Dante è il Padre dell'Italia Cultura

Dopo l’evento inaugurale di Ravenna, con il concerto nel Cortile d’onore del Quirinale diretto dal M° Riccardo Muti e presenziato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, si aprono le giornate dedicate a Dante Alighieri, di cui il prossimo anno ricorrerà il settimo centenario della morte (Firenze 1265-Ravenna 1321). Eventi tutti finalizzati ad omaggiare il Poeta e la bellezza dei suoi versi. Apri la mente a quel ch'io ti paleso / e fermalvi entro; ché non fa scïenza, / sanza lo ritenere, avere inteso”.

Dedicare una giornata a Dante - ha scritto Marcello Veneziani - è per una ragione spirituale, in quanto il pensiero “profetico, escatologico e teologico ma non clericale anima Dante e percorre la sua opera. E l’itinerario della mente dantesca trascorre dall’amore alla sapienza, dalla lingua alla rigenerazione civile, fino al cammino iniziatico dell’anima verso il cielo”.

Ma vi è anche una ragione civile, collegata all’identità italiana: “Dante è il Padre dell’Italia, colui che ha scoperto la necessità di riunire le sparse e riottose membra dell’Italia e far risorgere la civiltà italiana, figlia della romanità e della cristianità”. (…) L’identità italiana precede di svariati secoli il suo Stato unitario, i poeti fondarono l’Italia e il suo primo re fu Dante. Che ne colse l’unità come la diversità, che per lui erano più nette tra l’Italia destra e l’Italia sinistra, ovvero il versante tirrenico e quello adriatico, anziché la divisione tra nord e sud”.

Il tema dell’identità italiana è ripreso anche da Aldo Cazzullo nel suo “Riveder le stelle - Dante, il poeta che inventò l’Italia”. Un racconto del viaggio di Dante e di come, le sue parole, abbiano contribuito a creare l’identità italiana. “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

Cazzullo interpreta: “La grandezza dell’uomo non è nulla, senza l’intervento celeste. La poesia, per quanto sublime, e la magnanimità, per quanto grandiosa, senza la fede non conducono alla salvezza”.

La lingua italiana, bistrattata ed umiliata in Europa e nel mondo, grazie all’opera più importante del Sommo Poeta, La Divina Commedia, ha estimatori in ogni angolo del pianeta, che intraprendono un difficile percorso di apprendimento per il solo piacere di… leggerla nella sua lingua autentica, per poterne apprezzare compiutamente il suo animo ‘romantico’. “Amore e ‘l cor gentil sono una cosa.” “Degli occhi suoi, come ch’ella li mova / escono spirti d’amore inflammati / che fèron gli occhi a qual che allor la guati / e passan sì che ‘l cor ciascun ritrova.” “E chi avesse voluto conoscere Amore, fare lo potea mirando lo tremare degli occhi miei.”

GIUSEPPE CHIUSOLO