Dalla ''decrescita felice'' alla povertà, il passo è breve In primo piano

Parte la fase 2, ma restiamo chiusi in casa. Fuori ci attende un mondo diverso, di sicuro più povero! Vengono allora alla mente le parole e gli scenari sciorinati agli Italiani da Beppe Grillo quando, solo alcuni anni fa, tra un Vaff… e l’altro amava ripetere: «La crescita non porta posti di lavoro, non va aiutata: il benessere non è legato all’aumento del Pil». Per poi aggiungere: «Facendo a modo nostro, saremo più poveri per i prossimi 4-5 anni, ma senza dubbio più contenti e più felici».

Il Virus importato dalla Cina (alleato privilegiato dal Movimento5stelle) ha solo velocizzato i tempi. Un-passo-dopo-l’altro i grillini nelle istituzioni (repubblicane?) stanno realizzando il sogno dell’Elevato.

Crollo verticale dei consumi non essenziali: battaglia vinta. Decrescita economica, PIL a -9: battaglia vinta. Fermo totale di tutte le grandi opere: battaglia vinta. Interruzione delle attività produttive e desertificazione industriale: battaglia vinta. Chiusura acciaierie e fabbriche inquinanti: battaglia vinta. Caduta a picco delle vendita di auto, - 98%: battaglia vinta.

Basta fondi dall’Europa, che vanno alle mafie: battaglia vinta. Tracollo del traffico aereo: battaglia vinta. Sempre più persone a casa, col reddito di cittadinanza elargito dallo Stato: battaglia vinta. Ritorno all’orto sul balcone e a pasta-pane fatta in casa: battaglia vinta. Un’App per tutti i cittadini (tra salute e privacy… meglio la prima): battaglia vinta.

Infine la ciliegina: non avere un vaccino anti-Covid, in modo che non si possano arricchire le aziende farmaceutiche: battaglia vinta (speriamo per poco).

È la “DECRESCITA FELICE”, bellezza. Nessun dubbio sulla decrescita, qualcuno sulla…felicità!

GIUSEPPE CHIUSOLO