Arte, impresa e diritto: nuove sinergie per il benessere del territorio Cultura

A Benevento l’arte entra nei luoghi del pensiero professionale, attraversa le stanze del diritto e dell’economia, si ferma tra librerie, scrivanie, sale studio e spazi di lavoro e dimostra, ancora una volta, che la bellezza non appartiene soltanto ai musei. Appartiene ai territori che sanno riconoscerla, alle comunità che scelgono di custodirla, ai professionisti e agli imprenditori che comprendono quanto la ′cultura′ possa diventare infrastruttura morale, sociale e soprattutto economica.

È questo il senso profondo del vernissage degli artisti di Eccellenze Sannite®, ospitato presso lo studio professionale TMC Avvocati Associati, nella cornice di Palazzo Zamparelli, al Viale degli Atlantici. Serata inaugurale dedicata non soltanto alla pittura e alla scultura, ma pensata come occasione d’incontro tra mondi diversi: arte, impresa, diritto, economia, formazione, rappresentanza istituzionale e identità sannita.

Il progetto di arte itinerante s’inserisce nel solco di “ARTINDUSTRIA: Emozioni & Valori”, promosso da Eccellenze Sannite® e Confindustria Benevento, con un messaggio chiaro: l’arte non è decorazione, non è ornamento da collocare a margine della vita produttiva, ma patrimonio vivo del territorio. È ricchezza intrinseca, memoria, immaginazione, capacità di generare nuove relazioni e nuove visioni. Il titolo stesso, “Il Dubbio è Senziente, l’Equilibrio è Arte”, contiene una dichiarazione culturale di grande forza. Il dubbio, per il giurista e per l’economista, non è fragilità: è metodo, prudenza, capacità d’interrogare la complessità. L’equilibrio, allo stesso modo, non è immobilità: è arte del discernimento, ricerca di proporzione, possibilità di tenere insieme interessi, valori e futuro.

In questo senso, la scelta di ospitare le opere nello studio ″TMC Avvocati Associati″ assume un significato preciso. Non si tratta di spostare semplicemente l’arte fuori dai luoghi tradizionali, ma di farla entrare dove ogni giorno si prendono decisioni, s’interpretano scenari, si costruiscono soluzioni, si ascoltano bisogni, si affrontano problemi reali del territorio.

I fondatori dello studio, con questa iniziativa confermano una visione ampia del proprio ruolo: non soltanto consulenti, non soltanto tecnici del diritto, ma interpreti di un territorio che ha bisogno di connessioni, contaminazioni e responsabilità condivise. L’avv. Pasquale Tarricone, attraverso TMC Avvocati Associati rappresenta una dimensione del diritto capace di aprirsi alla cultura come spazio di conciliazione, ascolto e interpretazione. “Il diritto, quando incontra l’arte, ricorda a se stesso che dietro ogni norma ci sono persone, storie, conflitti, fragilità, possibilità di ricomposizione. In questa prospettiva, uno studio legale non è soltanto luogo di controversia o consulenza, ma può diventare presidio culturale, spazio di relazione, ambiente in cui il pensiero giuridico si lascia interrogare dalla sensibilità artistica”.

“Così come l’economia –aggiunge l’avv. Giancarlo Caporaso. Se isolata dalla cultura, rischia di ridursi a calcolo. Ma quando dialoga con l’arte, torna a essere anche progettualità, sviluppo, capacità di leggere le vocazioni profonde di una comunità. Valorizzare gli artisti del Sannio significa riconoscere che il capitale di un territorio non è fatto soltanto di numeri, imprese e bilanci, ma anche di creatività, identità, relazioni, reputazione e bellezza”.

Il vernissage ha visto una partecipazione numerosa e attenta: professionisti, imprenditori, personalità della cultura, rappresentanti delle istituzioni locali, artisti e critici d’arte.

Tra i presenti, anche il presidente di Confindustria Benevento, Andrea Esposito e il presidente dell’Ordine Forense locale Stefania Pavone: “L’arte è bellezza. Io veramente vi ammiro per tutto quello che state facendo. Ogni forma d’arte è bella perché ci crea e ci restituisce un ′equilibrio′. Ma soprattutto, la condivisione è relazione umana, che oggi praticamente è quasi scomparsa. Una presenza trasversale, che conferma il valore dell’iniziativa: quando il territorio viene chiamato attorno a un progetto credibile, risponde.

La mostra, presentata dal critico d’arte Daniela Piesco, ha saputo valorizzare le opere collocate nelle diverse sale degli studi professionali, trasformando ambienti normalmente destinati al lavoro quotidiano in luoghi di attraversamento estetico. Le opere non hanno occupato lo spazio come semplici presenze decorative: lo hanno abitato, modificandone la percezione, portando dentro il lavoro una domanda ulteriore, una pausa, una profondità. È proprio questa la forza del progetto: dimostrare che l’arte può vivere anche fuori dai contenitori museali, senza perdere dignità. Anzi, può guadagnare un rapporto più diretto con la vita delle persone. “Quando un’opera entra in uno studio professionale, incontra decisioni, clienti, documenti, responsabilità, attese, strategie. Entra nella realtà. E proprio lì può produrre un effetto inatteso: rendere più umano lo spazio del lavoro, più consapevole lo sguardo, più aperta la conversazione”.

