''Lavoriamo insieme per mettere al servizio del territorio le migliori intelligenze e creare un percorso di smart city'' In primo piano

Vent’anni fa, l’Università del Sanno si è distinta sul panorama nazionale per la nascita di un Corso di Ingegneria Energetica, che prevedeva un percorso formativo incentrato su temi allora assai innovativi come la sostenibilità ambientale, il risparmio energetico, le nuove tecnologie, la green economy. Oggi siamo alle soglie di una nuova rivoluzione. Le città del futuro dovranno trovare un nuovo equilibrio, ambientale e sociale, coerente col limite delle risorse disponibili. Ecco la necessità di sapersi adattare ai cambiamenti e strutturare una ‘offerta formativa’ che trovi concreta corrispondenza con le necessità di una società evoluta e sostenibile.

Ad aprire i lavori dell’incontro per celebrare i vent’anni dalla costituzione del Corso di Laurea, il rettore Gerardo Canfora: “L’incontro di oggi serve a raccogliere idee per riconfigurare, rilanciare e rinnovare il nostro Corso di laurea, grazie ad una offerta formativa in grado di agevolare l’accesso al mondo del lavoro. L’idea è di avere un gruppo di esperti che vengono dal campo, oltre che dalle imprese, in maniera tale da poter offrire ai nostri studenti e al territorio un Corso di laurea che sia sempre più in linea con le attese del mercato e della società. Sui temi dell’ambiente e della sostenibilità, la nostra Università si fa trovare pronta”.

Nel suo saluto introduttivo, il direttore del Dipartimento Ingegneria, Nicola Fontana, ha sottolineato che “La scelta d’istituire questo Corso vent’anni fa ritengo sia stata lungimirante, proprio perché i nostri docenti sono stati in grado d’intercettare dall'inizio tematiche che poi avrebbero avuto un peso molto importante nella vita di tutti i giorni. Il passo successivo da fare adesso, insieme alle aziende, è capire quali sono le traiettorie che nei prossimi anni prenderà il mondo del lavoro e costruire dei percorsi che ancora una volta siano all’avanguardia, che diano una giusta formazione e permettano, ai nostri studenti, di mettere a frutto in maniera immediata le loro competenze. Dobbiamo anticipare le rivoluzioni del mondo del lavoro. Queste iniziative servono a far capire le potenzialità dell’Ateneo del Sannio, le nostre idee e capire come queste si possano mettere a sistema con le esigenze delle imprese”.

Tra i relatori, il prof. Maurizio Sasso: “Sui media si parla tanto di ‘transizione ecologica’: su queste tematiche, il percorso di formazione che noi offriamo è ormai consolidato ed è un processo che dà ai nostri allievi tutte le possibilità per inserirsi - e direi da leader - in questo processo, sia che debbano analizzare nuove tecnologie, ma anche per analizzare nuovi modelli di sviluppo sociale. Di questo si parla meno, ma forse sono ancora più importanti: cioè come realizzare questa transizione ecologica. Non è possibile, io dico sempre, fare rivoluzioni con idee vecchie; le rivoluzioni si fanno introducendo nuovi stimoli. E questi stimoli nuovi, dal nostro punto di vista, li possono dare solo menti nuove: quelle che noi sostanzialmente contribuiamo a formare”.

Ideatore dell’iniziativa, il prof. Alfredo Vaccaro, presidente del Corso di Laurea: “L’Università è accusata, ingiustamente, di chiudersi nelle proprie cattedre e identificare i propri programmi formativi in maniera avulsa dalle aziende. Con questa iniziativa abbiamo invece voluto metterci su un tavolo comune e definire, insieme alle aziende e agli enti che rappresentano poi i fruitori finali dei nostri prodotti, i ragazzi che formiamo, le principali metodologie e le principali tecnologie che insieme riteniamo possano essere funzionali allo sviluppo di nuove professionalità. La nostra idea è di creare dei tavoli permanenti di lavoro sulle principali tematiche oggetto della transizione energetica: mi riferisco alle comunità energetiche, all’idrogeno, alle reti elettriche intelligenti, ai sistemi elettrici di trasporto. Sono temi in cui dobbiamo essere presenti, dobbiamo coinvolgere il territorio per creare dei percorsi di sviluppo virtuosi per tutti. Come università dobbiamo essere protagonisti esportando le nostre competenze, i nostri progetti formativi, al fine di formare delle professionalità in grado d’interpretare queste rivoluzioni tecnologiche. Fare impresa a Benevento è difficile, fare sviluppo a Benevento è difficile, come pure fare università a Benevento è difficile. È un territorio che purtroppo ha dei limiti. Riteniamo che si stanno creando le condizioni affinché l’università, le imprese, le istituzioni territoriali, lavorino insieme per mettere al servizio del territorio le migliori intelligenze e creare un percorso di smart city: rendere quindi il territorio, la città e la provincia più intelligente, più sostenibile, ecologicamente più vicina all’ambiente”.

GIUSEPPE CHIUSOLO 

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