbe innanzitutto una grande opportunità di visibilità nazionale, inserendo Benevento al centro delle iniziative della Paper Week e del dibattito sul riciclo della carta e del cartone. Sarebbe anche l’occasione per valorizzare le buone pratiche già in atto, rendendo il territorio un punto di riferimento e un modello replicabile per altri Comuni.
Ci sono poi ricadute importanti sul piano culturale ed educativo: eventi, iniziative e percorsi dedicati rafforzerebbero la consapevolezza ambientale dei cittadini, in particolare delle giovani generazioni, consolidando comportamenti virtuosi già diffusi. Infine, non vanno sottovalutati gli effetti sullo sviluppo locale, in termini di relazioni con i consorzi di filiera, opportunità progettuali e attrazione di nuove competenze.
In sintesi, questa candidatura non è un traguardo simbolico, ma un passaggio coerente di un percorso già avviato, che può portare benefici duraturi al territorio e rafforzare il ruolo di Benevento come città protagonista delle politiche di riciclo e sostenibilità
Ritiene che il “modello Benevento” possa essere replicato anche in realtà più complesse? E, se sì, quali condizioni devono esserci e quali limiti vanno considerati?
Il modello Benevento non è una formula da copiare, ma un metodo da interpretare. La sua replicabilità non dipende dalle dimensioni o dalla complessità dei territori, bensì dalla capacità di costruire un sistema coerente, continuo e credibile nel tempo.
Servono poche ma decisive condizioni: una regia unica e competente, scelte operative chiare, impianti che diano valore reale ai materiali raccolti e un rapporto trasparente con i cittadini, basato su responsabilità e fiducia. Dove manca anche uno solo di questi elementi, il modello perde efficacia.
Il limite principale è pensare che basti aumentare le percentuali di raccolta differenziata: Benevento dimostra che il vero salto di qualità sta nella qualità del riciclo e nella stabilità del sistema. È questa unicità - più che il dato numerico - l’aspetto realmente replicabile.
Alla luce della sua esperienza come dirigente regionale durante l’emergenza rifiuti in Campania, quali insegnamenti ha tratto da quella fase e quali errori
In qualità di dirigente del settore rifiuti della Regione Campania, negli anni 2008/2009 ho contribuito, unitamente all’Assessore all’Ambiente pro tempore Walter Ganapini, al superamento della fase emergenziale durata oltre venti anni in Regione Campania, con l‘avvio del regime ordinario a partire dal 1 gennaio 2010.
Tale risultato è stato reso possibile attraverso una forte sinergia con il Sottosegretariato di Stato per l’emergenza rifiuti in Campania ed in particolare supportando le Province della Regione Campania nella redazione dei business plan per la costituzione e l’avvio delle 5 società provinciali, adibite, tuttora, alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti su base provinciale a partire dal 1 gennaio 2010.
Si è trattato di un incarico molto delicato e faticoso, vista la particolare situazione di regime commissariale del ciclo dei rifiuti in Regione Campania nel ventennio precedente, con il raggiungimento di uno straordinario risultato, impensabile al momento dell’assunzione dell’incarico.
Peraltro, negli anni seguenti, in qualità di Amministratore Unico della Gisec Spa, società provinciale interamente partecipata dalla Provincia di Caserta, ho potuto ulteriormente contribuire all’avvio del regime ordinario del ciclo dei rifiuti in Regione Campania, attraverso la gestione della impiantistica in Provincia di Caserta, STIR e discarica attiva, nonché attraverso la gestione post mortem delle discariche anche attraverso lo svuotamento di alcune di esse.
La gestione dell’acqua e quella dei rifiuti rappresentano due pilastri fondamentali delle politiche ambientali. Alla luce della sua esperienza in Alto Calore Servizi Spa, Acqualatina SpA e Services des Eaux Valdôtaines, come valuta oggi la situazione del rifornimento idrico nel Sannio e quali sono, a suo avviso, le principali sfide da affrontare per garantire un servizio efficiente?
Le mie esperienze acquisite in materia di Servizio Idrico Integrato derivano dall’assunzione di incarichi di Presidente del Cda ed Amministratore Delegato di Alto Calore Servizi Spa negli anni 2007/2008, di componente del Cda di Acqualatina e di Amministratore Unico della Services des Eaux Valdôtaines, incarico attualmente ricoperto dal 2022, società operante in regime di in house providing, a socio unico il BIM, per la gestione del Servizio Idrico Integrato della Valle d’Aosta, formato dall’insieme delle attività di captazione, adduzione, accumulo e distribuzione di acqua ad usi civili ed industriali, di fognatura e di depurazione.
Dal primo gennaio 2026 SEV è il gestore unico del Servizio Idrico Integrato in Valle d’Aosta in tutti i 74 comuni, con il raggiungimento degli obiettivi posti nel Piano Industriale, attraverso il subentro nella gestione del SII sull’intero territorio regionale, superandone la frammentazione gestionale, di ruoli e competenze, facendo evolvere il servizio in una logica di tipo industriale, capace di allinearsi agli standard qualitativi nazionali e comunitari di riferimento in campo tecnico e nei rapporti con gli utenti e affrontando, con la dovuta solidità finanziaria e organizzativa, gli investimenti richiesti dal Piano d’Ambito e le sfide poste al settore dai cambiamenti climatici e dagli obiettivi di sostenibilità sociale ed ambientale.
