Ecco come si lavora a Via Avellino In primo piano

Per rifare i marciapiedi (solo quelli esistenti: non un metro in più per arrivare all’incrocio con via delle Puglia, niente al di sotto del terreno tra Parco Fiorito e Villa Lampugnale) è passata tutta l’estate e, come si sa, è arrivato l’autunno. Quei birbanti di tigli, anziché riconoscenti perché qualcuno ha cancellato dal progetto esecutivo di tal ing. Bozzi il loro taglio (il taglio del tiglio), si sono messi a far cadere le foglie e i poveri operai con la scopa di plastica e i tigli a sfotterli con folate di belle foglie gialle. Sul lato dei tigli la soletta di cemento è stata gettata fino a strangolare le ceppaie, per poi scavare per darle un po’ di spazio per almeno dieci anni.

Al posto delle mattonelle di cemento, laddove i lavori sarebbero forse finiti è stato steso asfalto sagomato a mo’ di mattonelle e colorate in rosso. La cordolatura di cemento era e di cemento nuovo è. Insomma è stato smantellato quello che c’era, per fare sic et simpliciter una replica. Mesi di restrizioni al traffico, disagi per i pedoni costretti a zigzagare tra le automobili in transito. I malpensanti speravano che il tutto sarebbe finito con una inaugurazione prima delle elezioni. E invece è passato pure il ballottaggio…li finiremo per Natale?