Quella telefonata di Mastella ai beneventani... Il sindaco reagisce alle critiche dei suoi ''detrattori seriali'' In primo piano

Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, è indubbiamente una “vecchia volpe” della politica italiana che, nel bene o nel male (ai posteri l’ardua sentenza) avrà il suo bel posto nei libri di storia patria…

Ciò detto, da consumato uomo politico qual è, da chi ha visto tutto e il contrario di tutto (ma i detrattori dicono anche “da chi ha fatto tutto e il contrario di tutto”, politicamente parlando s’intende) di certo non spaventano le ultime critiche mossegli da alcune associazioni beneventane (vedi Civico 22 e Altrabenevento di cui si parla in altra parte del nostro giornale on line) in merito alla telefonata - registrata con la sua voce - giunta nelle case dei cittadini ieri, domenica 10 gennaio 2021.

E per la serie: “la miglior difesa è l’attacco” la fascia tricolore della “città delle streghe” risponde con una lunga nota diffusa agli organi di stampa che pubblichiamo qui di seguito.

Il sindaco Mastella, però, dimentica di dire a chiare lettere chi paga quelle telefonate, oggetto del j’accuse da parte delle succitate associazioni.

Negli ultimi giorni i detrattori seriali, che avevano già riempito, in tempi recenti, con le loro riflessioni infondate sul mio lavoro come sindaco, i social media, hanno superato se stessi.

Essi ora si soffermano sulle telefonate nel periodo Covid, non avendo seri argomenti di critica sul lavoro svolto dall’Amministrazione.

Essi tentano di generare malcontento e rappresentano una realtà diversa dalla storia dell’anno appena terminato.

Ad essi rispondo che la politica è, innanzitutto, l’arte della verità e dell’equilibrio.

Ho, come sindaco, difeso il territorio e la collettività.

Ho contribuito, con l’Amministrazione comunale, a mantenere bassi i livelli di contagio in città, con effetti anche sulla provincia.

Ho monitorato, costantemente, come autorità sanitaria, il lavoro del comparto, facendo da pungolo e da impulso, promuovendo il coordinamento interistituzionale.

Mi sono dedicato totalmente alla città ed alla gente.

Ho adottato soluzioni pionieristiche per i ristori che sono state imitate prima a livello regionale e poi a livello nazionale.

Lo stesso ho fatto con i dispositivi sanitari come i saturimetri, a mero titolo di esempio.

E non è un caso che sia chiamato continuamente ad esprimere opinioni sulle Televisioni, Radio e Quotidiani e periodici nazionali.

Tutti valutano oltre che la mia storia politica, il mio lavoro e la bontà delle mie determinazioni come sindaco.

Ergo, la domanda che mi pongo è sul buon senso e lo scopo di una simile rappresentazione della realtà.

Benevento è una delle città più sicure d’Italia. La sanità, da noi, ha funzionato e funziona.

Nell’epoca degli inganni capita addirittura che chi si è fatto paladino dell’ambiente e della questione acque, anziché gioire per l’ennesimo successo dell’amministrazione comunale (18 + 9 + 3 milioni per la costruzione del depuratore, dopo anni ed anni di immobilismo), si concentri sulle telefonate del sindaco.

Basta questo per qualificare chi detrae anziché dire come stanno effettivamente le cose.

Sul piano elettorale, nella recente competizione regionale, la città ha risposto alla verità dei fatti.

Non voglio alcun merito speciale né cerco riconoscenza al di là di quelli oggettivi delle donne e degli uomini della amministrazione che ho l’onore di guidare.

Né pretendo di piacere a tutti.

Ma non consentirò, restando in silenzio, che si mistifichi la realtà.

Sulle proposte alternative alla mia Amministrazione, peraltro, vedo grandi confusioni, smarrimento e disordine sparso.

Non leggo di programmi né di prospettive migliori rispetto a quella che ho offerto ad una città, che oggi è certamente più forte di quando l’ho ritrovata, con un bilancio in default ed una assenza di fiducia pressoché generale nell’opinione pubblica.

Quali forze si sono rese al tempo responsabili delle condizioni che ho ritrovato?

Le stesse che oggi tentano affannosamente di criticare, invero senza argomenti, la buona amministrazione.

La tragedia del Covid-19, che ha sostanzialmente bloccato ogni normale sviluppo gestionale, non ci ha fermato e non ci fermerà. Abbiamo fronteggiato l’emergenza. Sapremo realizzare al meglio la ricostruzione.

Ce la siamo cavata e questo grazie alla forza di volontà ferrea, ad uno sforzo costante, alla buona politica, ed anche alle relazioni con le più alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali.

Anche nella Regione il nostro peso è oggi ben maggiore di quattro anni fa.

Ergo, andiamo avanti uniti, senza conflitti inutili, in un momento in cui a me interessa soprattutto il benessere della gente di Benevento, la sicurezza e la speranza, con l’auspicio che questa fase surreale dovuta alla pandemia finisca nel più breve periodo possibile.

Troppo abbiamo sofferto, perdendo anche cari amici per questo terribile virus.

Almeno la situazione che stiamo vivendo tutti, indistintamente, dovrebbe indurre a cercare verità ed equilibrio e promuovere la buona politica per la gente.

Non c’è attivismo più civico di quello che si rivolge agli interessi della gente.

Per me la politica è servizio. Senso civico. Chi pensa di prevalere attraverso slogan non ha chance.

I beneventani già mi hanno scelto una volta. Sulla base dei programmi e della fiducia.

Ai beneventani il passato dell’amministrazione comunale è chiaro più che ai miei detrattori di oggi che, per quanto rumorosi, sono davvero pochi e sempre gli stessi”.