Paesaggi culturali nella Benevento dei secoli XVI-XVII-XVIII Cultura

Pina Bartolini Luongo ha scritto e scrive tanto, sin da quando sentiva con animo perturbato e commosso la bellezza e l’armonia della suggestiva valle del Sabato osservata dal balcone di Altavilla Irpina, suo luogo d’origine. Era ritmica e solare quando a passi svelti e sicuri camminava lungo il viale Principe di Napoli e lungo i sentieri dell’insegnamento attivo. Ora non è più il tempo che fu, anche se è tuttora vivo in lei l’originario ambiente cosmico, costruito sulla relazione parti e tutto. Passione civile, poesia, letteratura, storia sono il fulcro della sua sensibilità e del recente libro “Paesaggi Culturali nella Benevento dei secoli XVI – XVII – XVIII”. Non è facile passeggiare con lei, in modo simbolico, e accarezzare con mente selettiva, critica i tratti fondamentali dei tre secoli nel mare magnum di tre paesaggi storico – culturali, da decifrare e decodificare, con il sostegno di una “letteratura visionata secondo un metodo comparativo…ai fini di un quadro generale della cultura che avrebbe portato la città di Benevento ad uno sviluppo notevole sui molti fronti di attenzione, terra privilegiata, relativamente al quadro della penisola italiana e più, all’interno del Regno”. Definisce e delimita così spazio e confini della sua virtuale passeggiata e non è piccola cosa seguirla nella delicata rappresentazione della gloriosa stirpe sannita e, soprattutto, della città di Benevento. Trecento anni di storia di avvenimenti e anche di letteratura, poesia, simbologia, intrecci non hanno vanificato o attenuato il fior fiore degli ingegni sanniti. Storia e politica hanno, ovviamente, influito e non categorizzato o asservito uomini di talento. L’analisi letteratura e contesto storico assume il rapporto delle figura – sfondo e più che il dato comparativo trionfa e si afferma la relazione struttura ed evento, frammento e sistema. Descrizione, narrazione e ricostruzione di quadri storici e di importanti date danno rilievo non tanto allo sviluppo cronologico, ma soprattutto alla passione civile di Pina Luongo. Nell’intero impianto del libro l’intreccio di politica, arte, letteratura, comunità, storia locale e globale dà vivacità ai poeti e letterati sanniti coerenti e fedeli ai valori dello spirito e della coscienza morale. Paesaggi e lineamenti hanno il carattere di un’interfaccia, in cui il pilastro essenziale della letteratura, della poesia è il sentire, indice espressivo della coscienza morale, della cultura umanistica e di quella europea. La cultura assolutoria, la letteratura esangue, la magia, la stregoneria, le superstizioni, se pure ricordate, sono flagellate. Gli scenari son fin troppo carichi, non possono essere annoverati e ridotti sempre ad una visione unitaria, anche perché il lettore è invitato, sollecitato e costretto, senza un’opportuna guida, a decodificare e inseguire l’ipervelocità di significati, relazioni fluidificati, talvolta, in periodi più che ciceroniani. Il libro merita la dovuta attenzione e può essere analizzato a piccoli passi logici nelle scuole secondarie di secondo grado. GUIDO RAMPONE * “Paesaggi culturali nella Benevento dei secoli XVI – XVII – XVIII” (pp. 103, € 10) è appena uscito per i tipi delle Edizioni Realtà Sannita ed è il terzo libro che la nota scrittrice sannita pubblica con le nostre edizioni dopo “Ebrei in Benevento” (2000) e “Santi di Benevento” (2002).