Le opere accuratamente selezionate, rimarranno in mostra permanente per un anno, con l’intento di promuovere l’arte e la bellezza nelle loro molteplici espressioni. Questo elemento dà al progetto una importante continuità: non si tratta di una serata isolata, ma di un percorso che proseguirà nel tempo, permettendo allo studio TMC Avvocati Associati di diventare un punto d’incontro stabile tra professioni e creatività.

Protagonisti del progetto sono gli artisti riuniti e promossi sulla piattaforma Web, coordinati dal maestro Alfredo Verdile: Vincenzo Marsico, Salvatore Fiore, Mario Ferraro, Mariano Goglia, Maurizio Iazeolla, Fausto Boniello, Guido Di Nunzio e Rossella Mazzitelli. Nomi che rappresentano un patrimonio artistico e umano del territorio, un insieme di sensibilità diverse che trovano nell’iniziativa una possibilità concreta di visibilità e riconoscimento.

“Il Sannio Beneventano, attraverso esperienze come questa – aggiunge l’avv. Tarricone - dimostra di possedere energie capaci di uscire dalla frammentazione. L’arte incontra l’impresa; l’economia incontra la cultura; il diritto incontra la bellezza; i professionisti aprono i propri luoghi alla comunità; gli artisti trovano nuovi spazi di relazione; il territorio scopre di poter raccontare se stesso non solo attraverso le sue criticità, ma attraverso ciò che sa generare”.

In un tempo in cui le aree interne hanno bisogno di nuove alleanze, l’evento di Palazzo Zamparelli assume un valore che va oltre il vernissage. Diventa un esempio di sinergia territoriale. Perché lo sviluppo non nasce mai da un solo settore, da una sola competenza, da una sola voce. Nasce dalla capacità di miscelare attività diverse, di far dialogare professioni apparentemente lontane, di costruire piattaforme comuni dove cultura, impresa e competenza possano riconoscersi come parti dello stesso disegno. Il territorio cresce quando i suoi protagonisti smettono di agire in compartimenti separati ed iniziano a creare connessioni.

È questa la lezione più importante della serata: l’arte può essere una forza di coesione, un linguaggio capace di riunire, un ponte tra chi produce, chi interpreta, chi amministra, chi crea, chi investe e chi immagina. Generare, coinvolgere, celebrare: tre parole che sintetizzano il movimento profondo dell’iniziativa: generare nuove opportunità culturali; coinvolgere professionisti, imprenditori, istituzioni e cittadini; clebrare il talento di un territorio che non vuole restare periferia della narrazione, ma desidera diventare protagonista di un nuovo modello di sviluppo. In questo modello, ecco che anche le figure professionali di un territorio assumono un ruolo significativo: aprire i propri spazi significa aprire una visione. “Significa riconoscere che la professione non vive separata dal luogo in cui opera, ma ne è parte attiva. Significa comprendere che la cultura può diventare anche strumento di reputazione, relazione, responsabilità sociale e crescita condivisa”, sottolinea l’avv. Giuseppe Cilenti.

Benevento, con questo vernissage non ha ospitato soltanto una mostra. Ha indicato una direzione: quella di un territorio che può crescere miscelando saperi, professioni, imprese e arti; un territorio che può trasformare la bellezza in progetto, l’identità in valore, la collaborazione in futuro. Perché l’arte che cura, concilia ed ispira non resta mai ferma sulla parete. Se accolta davvero, entra nelle stanze, cambia la luce, apre domande, genera relazioni. Ma soprattutto, da quelle relazioni può nascere una Nuova Idea di Territorio e una Nuova Idea di Bellezza nell'Arte Contemporanea, erigendola come baluardo contro la decadenza esistenziale del nostro tempo.

Come dimostrano i dati dell’ultimo report di Banca Ifis, le imprese italiane che investono in arte e cultura generano miliardi di euro di fatturato e hanno una maggiore produttività rispetto ai competitor: il 52% usa arte & cultura per costruire relazioni col territorio e le comunità; il 23% per comunicare coi propri stakeholder; il 12% come leva d’innovazione e stimolo creativo; il restante 12% per rafforzare l'engagement dei dipendenti.

Dati che confermano ciò che molti imprenditori intuivano, ma faticavano a dimostrare: la bellezza, quando diventa scelta aziendale consapevole, produce valore misurabile. 

GIUSEPPE CHIUSOLO

Altre immagini