SANT'AGATA DE' GOTI - 13 consiglieri comunali sfiduciano la sindaca Piccoli dopo solo un anno di carica In primo piano

Giovannina Piccoli, il primo sindaco donna nella storia di Sant’Agata de’ Goti, è stata sfiduciata nottetempo da 13 consiglieri comunali (9 di maggioranza e 4 di minoranza).

Eletta nel 2019, la carica in rosa è durata solo “l’espace d’un matin”…

I 13 consiglieri si sono presentati dinanzi al notaio Santomauro firmando le proprie contestuali dimissioni dal parlamentino saticulano e, non appena questa mattina si sono aperti gli uffici, l’atto è stato materialmente depositato presso il Comune dal consigliere Angelo Lignelli.

Da evidenziare che tra i firmatari c’è anche il sindaco uscente Carmine Valentino, segretario provinciale del Partito Democratico, oltre che il consigliere provinciale Renato Lombardi, il quale perde in tal modo il proprio seggio alla Rocca dei Rettori (subentrerà Giuseppe Di Cerbo).

Ma quali le motivazioni di tale gesto?

Nel passaggio conclusivo dell’atto notarile si legge: “I costituiti condividono di interrompere la esperienza amministrativa in modo anticipato non essendoci più le condizioni politico-amministrative finalizzate ad assicurare il governo della città ed una corretta gestione amministrativa”.

Dal profilo social del Comune la sindaca Piccoli ha così commentato: “Cari concittadini, ho appreso dalla stampa on line che stanotte tredici consiglieri comunali hanno rassegnato le proprie contestuali dimissioni dalla carica ponendo fine all’Amministrazione eletta lo scorso 26 maggio 2019. In questo momento voglio solo dire che ringrazio tutti i cittadini santagatesi per avermi eletto Sindaco di Sant’Agata de’ Goti e per avermi dato l’altissimo onore di essere la prima ed unica donna ad aver ricoperto questo incarico. Io ho cercato di ripagare chi mi ha eletto lavorando ogni giorno con impegno, con serietà ed agendo sempre nel solo ed esclusivo interesse di Sant’Agata e dei santagatesi. Non posso rimproverarmi nulla se non di aver agito così. E se questo non è piaciuto a qualcuno non posso farci niente. Il mio compito non era quello di piacere a qualcuno ma di curare l’interesse pubblico, anteponendolo sempre a quello dei singoli, anche al mio personale interesse a restare in carica mediante inaccettabili compromessi. A quegli assessori e a quei consiglieri che con le dimissioni hanno sfiduciato sé stessi, dico solo buona fortuna per le prossime elezioni. Li comprendo e li giustifico perché, come sappiamo tutti, se uno il coraggio non ce l’ha, nemmeno Iddio glielo può dare. Grazie ancora a tutti”.