Petrucciani (Unitalia): ''Sannio svenduto, clientelizzato e lobbista. E' tutto da rifare'' In primo piano

I dati del bilancio demografico del Sannio ufficializzato dall’ISTAT sono disastrosi: più di 3mila persone in meno nel solo 2019; un calo drammatico, mai così forte. Con un saldo tra chi arriva e va via nel Sannio che è stato sempre negativo in ogni mese del 2019. Il risultato è che al 2019 il Sannio contava 277.183 abitanti con ben 3.103 persone in meno rispetto all’anno precedente con una popolazione composta sempre di più da anziani. E’ allarme desertificazione con numeri drammatici che obbligano ad una netta inversione di tendenza ovvero ad una nuova politica sociale ed economica capace di dare una funzione al Sannio e alle aree interne.

Secondo Milena Petrucciani, presidente di UNITALIA, l’associazione italiana degli Imprenditori: “E’ giunto il tempo di rimboccarsi le maniche: inutile ricercare i colpevoli di cosa è già accaduto nel Sannio visto che, tra l’altro, vi sono passati sia la destra che la sinistra come il centro; così come è sterile sentire giornalmente di accuse vicendevoli.

Per ripartire sarà meglio considerarci tutti colpevoli - o, incoscientemente, innocenti - per assumercene le dovute responsabilità perché non c’è tempo per simboli e personalismi: è necessario guardare all’orizzonte in modo trasversale affinché i “favori” non rappresentino più l’unica risposta concreta della politica; il Sannio è stato troppo svenduto, troppo clientelizzato, troppo lobbista.

E per ripartire col piede giusto bisogna soffermarsi anche sulle motivazioni “ambientali” che hanno determinato piuttosto che la fuga dei nostri giovani, il fatto che il medesimo sannita a Milano riesce ad essere leader, sia esso infermiere, operatore ecologico, avvocato o imprenditore e qui da noi non riesce a raggiungere il benché minimo risultato: nel Sannio è di prioritaria importanza che tutti debbano cambiare mentalità concedendo spazio a tutti: è fondamentale mettere da parte insulse battaglie e spazzare via i lacci che tengono prigioniero il nostro territorio. E questo dapprima la politica è bene che lo faccia comprendere, soprattutto a chi è stato da essa “favorito”: democraticamente bisogna prendere coscienza che bisogna abbandonare le obsolete logiche che hanno fatto sprofondare il Sannio e ripartire con una nuova mentalità che sappia favorire il ricambio generazionale”.

Al riguardo del mondo imprenditoriale, il presidente Milena Petrucciani lancia l’allarme: “Gli imprenditori corrono giornalmente il pericolo di affidarsi a persone senza storia e senza esperienza, personaggi improvvisati che occupano posizioni e che si alleano tra loro alimentando, troppo spesso, anche illegalità e speculazioni a danno delle imprese; persone non completamente formate culturalmente che parlano molto spesso senza pensare: il fatto che gli imprenditori non siano più disponibili a tanto lo stiamo finalmente vedendo anche con la nascita di comitati spontanei di veri imprenditori che apprezzo e plaudo per i loro almeno sani motivi. Credo fermamente che la nostra sfida più grande risieda proprio nel confronto, nel dialogo costante e, talvolta, anche nel compromesso perché senza il confronto e il dialogo non può esserci futuro per il territorio”.

E’ arrivato il momento di dare spazio alla meritocrazia, soprattutto dei giovani, alla trasparente sburocratizzazione di ogni processo, sia civile che amministrativo, alla misurazione dei risultati.

Bisogna riporre fiducia nella vitalità e nella presenza delle forze migliori per innalzare il Sannio e portarlo fuori dalla crisi consentendogli di vincere anche la sfida imposta dalla pandemia economico-finanziaria in corso”.

Voglio essere molto chiara - conclude Milena Petrucciani - Unitalia e ConfCommercio stanno percorrendo un importante progetto pilota di innovazione associazionistica che osserva con attenzione il territorio per cui affiancheremo chiunque sia disposto con fatti, e non solo con parole, alla democratica rigenerazione politica, economica e sociale del Sannio e dell’Italia ricreando un necessario ambiente di fiducia e di trasparenza”.