Ecco tutto quello che ci vuole per un rilancio del Sannio In primo piano

Siamo nel pieno della campagna elettorale, una delle più particolari degli ultimi decenni, con un bivio costituzionale e il rinnovo, o la riconferma, del governo della nostra regione. Puntualmente la città si è tappezzata di manifesti, cartelloni e gigantografie di questo o di quel candidato; tutti sorridenti, tutti impegnati nel dare una buona impressione, di infondere fiducia e sicurezza. C’è chi guarda al futuro, chi promette rilancio, chi giura di essere il cambiamento e la persona giusta, ma in una perenne asta di voti e poltrone sappiamo bene che a rimetterci, chissà perché, sono sempre solo i cittadini. Ormai i programmi elettorali di ogni singolo candidato, oltre a sembrare la fotocopia l’uno dell’altro, sono sempre zeppi di retorica e luoghi comuni: più lavoro, meno tasse, meno burocrazia eppure, senza voler promettere l’impossibile, sarebbe già un grande risultato mantenere pochi semplici impegni per rilanciare questa nostra provincia:

1 TRASPORTI

L’isolamento geografico di Benevento, si sa, l’ha sempre penalizzata ma di sicuro poco o niente è stato fatto negli ultimi decenni affinché il problema venisse risolto o quantomeno ridotto. La “Valle Caudina” vetusta e ferma da mesi, il raddoppio della “telesina” ancora un miraggio, strade franate e mai riparate hanno assestato un duro colpo a questa città e alla possibilità di movimento dei suoi abitanti. Senza delle valide infrastrutture come le strade e le ferrovie nessun imprenditore potrebbe continuare o pensare di investire risorse e capitali in questa conca dell’Appennino. Senza la possibilità di movimentare merci e persone l’intera economia affonda ed è condannata a ristagnare senza possibilità di successo. Ovviamente sono interventi costosi e onerosi ma con la possibilità di aiuti comunitari e un’attenzione della filiera politica locale e nazionale, sarebbe il primo passo necessario affinché questa città possa sopravvivere al suo spopolamento che l’ha già resa un enorme paesone.

2 TURISMO

Un tasto dolente è sicuramente quello del turismo, il quale è indissolubilmente legato al punto sopra. Senza una pianificazione attenta e professionale del settore, difficilmente potrà crearsi un valore aggiunto per questa economia. Senza un settore industriale sviluppato, l’unica alternativa è quella di “sfruttare” l’indiscusso patrimonio monumentale ed artistico della provincia ed è necessario un progetto di ampio respiro affinché si rendano nuovamente fruibili importanti siti culturali. Un settore turismo non più come ufficio burocratico affidato al singolo assessore, bensì inteso come un vero e proprio ufficio marketing che raccolga e coordini diversi esperti del settore.

Solo con un ingente e costante afflusso di visitatori la città potrà non solo aumentare la propria notorietà, ma anche generare linfa vitale per il settore alberghiero, commerciale e gastronomico già presente e che si appresta scomparire lentamente.

3 AMBIENTE

Se da un lato la mancanza di grossi impianti industriali ha sempre penalizzato il settore operaio in città, dall’altro ha fatto si che il paesaggio circostante, o almeno una buona parte, sia quasi del tutto integro e sgombro da ciminiere, capannoni e comignoli di fabbriche. Se solo si proteggesse di più il verde pubblico nel centro e si bonificasse quello delle aree esterne, il territorio beneventano si riscoprirebbe ricco di quella natura che molti turisti cercano in altre regioni. Silenzio non più come etichetta di arretratezza, ma come valore aggiunto per un ambiente ancora incontaminato da proteggere da qualsiasi aggressione speculativa.

4 UNIVERSITA’

L’Università del Sannio è l’eterna occasione mancata per questa città. Se in altre realtà la creazione di atenei più o meno piccoli ha dato una svolta ai traffici economici locali, a Benevento sembra che questo non sia mai successo. Il piccolo ateneo sannita, cresciuto quasi in ordine sparso nel corso di questi anni, non ha saputo attirare un buon numero di studenti che non siano di questa provincia. A ragione di ciò non si è creato quell’indotto di servizi legati proprio alla presenza dei fuorisede come un solido mercato degli affitti, dei servizi alle matricole e del divertimento giovanile. Ovviamente non si possono costringere gli studenti a trovarsi casa in centro, ma è anche vero che se ci fosse un polo universitario davvero efficiente e attrattivo, ecco allora che l’essere un piccolo centro a misura d’uomo potrebbe diventare un vantaggio in contrapposizione alla grande e caotica metropoli del Centro e del Nord Italia.

5 RIQUALIFICAZIONE

Il quinto, e ultimo punto solo per brevità di articolo, riguarda la riqualificazione, questa volta da fare per davvero, di tutte quelle aree urbane degradate e abbandonate al loro destino. Invece di edificare e cementificare l’impossibile, come vorrebbe fare qualcuno, sarebbe più giusto e salutare valorizzare prima le risorse architettoniche che già si hanno. Finita l’era dei grossi centri commerciali e delle cattedrali in periferia, si potrebbero strappare al declino del tempo decine di edifici presenti in tutta la provincia, con un grande risparmio di tempo e di denaro pubblico. Solo nel comune di Benevento sono migliaia le cubature inutilizzate che potrebbero tornare a servire la collettività: la caserma “Guidoni”, la caserma “Pepicelli”, interi palazzi iniziati e mai terminati; “oggetti antichi” rimessi a nuovo come succede nelle più grandi e nelle più piccole città del mondo dove paesaggisti, architetti, esperti del settore, in sinergia e collaborazione rigenerano le città da considerarsi non più come un qualcosa di astratto e amorfo bensì come cosa viva che accoglie protegge chi le abita.

ANTONINO IORIO