L'OPINIONE - La coerenza dell'incoerenza In primo piano

Dall’avvocato Ugo Campese riceviamo e volentieri pubblichiamo la sua opinione sulle prossime elezioni regionali.

Si è aperta in modo quasi ovattato, forse per l’avvio della rassegna Città-Spettacolo e delle polemiche virali, la campagna per l’elezione del Consiglio Regionale della Campania, che a breve dovrebbe entrare nel vivo.

Anche quest’anno all’immancabile bla, bla, bla, alla solita esposizione da libro dei sogni, all’astratto elenco delle cose fatte e di quelle fare, si contrappone il vuoto che in gran parte riempie il dibattito politico.

Molti dei candidati consiglieri a governare la Campania Felix difettano di una qualsiasi visione di sviluppo socioeconomico dei suoi territori, di sintesi delle differenti esigenze e vocazioni. In essi prevale l’aspirazione, molto più terrena ed umana, alla realizzazione dell’ego e del progetto del carpe diem.

Nulla di nuovo, direte. Ed in effetti è così.

Ma l’elemento che caratterizza maggiormente questa campagna elettorale è la coerenza dell’incoerenza.

Pur essendo abituati ai cambi di casacca ed al salto in corsa sul cavallo vincente, siamo arrivati alla sublimazione di questa antica pratica.

Mastella ne è l’emblema.

Dopo avere rivestito la carica di Ministro del Lavoro con un governo di centrodestra e quella di Ministro della Giustizia con un governo di centrosinistra, ha compiuto il capolavoro facendosi eleggere Sindaco di Benevento con il centrodestra, ed appoggiando con una sua lista De Luca, candidato di centrosinistra alla Presidenza della Regione, contro quello stesso centrodestra con parte del quale continua a governare il capoluogo del Sannio.

Non c’è da meravigliarsi. A ben vedere anche il precedente Sindaco Pepe era creatura di Mastella, salvo poi ripudiare il padre per approdare nel partito democratico.

La cosa paradossale è che dopo vicesindaci a rotazione, assessori e presidenti di commissioni dimessi, revocati, riabilitati e rientranti, non si capisce più chi sono i mastelliani e chi gli ex mastelliani. Fra ex mastelliani di ieri, oggi mastelliani, e mastelliani di ieri, oggi ex mastelliani, si può prevedere solo che la quadriglia continui con mastelliani di oggi, domani ex mastelliani, ed ex mastelliani di oggi, domani mastelliani. Per poi riprendere il percorso circolare.

Insomma, il simbolo del rinascimento sannita è la porta girevole. Una via vai di persone, di sigle e siglette, gruppi e gruppetti che si compongono e scompongono con la velocità della luce, specialmente davanti ai bar sorseggiando un buon caffè.

In questo caos nostrano si fonde e confonde mastellismo ed antemastellismo sull’altare della partecipazione. Non importa se si ingenera disorientamento in parte degli elettori, indifferenza in altri, indignazione in pochi; basta l’incrollabile fede dei soliti pronti a votare a prescindere, come diceva Totò.

L’importante è essere coerenti nell’incoerenza, disancorati dal posizionamento in rigidi schieramenti politici, avulsi da ogni idea di crescita sociale ed economica del territorio.

Gaber a metà degli anni 90 cantava: cosa è di destra, cosa è di sinistra? Mastella l’aveva già capito.

UGO CAMPESE