Villa Margherita, 4 gli indagati. Policastro: ''No a conclusioni approssimative'' In primo piano

Sono quattro (oltre alla società come figura giuridica) le persone chiamate in causa dall’inchiesta su Villa Margherita, il centro di riabilitazione di Piano Cappelle che poco più di un mese fa è finito alla ribalta della cronaca come focolaio di diffusione del contagio da Covid-19.

Si tratta dei direttori generale, sanitario ed amministrativo, e del responsabile medico della struttura: Stefano Garelli, Claudio Di Gioia, Stefano Nordera e Alessandro Ciarimboli.

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Il procuratore della Repubblica di Benevento, Aldo Policastro, circa le indagini su quanto avvenuto a Villa Margherita, ha inteso fare alcune precisazioni: “In virtù dell’interesse pubblico che la vicenda oggetto di indagine riveste in questo momento - spiega -, malgrado solitamente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento non rende nota l’esecuzione di specifici atti di indagine ma solo l’esecuzione di misure cautelari, si ritiene opportuno precisare quanto segue”.

Nella giornata di martedì 28 aprile 2020 - scrive Policastro - militari della Compagnia CC di Benevento-sez. Operativa e del NAS di Salerno hanno eseguito, su disposizione della Procura di Benevento e nell’ambito di un procedimento allo stato iscritto per i reati di calunnia, epidemia colposa, lesioni gravi e gravissime e omicidio colposo plurimo nei confronti di 4 persone fisiche e di una società, una perquisizione locale presso la struttura sanitaria Villa Margherita sita a Benevento, sequestrando per finalità probatorie alcuni pc portatili e fissi.

Nella stessa giornata sono stati sequestrati, sempre per fini probatori, dispositivi elettronici portatili e pc portatili di personale dipendente della struttura, anche non indagato.

L’indagine, finalizzata a fare piena luce sulle cause della diffusione del virus Covid-19 all’interno della struttura Villa Margherita, è in corso da oltre un mese, durante il quale - pur con le notevoli difficoltà dovute all’emergenza sanitaria - è stata acquisita una notevole mole di documenti e informazioni e sono state ascoltate numerose persone.

Per la compiuta ricostruzione della vicenda è stato altresì nominato un Collegio di consulenti tecnici, composto da due Professori Ordinari di Igiene e un medico legale, che ha partecipato anche al sopralluogo presso la struttura.

Il materiale acquisito è all’esame della Procura così come ulteriori attività sono in corso.

E’ doveroso precisare che allo stato si tratta di iscrizione nel registro notizie di reato e dello svolgimento di indagini preliminari volte ad accertare o, se del caso, ad escludere la responsabilità penale degli indagati, senza tralasciare nessuna ipotesi e senza approssimative conclusioni. La delicatezza e la complessità delle indagini non ci sfugge ma le svolgiamo con la massima serenità nel rispetto sia delle vittime e dei loro familiari che degli operatori sanitari”.