Mastella, ora pro ...nobis? In primo piano

Clemente Mastella è confuso. I lillipuziani vorrebbero (l’unione fa la forza) indurlo a recedere dalle dimissioni, promettendo un vogliamoci bene interessato (quindi solido, non di soli gettoni vive il consigliere). Lui che è di cuore largo (osservatene bene il torace) quasi ci starebbe. Però pensa che da sindaco riseduto non potrebbe candidare (o candidarsi) alla Regione.

Così, dopo aver bacchettato Salvini per l’uso di rosari e fiurelle, ha detto che prenderà una decisione a seguito di un colloquio privato con la Madonna delle Grazie nel di lei santuario. A parte il fatto che una volta si chiamava Tempio (Gratiarum Matri civium voto dicatum) e dal 1954 si chiama Basilica, nella casa della Madonna ci sono altri santi altrettanto utili. Che so, San Rocco che guarisce dalla peste, e poi San Cosimo e Damiano, chiamati proprio Santi Medici: chi più di loro potrebbe sanare le piaghe sindacali e allo stesso tempo infettare gli infedeli?

Quand’ecco nelle funzioni di Lucifero tentatore proporsi Giuseppe De Lorenzo, medico pur egli santo (dice: per la pazienza). Dal suo studio di piazza Santa Maria - invita De Lorenzo - si vede bene la casa della Madonna delle Grazie. E’ un luogo sicuro, idoneo all’isolamento purché si chiuda la porta senza aprirla a nessuno.

Mastella ci andrà? O, avendo sposato l’idea del Santuario, se ne salirà a Montevergine?

Se vedete lillipuziani sparsi al viale San Lorenzo o al bivio di Ospedaletto vuol dire che, come disse Vittorio Emanuele, non tutto è perduto. Tranne l’onore.

MARIO PEDICINI