Sono state le emozioni a caratterizzare la presentazione del volume ''Antonio Pietrantonio - Il sindaco dei record'' In primo piano

Affetto, amicizia, stima, rispetto, ammirazione. Sono state le “emozioni” a caratterizzare la presentazione del volume “Antonio Pietrantonio – Il sindaco dei record”, scritto dal giornalista e saggista Mario Pedicini, che va ad arricchire la Collana “I Protagonisti” delle Edizioni Realtà Sannita. L’incontro si è svolto presso il Centro La Pace, una delle tante opere volute e portate a termine dall’allora sindaco del capoluogo sannita.

A moderare i lavori Maria Gabriella Fuccio, direttore responsabile di Realtà Sannita, alla prima uscita pubblica dopo la scomparsa del fondatore delle Edizioni Realtà Sannita, prof. Giovanni Fuccio.

A presentare una sintesi dei contenuti del volume, Giancristiano Desiderio, docente di Storia e Filosofia nonché giornalista e scrittore: “Chi è Antonio Pietrantonio? È un moderato, un democratico cristiano, un cattolico democratico. Ma “moderato” non significa essere una persona educata, che non alza la voce, ma che l’uomo è consapevole che il potere ha dei limiti. E dunque il potere non può tutto. Lui sa che il potere ha al suo interno una sua naturalissima ed umanissima impotenza. E quindi, la definizione che io do di Antonio Pietrantonio è che non è un fanatico”.

Non ha fatto mancare il suo contributo l’amico di tante battaglie politiche, come ad esempio la istituzione dell’Università del Sannio, il già senatore Ortensio Zecchino, professore di Storia del Diritto. “Anche Antonio entrò nel tritacarne del cosiddetto ‘rito Ambrosiamo’. Leggendo queste pagine, mi ribolle il sangue al pensiero che si arresta una persona per un reato come l’abuso d’ufficio, viene tenuto in carcere per un certo tempo, viene portato a giudizio dopo 5 anni, senza essere stato mai interrogato da un Pubblico ministero! Nel Medioevo c’erano norme più garantiste di quelle che abbiamo visto applicate nel tempo della grande rivoluzione, come è stata definita Tangentopoli. Per la capacità di sopportazione, caro Antonio, ti paragonerei ad un tuo illustre collega e vittima, Giulio Andreotti”.

Dopo un breve saluto del sindaco Mastella, la parola è passato all’autore, Mario Pedicini: “Ho voluto raccontare con chiarezza tutte le vicende… con la speranza che non accadano più? No, questa speranza non c’è se non vi è un recupero della cultura, un recupero di certi valori. Pietrantonio oggi può dire che la sua vicenda, con quella piccola parentesi, si è conclusa nel filone di quella formazione dell’Azione cattolica, del civismo: i valori della famiglia e dell’amicizia”.

Acclamato, il protagonista della serata non si è sottratto a un breve saluto: “Mi auguro che il prossimo incontro che faremo –ha affermato Antonio Pietrantonio - sia per un altro protagonista, Giovanni Fuccio: perché vedete, nessuno ha dato più di quanto ha dato lui per la Cultura beneventana. Pensavo che, dopo tanti anni di oblio, non si mobilitasse una platea di queste dimensioni per riflettere su alcune considerazioni che Mario Pedicini ha offerto con questo libro. Vi ringrazio di cuore”.

GIUSEPPE CHIUSOLO 

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