Il marchese Nicola Polvere nella politica tra Ottocento e Novecento Cultura
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Un saggio di quasi quattrocento pagine ripercorre la storia del marchese Nicola Polvere (Pago Veiano 1833 - Benevento 1915), che fu protagonista della vita pubblica e della politica locale e nazionale dall’unità d’Italia alla Grande Guerra in veste sindaco del suo paese per un ventennio, consigliere e presidente della Provincia di Benevento, deputato per sei legislature e infine senatore.
Mezzo secolo di impegni istituzionali ma pure di vicende familiari si alternano dunque nelle pagine del volume che - opera del pronipote Andrea Jelardi con la collaborazione del professor Enzo Costantini - è stato presentato l’8 maggio alla Rocca dei Rettori, con la partecipazione del presidente della Provincia, Nino Lombardi e dell’onorevole Roberto Costanzo.
Presenti inoltre il sindaco di Pago Veiano Mauro De Ieso, Angelo Marino sindaco di San Marco dei Cavoti paese di origine di Jelardi e Costantini, Raffaele Del Vecchio amministratore di Sannio Europa, Gabriella Fuccio direttrice di «Realtà Sannita», Immacolata Fiscarelli direttrice di «Sannio Sport», le giornaliste Lucia e Annamaria Gangale, Diego De Lucia per «Anteprima 24» e alcuni dei tantissimi pronipoti di Nicola Polvere poiché, mentre il ramo maschile del casato si estinse con lui, la famiglia proseguì con quattro delle sue cinque figlie che ebbero prole, ovvero Maria Carmela in Rosati, Carlotta in Jelardi, Marianna in de Cillis e Lucia in de’ Conno.
All’apertura dei lavori Costantini ha dato lettura di un messaggio del giornalista Giancristiano Desiderio, assente per imprevisti motivi professionali, che ha definito l’opera un «ottimo saggio sulla figura intellettuale e morale di Nicola Polvere che contribuisce in modo determinante alla storia risorgimentale prima e alla modernizzazione dello stato nazionale poi, ed è di particolare rilievo per intendere il significato della creazione della Provincia di Benevento».
Nel suo saluto istituzionale il presidente Lombardi si è soffermato sulla conoscenza del passato e sulla pubblicazione di libri storici quali elementi di fondamentale importanza per le nuove generazioni e per il futuro della provincia che, come ha sottolineato invece Costanzo, fu l’unica in Italia a nascere ex novo aggregando comuni di province limitrofe al neocostituito capoluogo, Benevento, dopo secoli di dominazione pontificia.
Roberto Costanzo, quasi novantasettenne ma ancora pienamente attivo nella politica e nel giornalismo, ha rilevato che questo è un «libro in cui non si tratta di storia locale. Non è una cronaca di raccolte, storie ed eventi di una famiglia nobile, bensì il ritratto di un personaggio di primo piano nel panorama nazionale oltre che nel Sannio, dove però non è stato ancora onorato come meritava».
A ciò Costanzo, lucidissima memoria storica di epoche diverse, ha anche aggiunto qualche singolare ricordo personale come quello relativo al conte Roberto de Cillis, nipote di Polvere, che nel dopoguerra si avvaleva come autista di una sua collaboratrice domestica, Alfonsina, la quale fu una delle prime donne del Sannio, se non la prima in assoluto, a prendere la patente guidando con disinvoltura automobili di grossa cilindrata e ancora abbigliata con abiti tipicamente contadini, anche nelle vie di Napoli dove il conte abitava.
L’autore Andrea Jelardi, oltre a ringraziare Enzo Costantini per il fondamentale contributo, ha pure ricordato Giovanni Fuccio, suo maestro che gli suggerì di scrivere questo libro come fondamentale prologo alla sua biografia del liberale Raffale De Caro poiché, mentre quest’ultimo fu attivo dalla prima Guerra Mondiale fino al centenario dell’unità nazionale (1961), Polvere aveva invece iniziato l’attività politica proprio nel 1861 e la proseguì fino alla morte nel 1915.
Le due opere, dunque, analizzano per una singolare coincidenza di date precise, esattamente un secolo di grandi trasformazioni: nel caso di Nicola Polvere è stato infatti evidenziato il suo ruolo tra i promotori del Museo del Sannio, degli scavi del Teatro Romano e di progetti irrealizzati come la Ferrovia della Valfortore e la Regione Sannio.
I capitoli che invece riguardano la vita privata, ha proseguito Jelardi, non sono altro che la trascrizione «dei tanti racconti di mia nonna Benedetta Meomartini e della mia bisnonna Elisa Jelardi, la quale fu la nipote prediletta di Nicola Polvere essendo nata peraltro il 6 maggio come lui e che visse praticamente in simbiosi con il nonno specialmente nelle tante occasioni mondane della Belle Époque beneventana».
A nome della famiglia è infine intervenuta un’altra pronipote, Benedetta De Falco, giornalista e presidente del Premio GreenCare, rievocando anch’ella vari episodi appresi dalla nonna Lina de Cillis che, nata nel 1900, le raccontava l’attività del nonno senatore in anni in cui la politica non era retribuita, tant’è che al suo funerale al Duomo di Benevento l’immensa partecipazione popolare fu una spontanea testimonianza mdi sincero affetto.
Il volume sarà prossimamente presentato anche a Pago Veiano, il cui primo cittadino Mauro De Ieso ha auspicato che questa possa essere l’occasione propizia per riavviare un dialogo con gli eredi e dare un degno futuro all’antico palazzo Polvere, da decenni abbandonato ma che si vorrebbe recuperare a fini di pubblica utilità. Sarebbe anche un modo, questo, per onorare come merita un illustre personalità del paese, al quale lui stesso dette - in veste di sindaco - l’appellativo “Veiano”, e che per molti anni fu l’unico rappresentante del Sannio in Senato.
BEATRICE NUZZI

16/05/2026