Manifesto per la Libertà... dai tedeschi In primo piano

Le assurde regole “europee”, che per l’Italia si applicano e per la Germania (e i suoi amici) s’interpretano, hanno convinto anche i più europeisti come Romano Prodi e Mario Monti - udite, udite - Carlo Cottarelli, Enrico Letta e Matteo Renzi, a NON FIDARSI PIÙ di questa europa (in minuscolo) germanizzata.

Spagna e Italia, devono inginocchiarsi”.

È questa la frase che resterà scolpita nelle nostre menti e in quelle dei cugini spagnoli, superata la pandemia. È ORA DI DIRE BASTA! È ora di RAGIONARE ed AGIRE. In che modo? Nessun reato, ci mancherebbe, ma esercitando la nostra legittima e sacrosanta LIBER DI SCELTA.

Sono cinque i settori, economicamente vantaggiosissimi, in cui multinazionali e compagnie, lobby e gruppi d’interesse tedeschi fanno affari d’oro in Italia, portando al di là dei nostri confini miliardi di euro. Ogni anno, mese, giorno. Ne elenco alcuni.

Partiamo dalle “Autovetture”: AUDI, Volkswagen, OPEL, BMW, Mercedes, Porsche e Smart. Basterebbe annullare tutte le richieste in atto, causa Covid-19; consegnare auto e veicoli commerciali presi in leasing, causa Covid-19; annullare con un colpo di penna gli ordini di PA ed aziende statali per auto e BUS urbani e gran turismo (oggi sono gli unici a farli). E così via.

Banche e Assicurazioni”: ALLIANZ, DZ Bank AG, Generali Deutschland, Commerzbank, Banca N26 e DEUTSCHE BANK. Richiesta di chiusura di conti correnti, linee di credito, mutui e prestiti, assicurazioni varie e assicurazioni sulla vita: basta una firma, al resto pensa la Banca o l’Assicurazione italiana.

Automotive e accessoristica”: non c’è un solo brand teutonico che non abbia in sé delle componenti italiane senza le quali, il pezzo finito, è un miraggio. Annullare tutti i contratti in essere, causa Covid-19 e riconvertire la produzione per i brand italiani (che devono ritornare a produrre e pagare le tasse in Italia, POCHE ma QUI).

Gdo”, grande distribuzione organizzata: discount PENNY, Netto, Kaufland e soprattutto LiDL Italia, molto diffusi al Sud. Possiamo essere liberi, noi Italiani, di NON ENTRARE lì?

Agroindustria”, in particolare i wurstel Wüber e Mr Wurstel, il latte e i formaggi, i salumi e le birre tra cui DAB, Rothaus Flensburgen, Raderberger, Krombacher Brauerei, Paulaner Brauerei, il vino spumante Henkell, i marchi alimentari KNORR, Lorenz Snack (salatini) e MÜLLER (quello del... “Fate l’amore col sapore”: yogurt, burro, latte UHT e latte in polvere).

Sarebbe un segnale, forte e chiaro, anche per i grandi marchi come ADIDAS, abbigliamento sportivo; BAYER, farmaceutica, cosmetica, agricoltura; BOSCH, componenti auto; SAP, software gestionali.

A questo aggiungeremo, una volta ripartiti, i cartelli esposti in bella vista in hotel, musei e Beni artistici-archeologici-culturali, rifugi alpini e ristoranti, atelier e boutique, cantine e bistrot, con su scritto: “In Italia NON SEI turista, sei OSPITE. Se sei tedesco, NON SEI gradito”.

Giulio Andreotti, che aveva in dono un intuito acuto e sottile, un giorno disse: “Amo talmente la Germania, che ne preferivo due”.

GIUSEPPE CHIUSOLO