Verso l'autunno elettorale: c'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico... In primo piano

Il direttore Giovanni Fuccio nello scorso febbraio aprì, a suo modo, la campagna elettorale per le comunali di Benevento, con un’intervista al candidato sindaco, che allora rappresentava l’unica novità, Angelo Moretti. Ciò non perchè il nostro giornale volesse mostrare qualche preferenza politica, ma soltanto perchè il direttore forse riteneva interessante ed originale iniziare con la presentazione di un candidato alla sua prima esperienza elettorale. Chi è. Cosa fa. Che dice. Nessun apprezzamento per la sua proposta programmatica, soltanto un civile rispetto per la novità che rappresenta. È fatto così Giovanni Fuccio: corretta apertura a chiunque si presenti civilmente, a prescindere dal pensiero politico professato.

Con quella prima intervista Realtà Sannita apriva le sue pagine a tutti i soggetti politici, soprattutto alle nuove proposte, nella convinzione che nuove proposte possono venire anche da protagonisti non nuovi.

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico: così diceva Giovanni Pascoli nell’Aquilone. Nuovo e antico insieme: saranno compatibili, saranno creativi?

Eccoci a quattro mesi dalle elezioni: sono in campo già quattro aggregazioni, per quattro rispettabili candidati a sindaco. Il direttore Fuccio auspicherebbe un chiaro e colto confronto politico-programmatico non influenzato da contrapposizioni personalistiche.

Di temi, prospettive e attese ve ne sono tanti e tutti fondati. I beneventani hanno pieno diritto di leggere e giudicare programmi e proposte, che siano però ben concepiti e ben presentati.

La nostra città ha una storia che ci fa onore: storia che i prossimi amministratori debbono saper leggere, così come debbono saper gestire il presente ed intelligentemente scrivere il futuro. Un futuro che richiede: come curare i marciapiedi; come rivitalizzare Corso Garibaldi; come rinvigorire Rione Libertà; come integrare la città con le contrade; come rivitalizzare i tanti edifici pubblici e privati abbandonati; come contenere la cementificazione dei quartieri, come riprendere la posizione geostrategica di Benevento lungo la dorsale appenninica; come modernizzare la metropolitana Benevento-Valle Caudina-Napoli; come recuperare una parte della centralità della Stazione di Benevento, perduta con la costruenda Stazione Hirpinia; come consolidare la presenza della città nell’Università e viceversa; come aprire la città al territorio oltre le mura pontificie in un respiro di comunità longobarda; come risolvere il non semplice problema idrico: idropotabile e idroirriguo. Un secolo fa l'agricoltura beneventana produceva rinomati ortaggi, cosa pressochè impossibile oggi, in quanto sia le acque del Sabato che quelle del Calore sono inquinate ed inquinanti. L’unica alternativa sarebbe l’acqua dell’invaso di Morcone-Campolattaro che però, attraverso un previsto tunnel, sembra essere destinata innanzitutto alla Valle Telesina e alla pianura casertana. Non è detto però che non possa fruirne anche il territorio beneventano: non è detto, ma neanche è certo. Chi ne ha competenza non si fermi alla superficie, vada a leggere attentamente tutti i capitoli del progetto inviato dalla Regione a Bruxelles per utilizzare i 450 milioni di euro per il Recovery Plan.

Questi ed altri temi e problemi oggi sono tanto presenti e pressanti da non lasciare tempo per distrarsi ai candidati alle prossime elezioni amministrative.

Insieme al direttore Fuccio diremmo che si tratta di temi e problemi nuovi e vecchi, che comunque esigono un approccio nuovo. “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico...” Ce lo ricorderebbe anche il poeta con l’Aquilone, Nuovo e antico.

ROBERTO COSTANZO