Abbattere 24 o 58 pini mentre la Procura indaga? In primo piano

La Commedia dei Pini del Viale degli Atlantici si arricchisce di pagine nuove. E’ stata presentata la relazione del perito Giuseppe Ciardiello (succeduto a Giovanni Fornataro, anch’egli presente), che ha classificato lo stato di salute degli alberi in relazione alle esigenze prospettate dal committente Comune di Benevento con la delibera del 3 marzo 2020. Cioè tagliare tutti i pini del Viale.

L’incarico di consulenza non aveva neanche lontanamente lo scopo di “visitare per curare” i pini, ma semplicemente individuare quelli da abbattere. Non è una nostra interpretazione esagerata. Assessori succeditisi e dirigente responsabile si sono più volte espressi in tal senso, per tacer del sindaco ossessionato dal doversi tenere lontano da ogni responsabilità in caso di caduta di rami o quant’altro. Abbiamo scritto che quella delibera ha perso qualsiasi legittimazione dal sopravvenuto Decreto Ministeriale che riordina tutta la materia della tutela del verde, assegnando ai Comuni precise competenze e responsabilità. La principale è la istituzione del Censimento di tutto il patrimonio verde del Comune, obbligando il sindaco, a fine mandato, a presentare una precisa contabilità tra alberi trovati, piantati e defunti. Contabilità che può avere un minimo di attendibilità se c’è la struttura del censimento. Sto parlando di adempimenti che richiedono la creazione di una adeguata organizzazione burocratica, con figure professionali dotate di idonei titoli di cultura e di relative, specifiche competenze tecniche. A norma di legge, insomma, non si può consentire che un qualsiasi proprietario di autoscala si improvvisi potatore di alberi sottoposti a tutela da parte delle Sovrintendenze dei Beni Ambientali. A Benevento tra Comune e Sovrintendenze forse non ancora c’è stata una reciproca presentazione. Il Comune è inadempiente anche nei confronti della legge 14 gennaio 2013 n. 10 che ordinò il Censimento degli Alberi Monumentali.

Come hanno operato i periti, allora?

Ci fu una prima ricognizione dei pini del Viale attraverso la numerazione di ogni albero con targhette a fondo nero. Successivamente è stata operata una diversa numerazione con targhette a fondo bianco (quelle tuttora esistenti). In quale “contabilità” si possono ritrovare gli alberi abbattuti, specialmente i famosi dodici decisi su impulso di un “tecnico” comunale prontamente accontentato?

Abbiamo documentato con fotografie gli autentici oltraggi con potature allucinanti come quelle ancora osservabili alla “pinetina” a fine Via delle Puglie, dove si è persa di vista qualsiasi proporzione tra tronco e chioma. Una resistenza ai venti per un tronco alto cinque metri è cosa diversa da quella di un tronco portato a dieci metri. E poi la mania di chiamare i pompieri per certificate cadute imminenti.

Anche il nuovo consulente, quello che ha portato a termine il lavoro all’alba del 2021, esordì con il taglio notturno del pino n. 81. Durante i circa quattro mesi del suo lavoro, si è documentato sulla “storia” di questi pini? O sulla storia dei venti? A tal proposito ci permettiamo di stare attenti ai venti da sudovest (quelli dalla valle del Sabato) ma per Benevento sono più pericolosi per la probabilità di raffiche particolarmente potenti i venti da Nord, quelli che discendono dal Matese.

C’è qualcosa, però, che non spiega la improvvisa accelerazione della conclusione della perizia. O, per lo meno, della pubblicizzazione dello studio, prima ancora che su di esso prenda corpo la decisione dell’Amministrazione. Il nuovo assessore e/o il dirigente metteranno in mano ai mancati carpentieri automontati il foglietto del consulente? Per la verità Ciardiello svolge importanti considerazioni sulla cura dei pini e sugli interventi che sono necessari per rispettare le loro esigenze: espressamente indica un allargamento dei marciapiedi e una nuova sistemazione del sottofondo stradale. Altro che tagliate presto!

C’è chi sospetta che l’accelerazione per la divulgazione della perizia sia una decisione presa per rispondere alla Procura della Repubblica. Sarà pure una semplice coincidenza, ma la perizia è stata offerta alla meditazione popolare pochi giorni dopo che la stampa aveva annunciato (facendone anche il nome) la decisione della Procura di Benevento di avvalersi di un proprio consulente per una valutazione dei fatti rimessi alla competenza giurisdizionale dalla iniziativa di privati cittadini.

E’ più che verosimile che il consulente nominato dalla Procura debba iniziare il suo lavoro dalle “carte comunali”. E per verificare le condizioni di salute degli alberi dovrà partire dalle “cartelle cliniche” in possesso del Comune, a cominciare da quelle dei pini defunti. Tra vecchia e nuova numerazione ci sarà la giustificazione della mancanza dei dodici pini tagliati? Un solo esempio per capire: nei pressi dell’ex bar 14B, tra i pini n.7 e n.8 (così come tra i numeri 9-10 e 10-11) ci sono i tronchi dei pini tagliati, che probabilmente saranno stati “accatastati” nell’elenco degli “scontrini” neri.

Non conosciamo il campo di osservazione degli organi giurisdizionali. Ma se si dovesse entrare nella correttezza delle potature, potrebbe venire in soccorso la narrazione del pino n. 81. Quella tarda sera d’estate, si disse che quel pino era tenuto in piedi solo dalla forza del palo della pubblica illuminazione sul quale in parte si adagiava. E’ l’unica battuta di spirito in tutta questa vicenda. Che vira, invece, verso il rigore delle procedure giudiziarie. Verso le quali ogni tentativo di accelerazione potrebbe costare caro.

MARIO PEDICINI