A Benevento scuole chiuse fino al prossimo 7 dicembre. Il sindaco Mastella e l'assessore Del Prete ne spiegano i motivi In primo piano

Il sindaco di Benevento, Clemente Mario Mastella:

rilevato che nella settimana dal 18 al 24 novembre nel territorio della Regione Campania si è registrato un incremento percentuale di contagi da SARS-CoV2 del 18,5%, e che nelle due settimane comprese tra il 10 e il 24 novembre il territorio della provincia di Benevento ha fatto registrare una percentuale di nuovi contagi rispetto al numero degli abitanti di circa il 35%, a fronte delle rimanenti provincie della Campania che si sono attestate su livelli di gran lunga più bassi (Fonte GIMBE);

rilevato che la ripresa delle attività educative e didattiche di cui alla citata Ordinanza del PGRC n 92/2020 ha fatto registrare nel comune di Benevento una scarsissima affluenza (circa il 30%) nelle scuole dell’infanzia, e significative percentuali di assenza, ancorché oscillanti tra diverse scuole, nelle prime classi della scuola primaria;

ritenuto che la scarsa affluenza e le significative assenze evidenziano la perdurante preoccupazione della stragrande maggioranza dei genitori per la diffusione dei contagi in dipendenza della frequenza scolastica;

ritenuto altresì che gli alunni non frequentanti, non potendo usufruire nemmeno della didattica a distanza, risultano svantaggiati;

ritenuto pertanto di dover disporre la sospensione delle attività educative in presenza, dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia (sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni) nonché dell’attività didattica in presenza delle prime classi della scuola primaria;

ORDINA

1) a decorrere dal 30 novembre 2020 fino a tutto il 7 dicembre 2020, la sospensione delle attività educative in presenza dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia (sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni) nonché dell’attività didattica in presenza delle prime classi della scuola primaria sia pubbliche che parificate o che comunque rispettano il calendario scolastico regionale;

2) a decorrere dal 30 novembre 2020 fino a tutto il 7 dicembre 2020, restano sospese le attività didattiche in presenza delle classi della scuola primaria diverse dalle prime, nonché quelle delle prime classi della scuola secondaria di primo grado e le attività dei laboratori;

3) a decorrere dal 30 novembre 2020 fino a tutto il 7 dicembre 2020 restano comunque consentite in presenza le attività destinate agli alunni con bisogni educativi speciali e/o con disabilità, previa valutazione, da parte dell’Istituto scolastico, delle specifiche condizioni di contesto e in ogni caso garantendo il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica a distanza.

Il sindaco Clemente Mastella e l’assessore all’Istruzione Rossella Del Prete rispondono ai genitori in merito alla richiesta di riapertura delle scuole

Gli ultimi due giorni sono stati quasi interamente dedicati alla rilevazione dei dati circa la curva dei contagi in città: nella settimana 17-24 novembre il Sannio ha registrato il più alto incremento percentuale dei contagi da Covid 19. Gli ospedali sanniti, prima occupati prevalentemente da contagiati provenienti da altre province, ospitano oggi il 94% di pazienti covid provenienti dalla nostra provincia. I dati sono, dunque, sempre più preoccupanti e la rilevazione settimanale pubblicata dalla fondazione Gimbe lo scorso 25 novembre, rileva un aumento di circa 600 casi, con una percentuale di contagi, nella sola provincia di Benevento, pari al 35% su 274.000 abitanti. E’ come se in Lombardia (che conta circa 10.000 abitanti) si avessero 15-20.000 contagi.

Un dato preoccupante che non poteva non far riflettere, immediatamente, sull’opportunità o meno di riaprire le scuole anche alle altre classi (dalla seconda elementare alla prima media) e su quella di tenere ancora aperte le scuole dell’infanzia e le prime classi della scuola primaria.

Per tutta la settimana abbiamo monitorato il numero dei bambini presenti in classe: le classi delle scuole dell’infanzia erano quasi vuote, raggiungendo un totale, nei sei istituti cittadini, pari ad uno scarso 30% di presenze; le prime elementari hanno fatto registrare una presenza più alta, circa l’80% del totale, ma con grandi differenze tra le classi degli stessi istituti, oltre che tra le diverse scuole. Vi sono state classi in cui le presenze erano ridotte a numeri minimi (4-5 bambini) e classi più o meno complete; Istituti in cui la presenza complessiva è stata molto scarsa ed altri in cui la presenza è stata leggermente più alta.

Come abbiamo già detto, i bambini meritano grande attenzione, tutti i bambini! E’ impensabile che gran parte della classe resti a casa per paura dei contagi, senza poter contare nemmeno sul sussidio della DAD e su un’attenzione costante ed efficace da parte degli insegnanti.

Le preoccupazioni dei molti genitori che hanno scelto di non portare a scuola i propri figli e che continuano a chiedere la chiusura delle scuole, sono pienamente legittime, così come legittime sono le aspirazioni di coloro che vorrebbero tutte le scuole riaperte come in altre regioni italiane ed europee.

Il problema è contemperare la normativa vigente con tale situazione e con le richieste dei genitori: l’insegnamento misto (in presenza e a distanza), la richiesta di non considerare le assenze dei propri figli per paura dei contagi; la difficoltà dei docenti di svolgere contemporaneamente la lezione per gli alunni presenti e per quelli a distanza (acrobazie impossibili da richiedere con bambini piccoli che hanno bisogno di grandissima attenzione).

Su tutte queste difficoltà impera oggi il rischio per la salute dei nostri figli e dei nostri cittadini. I dati pervenuti non lasciano più dubbi e, considerata la mutata situazione sanitaria a Benevento - oggi la prima città della Campania per numero di contagi -, si è disposto, con l’ordinanza sindacale prot. 116762 del 28/11/2020, la prosecuzione della chiusura di tutte le scuole ed una nuova chiusura per tutte le scuole dell’infanzia e delle classi prime delle scuole primarie.

Resteranno aperti, se lo riterranno necessario, soltanto gli asili nido, in considerazione del fatto che si tratta di strutture private che ospitano un numero molto limitato di bambini”.