Lonardo: ''Il Sannio e l'Irpinia scontano ancora ritardi infrastrutturali conseguenti il terremoto del 1980'' In primo piano

«Il terremoto che ha colpito l’Albania nei giorni scorsi, ed avvertito anche nel Sud Italia, riaccende preoccupazioni circa le misure di prevenzione fin qui attuate per arginare un eventuale nuovo evento sismico nel nostro Paese.

In particolare, le zone del beneventano, dell’Irpinia e più in generale dell’Appennino Meridionale scontano ancora ritardi infrastrutturali conseguenti il terremoto che il 23 novembre 1980 colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale e che provocò la morte di 2.914 persone.

Secondo autorevoli studiosi, in particolare il prof. Enzo Mantovani, docente di Fisica Terrestre presso il Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Siena, non si può escludere nel prossimo futuro “un pericolo per i territori dell’Appennino Meridionale”. Nello specifico il docente avrebbe affermato: “...se io fossi il capo della Protezione Civile deciderei di incentivare gli interventi di prevenzione nella zona dell’Irpinia, del Beneventano e di tutte le zone sismiche dell’Appennino Meridionale”.

Ecco perché ho presentato, oggi, in Senato, una interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, e al ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, per chiedere di sapere quali urgenti iniziative si intendano assumere al fine di incentivare opere di prevenzione sismica nelle zone del beneventano, dell’Irpinia e di tutte le zone sismiche dell’appennino meridionale». Lo dichiara la senatrice di Forza Italia, Sandra Lonardo.