Tutti uniti per... Mastella? In primo piano

Se a Roma c’è Draghi, a Napoli c’è De Luca. Il primo i pieni poteri se li è presi, col permesso del presidente della Repubblica, promettendo di far durare il Parlamento fino alla scadenza naturale del 2023. Il secondo non ha dovuto chiedere il permesso a nessuno, lui è stato eletto direttamente dal popolo e del consiglio regionale può disporre a piacimento.

Tra settembre e ottobre si vota per eleggere sindaci e consigli comunali in varie città d’Italia. Tra esse Roma, Milano e Torino. Si vota pure a Benevento.

Mancando totalmente i riferimenti nazionali (l’ammucchiata di tutti tranne Fratelli d’Italia che ne ricava insperati vantaggi) e regionali (calma piatta), a Benevento le prime mosse hanno visto in campo Civico-22 di Angelo Moretti, stuzzicato a bella posta da certi interventi “municipali” verso alcune attività della sua galassia socio-assistenziale. Ben presto si sono affacciate altre sigle più o meno libere da vincoli di partito. Si badi bene, però, che di partiti a Benevento non c’è rimasto niente. La famiglia post-comunista ha celebrato un congresso che ha provocato una reazione interna avente per oggetto la testa del segretario provinciale. In città l’organo comunale “vorrebbe ma non può”: come si può immaginare di abbattere Mastella se il sindaco sta con De Luca? Il PD locale si ritiene in condizione di sfidare De Luca?

Rompendo una possibile tattica di strutturare alleanze e poi rivelare i nomi, la sinistra di centro ha calato il nome di Luigi Perifano come candidato anti-Mastella. Il Perifano di mezza età non è più il battagliero consigliere comunale coi riccioli e gli occhialini in stile Gramsci, ha fatto importanti esperienze amministrative, è un professionista con tutti i titoli a posto. Non chiude a nessuno, ma nemmeno apre. Dà l’impressione di voler tenere le mani libere per la decisiva sfida al ballottaggio.

Il vasto mondo (così dicono) del centrodestra non è stato capace di trovare la sintesi unitaria sotto un nome, quello di Lucio Lonardo, medico e più volte manager pubblico. La componente post-fascista ha calato il nome di Rosetta De Stasio, consigliere regionale nel 1995 e poi relegata nella riserva. Non è la prima volta, dal 1994 in poi, che nell’area del centrodestra gli ex MSI-AN sono stati generosi con gli alleati quando s’è trattato di valorizzare propri candidati (Guarra al Senato, Rosetta De Stasio alla Regione, Viespoli e D’Alessandro al Comune), un po’ meno disponibili per sostenere figure di diverso casato.

Non si conosce quello che combineranno i due deputati e la senatrice del Movimento 5Stelle, estranei ai problemi che angustiano quelli che nel 2023 non saranno rieleggibili perché hanno fatto due mandati. Se a Napoli Di Maio e Fico andranno con De Luca, a Benevento andranno col deluchiano Mastella?

Tutti quelli che vorrebbero rovesciare Mastella non sono stati capaci di formare una coalizione ad ampio spettro, in grado di formare liste di ceto moderato per rosicchiare consensi anche nel mondo cattolico (per quel che conta, ormai). C’è chi pensa che la coalizione che vuole rovesciare Mastella si potrà costituire sommando tutti gli scontenti del primo turno. Ma forse è più sensato immaginare che gli scontenti si ritireranno. Magari offrendosi (controvoglia?) per un posto nella vasta boscaglia del sottopotere.

MARIO PEDICINI