Dal primo gennaio 2026 SEV gestisce 23 impianti di depurazione principali con trattamento secondario di cui 2 anche per trattamento rifiuti liquidi biologici, 296 impianti minori (fosse Imhof e altri manufatti) al servizio dei piccoli agglomerati e dei nuclei isolati urbani.
La sostenibilità ambientale dovrà essere al centro della strategia del nuovo soggetto gestore del servizio idrico integrato in Provincia di Benevento, dovrà rappresentare uno dei valori fondanti nella strategia della stessa. Essendo una società di nuova costituzione per la gestione del SII, la società avrà l’opportunità di costruire da subito un modello di sviluppo attento all’ambiente, all’efficienza e al futuro della comunità.
La priorità della società dovrà essere quello di proteggere la risorsa più preziosa che abbiamo: l’acqua. L’obiettivo dovrà essere quello di ridurre le perdite di rete, migliorare l’efficienza degli impianti gestiti e promuovere il riuso delle acque depurate. Allo stesso tempo la società dovrà sensibilizzare cittadini e imprese ad un utilizzo consapevole dell’acqua, poiché la sostenibilità inizia anche dai piccoli gesti quotidiani.
Altro obiettivo dovrà riguardare, a mio avviso, l’energia, puntando su fonti rinnovabili e su tecnologie che riducano i consumi degli impianti gestiti, così da abbattere le emissioni e rendere il servizio sempre più sostenibile.
Negli scorsi mesi abbiamo seguito il dibattito sulle elezioni regionali e l’elezione di Roberto Fico come nuovo presidente. Quanto e in che modo la politica può influire concretamente sulla gestione del ciclo dei rifiuti? E soprattutto, cosa dovrebbe garantire la politica?
La politica in generale impatta in modo significativo sull’intero ciclo della gestione dei rifiuti, dalla prevenzione, la raccolta, al trasporto e allo smaltimento finale. Anche la definizione dei ruoli e delle responsabilità per promuovere e dare maggiore impulso all’economia circolare, dipende dagli strumenti messi in campo dalla politica, quali tassazioni speciali, incentivi al riciclo, legislazione locale e regionale per gli impianti di smaltimento, ecc..
Inoltre, sempre più di frequente negli ultimi anni, gli obiettivi della politica si traducono in leggi e direttive che mirano alla realizzazione, da parte dei singoli operatori sul territorio, di strategie capaci di rendere concreti tali obiettivi (ridurre lo sversamento di rifiuti pericolosi, oppure aumentare il riciclo di determinati materiali).
In questo quadro, il ruolo più importante che la politica è chiamata a svolgere è quello di garantire stabilità decisionale e continuità amministrativa: solo politiche ambientali chiare, coerenti e durature nel tempo permettono agli operatori di programmare investimenti, sviluppare impianti e costruire sistemi di gestione dei rifiuti realmente efficienti e sostenibili, evitando discontinuità gestionali che compromettano i risultati aziendali.
In conclusione, quali sono le sfide strategiche che ASIA Benevento dovrà affrontare nei prossimi anni per consolidare il proprio modello e quale direzione, a suo avviso, dovrà imboccare il sistema della gestione dei rifiuti per essere davvero sostenibile nel lungo periodo?
La Società ASIA Benevento ha recepito e attuato, con azioni concrete, la filosofia dell’economia circolare, divenendo parte centrale della propria mission e delle proprie strategie di lungo periodo. Le parole chiave da tenere sempre presenti, come direttrici operative sono:
- prevenzione
- valorizzazione
- cambio culturale
Il passaggio da una gestione lineare a un modello che vede i rifiuti, non più come scarto, ma come preziose materie prime, ripensando stili di vita e cambiando i sistemi produttivi in generale, rappresenta l’obiettivo prioritario e assoluto per i prossimi anni, dando spazio ad una cultura della sostenibilità a tutti i livelli (cittadini, imprese, istituzioni). Sono fondamentali infatti anche le strategie nazionali integrate (dal livello locale a quello europeo e internazionale) per incentivare meccanismi di sviluppo sostenibile e rafforzare le infrastrutture e la logistica dell’intero ciclo di gestione dei rifiuti.
ASIA Benevento cerca di perseguire i nuovi obiettivi di economica circolare e di sostenibilità attraverso il ripensamento dei propri processi operativi (raccolta porta a porta, mangiaplastica, potenziamento ecopunti e ecocentro, impianto di selezione multimateriale) ma soprattutto attraverso la sensibilizzazione e incentivazione dei comportamenti virtuosi nella corretta raccolta differenziata, attraverso l’implementazione del progetto TARIP, che mira non solo a “smaltire di più” ma a “smaltire meglio”, pensando in via prioritaria a dare una seconda vita ai prodotti.
ANDREA ALBANESE

25/01/2026