TELESE TERME - Piazza Minieri trasformata in un'immensa ''tela a cielo aperto'' dalle studentesse del Carafa Giustiniani Cultura

Si è concluso in Piazza Minieri, a Telese Terme, il progetto che rivoluziona il concetto di cantiere edile, trasformandolo in uno spazio di bellezza, condivisione e cultura. Promotrice dell’iniziativa è la Mastio Restauri dell’architetto Luigi Squeglia, azienda leader negli interventi su beni vincolati, che ha ideato e organizzato un innovativo percorso formativo di decorazione pittorica su pannelli lignei.

Grazie alla sinergia creata dall’azienda con il Liceo Artistico “Carafa Giustiniani” di Cerreto Sannita e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Caporaso, le studentesse - coordinate dalla prof.ssa Imma Cocca - hanno decorato le barriere protettive ispirandosi all’universo surreale di Joan Mirò, regalando alla città un’esplosione di forme e colori.

Questa recinzione speciale abbatte drasticamente l’impatto visivo tipico dei lavori edili, trasformando Piazza Minieri in un’immensa “tela a cielo aperto”. Al contempo, la Mastio Restauri ha offerto alle giovani studentesse un’importante opportunità di formazione pratica sul campo e un palcoscenico pubblico di grande visibilità per esprimere la propria creatività.

“Sarà un modello per il futuro, l’iniziativa non resterà isolata - sottolinea l’architetto Squeglia -. La collaborazione tra noi e il Comune punta a replicare questo connubio tra arte e decoro urbano in tutti i prossimi cantieri sul territorio. Il nostro obiettivo è abbinare l’espressione artistica alla cura del territorio, contribuendo a donare colore e bellezza alla comunità anche durante la fase fisica dei lavori”.

Il progetto di Piazza Minieri lascia così al territorio una doppia e preziosa eredità: da un lato, il talento visibile e vibrante delle studentesse del “Carafa Giustiniani”; dall’altro, la lungimiranza di un’azienda e di un’amministrazione capaci di guardare oltre il cemento. Tra le costellazioni di Mirò e il rigore del restauro, Telese Terme riscopre che la bellezza non è un lusso, ma un bene comune da coltivare giorno dopo giorno, cantiere dopo cantiere.