Fa rumore il tonfo dei ras Valentino a Sant'Agata e Panza a Guardia In primo piano

Cosa resterà di questo 2020 ormai agli sgoccioli? (fra meno di tre mesi è Natale…).

Certamente ricorderemo la triplice campagna elettorale per referendum, regionali e comunali giocata in un’estate rovente, densa di veleni, scambi di accuse e momenti di tensione altissima, ma soprattutto gravata dallo spettro del Coronavirus, il nemico invisibile che ancora tormenta il mondo intero.

Nel Sannio - dove 10 Comuni erano chiamati alle urne per eleggere il sindaco e rinnovare i Consigli - a fare davvero rumore è stato il tonfo dei ras Carmine Valentino a Sant’Agata de’ Goti e Floriano Panza a Guardia Sanframondi.

Vuoi vedere che nel 2020 sono spariti quasi del tutto dal territorio beneventano vassalli, valvassori, valvassini e servi della gleba?

I segnali sembrano esserci...

Valentino, un curriculum politico di tutto rispetto: attuale segretario provinciale del Partito Democratico, sindaco per ben 10 anni della cittadina saticulana, già consigliere provinciale e “azionista di maggioranza” della sindaca Giovannina Piccoli (maggio 2019 - maggio 2020), evidentemente non aveva fatto bene i suoi conti quando nottetempo decide, insieme ad altri consiglieri, di sfiduciare la Piccoli ad appena un anno di carica, mandando così i santagatesi a nuove elezioni.

Dalla convinzione alla delusione il passo è breve: hai voglia a fare la conta dei voti quando l’imponderabile scompiglia le carte in tavola… E dunque i santagatesi non scelgono Carmine Valentino come loro primo cittadino, ma anzi premiano con un largo distacco lo sfidante Salvatore Riccio.

Anche Giovannina Piccoli si prende la sua rivincita, candidatasi alla carica di consigliere nella lista del neo sindaco risulta essere la più votata in termini di preferenze: ben 914 per l’avvocatessa saticulana!

Salvatore Riccio, 59 anni, è direttore della Ragioneria Territoriale di Stato di Napoli, sposato e padre di tre figli, è nativo di Fragneto l’Abate, ma risiede a Sant’Agata ormai da 14 anni.

Idem a Guardia Sanframondi, che volta pagina chiudendo l’era di Floriano Panza, altro maggiorente del Partito Democratico nel Sannio.

Panza, fascia tricolore degli ultimi dieci anni nella cittadina dei Battenti, decide di dimettersi a fine luglio ed informa con una lunga lettera i suoi concittadini che dal 19 agosto e fino alle votazioni di settembre il Comune sarà retto da un commissario prefettizio.

Le dimissioni sono necessarie per potersi candidare come consigliere regionale, ma contemporaneamente e con molta premura il “buon Panza” informa altresì i guardiesi che si candiderà anche come consigliere comunale “per stare vicino alla squadra che si presenterà in continuità con questa ultima amministrazione”.

Perde, a sorpresa - per una manciata di voti - la “testa di ariete” di Panza. Gabriele Sebastianelli, ex vicesindaco e presidente del Consiglio, fortemente legato al “deus ex machina” della politica guardiese, viene superato per 21 voti da Raffaele Di Lonardo.

Per la nuova fascia tricolore la soddisfazione è doppia in quanto assapora la vittoria, ma anche la rivalsa contro i suoi ex alleati che - poco dopo aver avviato la precedente legislatura - lo “costrinsero” a prendere le distanze dal gruppo di governo.

Per Panza non resta neanche la soddisfazione di far parte del pubblico consesso come consigliere di minoranza.

Al PD va male pure a Telese Terme, altro centro sannita tra i più grandi al voto.

La parabola discendente aveva preso un’accelerata lo scorso mese di luglio quando il sindaco Pasquale Carofano era stato sfiduciato da 7 consiglieri su 13, costringendolo così a lasciare la guida della cittadina termale.

La lista a lui collegata capeggiata da Nicola Di Santo nulla ha potuto contro quella capitanata da Giovanni Caporaso, il quale ha vinto in maniera netta e inappellabile dando il colpo di grazia all’amministrazione uscente.

Carofano, dopo la sua decennale amministrazione come sindaco, ora rientra al civico 146 di viale Minieri solo in qualità di consigliere di minoranza.

Per quanto riguarda gli altri centri: va bene all’esponente dem Giuseppe Ruggiero, consigliere provinciale che a Foiano di Val Fortore stravince sullo sfidante Nicola Esposito.

E tra i dem trionfa anche Vito Fusco a Castelpoto.

Conferme poi per Armando Rocco a Calvi, Tommaso Nicola Grasso a Campoli del Monte Taburno, Domenico Vessichelli a Paduli e Antonio Calzone a Reino, quest’ultimo indossa la fascia tricolore per la quinta volta, un unicum nella storia del piccolissimo centro fortorino.

Colpo di scena, infine, a Castelfranco in Miscano dove Andrea Giallonardo, classe 1988, spodesta in maniera netta il forzista Antonio Pio Morcone.

Adesso, però, tutti al lavoro, affinché le promesse, i progetti e i programmi tanto sbandierati in campagna elettorale vengano doverosamente rispettati.

La rinascita del Sannio, infatti, parte anche dai piccoli borghi.

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it