Il caso unico di Benevento... Un esercito di candidati In primo piano

Come spiegarsi il ristretto numero di candidati a sindaco della città, a fronte di una larga, quasi eccessiva, quantità di candidati consiglieri comunali? Quattro per la carica di sindaco e circa seicento per il consiglio. Ossia un candidato ogni cento abitanti. Intanto va detto subito che i candidati a sindaco non sono persone ignote, né prive di un adeguato curriculum. Almeno per questo la storia della città non risulterà mortificata. Sui circa seicento candidati al consiglio comunale non è facile fare valutazioni. Certamente, almeno per un terzo di quel numero, si tratta di persone, per questo o quel motivo, conosciute.

Sui restanti quattrocento candidati, ancora poco noti, non è corretto esprimere giudizi preventivi; non possiamo escludere che siano anch’essi all’altezza del ruolo che intendono assumere. Ma, oltre al giudizio sulle storie personali dei singoli competitor, è necessario esprimere una valutazione sui relativi propositi politico-amministrativi. Purtroppo finora più che a un confronto programmatico abbiamo assistito ad uno scontro polemico sulle colpe, i difetti e gli errori personali dei singoli candidati con una eccessiva confluenza sulla figura del sindaco uscente.

Indubbiamente non è di poco conto che vi siano tre illustri candidati a sindaco che singolarmente hanno fatto parte di specifici e differenti partiti politici già nel secolo scorso, nei quali in qualche misura ancora si identificano; ma le forze politiche in campo oggi a Benevento non sembrano muoversi con la stessa autorevolezza di una volta. La Destra non si sa quale sia. Il Centro non si sa dove sia. La Sinistra non si sa con chi sia. Questo vale per i tre candidati più noti: Mastella, Perifano, De Stasio. Ma vi è un quarto candidato, Angelo Moretti, il quale non si porta dietro una specifica etichetta partitica; questo non vuol dire che non possa avere un proprio pensiero e relativi rapporti politici. Sotto questo aspetto è fuor di dubbio che Moretti rappresenti l’unica novità in campo: egli nel secolo scorso forse non aveva ancora l'età per votare.

Questo non vuol dire che basti essere un candidato nuovo e giovane per esprimere un credibile nuovo progetto amministrativo, interessante soprattutto per le nuove generazioni. Certamente importante analizzare innanzitutto la storia personale dei vari candidati, così come è necessario verificare l'attenzione che ognuno di loro vuol dedicare alle esigenze quotidiane e più evidenti, come la cura dei marciapiedi, la tenuta dei rami e delle radici dei discussi pini del Viale Atlantici, la non facile gestione della movida; ma anche la necessità di estendere la città al Rione Libertà e di inserire quel rione a tutti gli effetti nella città, la prospettiva delle contrade rurali di diventare i nuovi quartieri della città, la tanto attesa rianimazione di Corso Garibaldi, ed altre ben note esigenze.

Però, più che concentrarsi sulla soluzione delle urgenze della Benevento di oggi sarà assolutamente importante valutare il posizionamento dei vari schieramenti sulle prospettive e potenzialità della Benevento di domani: su quella che dovrà essere la città dei prossimi anni e decenni, che appartiene ai teenagers di oggi. Una città futura, non chiusa dalle mura pontificie ma aperta al territorio, non più modesto capoluogo di provincia bensì primaria città appenninica, consapevole della sua storia, una città che oggi sappia interagire con la consorella Avellino e interloquire con l’area metropolitana in un paritario rapporto all'interno della regione.

Pienamente consapevole di essere una influente città universitaria (non si dimentichi che l’Unisannio è l’unica università della Campania interna). Una città che la geografia, prima che la storia, ha posto in posizione strategica nei collegamenti lungo e attraverso la dorsale appenninica. Soprattutto, una città in cui i giovani debbano non tanto desiderare di ritornarvi per ragioni familiari ma rimanervi non per motivi sentimentali ma perché la considerano un luogo idoneo alla realizzazione dei propri progetti di vita e di lavoro.

Una recente pubblicazione, edita da Realtà Sannita - “Antonio Pietrantonio, sindaco dei record” - ci dimostra che, quando si dispone di volontà e capacità, è possibile incidere positivamente sul governo di una città. La presenza di tanta gente alla presentazione di quel libro forse ha voluto essere un invito a rileggere la storia amministrativa e politica della seconda metà del secolo scorso a Benevento.

ROBERTO COSTANZO