A Roma con L'ANTEAS per riscoprire la capitale Società

Nell'ambito del ricco programma di appuntamenti turistico/culturali targati 2012 dell'Anteas Servizi Sannita, l'Associazione Nazionale di Tutte le Età Attive e Solidali - che, lo ricordiamo, ha sede a Benevento in via Iovine, 12 - si è svolta una gita nella città di Roma.

Due gli obiettivi: visitare la mostra “Lux in Arcana” ai Musei Capitolini e scrutare gli ambienti oltre che respirare l'aria di un edificio molto speciale, Palazzo Montecitorio, luogo simbolo della democrazia italiana, giacchè vi ha sede la Camera dei Deputati dove si approvano le leggi che regolano la vita della nostra società.

Partiti di buon mattino, in orario pressochè svizzero, chi scrive ha avuto il piacere di trascorrere una lunga ed interessante giornata con una quarantina di soci Anteas di Benevento e provincia.

Giunti nella 'città eterna', la prima destinazione è stata Piazza del Campidoglio dove si trovano i Musei che ospitano, fino al 9 settembre prossimo, l'Archivio Segreto Vaticano (da qui il titolo Lux in Arcana,ovverosia, luce tra i segreti, ndr).

Si tratta dell'Archivio centrale della Santa Sede e il termine 'segreto' deriva dal latino secretum che significa 'privato', dunque l'archivio privato del pontefice che fu fondato da papa Paolo V nel 1612 e di cui quest'anno ricorre il IV centenario della sua istituzione.

Accompagnati da una guida turistica che, oltre ad essere estremamente professionale, aveva la rara dote di creare empatia con i visitatori, il nostro gruppo ha incrociato più volte, nelle superbe sale espositive, turisti provenienti da tutto il mondo, a riprova della grande attrattiva che stanno suscitando i 100 documenti originali 'portati alla luce', i quali coprono un arco temporale di 12 secoli di storia: dall'VIII al XX secolo d.C.

Conclavi, eresie, papi e imperatori, crociate, scomuniche, lettere cifrate, antiche pergamene, manoscritti, codici si sono rivelati ai nostri occhi in un crescendo di meraviglia ed attenzione, come, ad esempio, il Libro mastro della famiglia Borghese, ossia il volume in cui veniva annotata la vita amministrativa della nobile famiglia romana, il cui giro d'affari era superiore a quello di una grande azienda di oggi.

E' largo 40 centimetri, alto 55 e spesso 37 ha la copertina in legno e la rilegatura in pelle rossa e, particolare di certo non trascurabile, pesa 67 kg... è talmente grosso e pesante che occorrono ben due persone per trasportarlo!

Fonti storiche preziose quanto affascinanti ci hanno “catapultato” in epoche molto lontane dalla nostra dando corpo a pagine e pagine di storia studiate a scuola: il processo a Galileo Galilei e la sua abiura, la scomunica di Martin Lutero, i processi verbali dei cavalieri Templari (completamente dispiegati sono lunghi 60 metri), il documento datato 20 settembre 1870 che sanciva la fine dello Stato Pontificio e quello successivo del 1929 che, invece, decretava la nascita dello Stato della Città del Vaticano.

Superba la lettera scritta su seta dall'imperatrice cinese Lien-Ha la quale, convertitasi al Cristianesimo con il nome di Elena, scrisse a papa Innocenzo X professando la sua fede cattolica e invocando le preghiere del pontefice per la conversione dell'imperatore Yongli e la vittoria dei Ming contro l'invasione dei Manciù.

Davvero impressionante, invece, la pergamena che re Enrico VIII fece consegnare a papa Clemente VII per ottenere l'annullamento del suo primo matrimonio da Caterina d'Aragona (rea di non aver assicurato la continuità della stirpe Tudor) e poter così sposare la giovane Anna Bolena.

L'epistola reca 83 sigilli di cera poggiati in teche di latta e fatti apporre da Enrico VIII a nobili e prelati per impressionare il papa e sollecitarlo affinchè concludesse la causa matrimoniale con una sentenza di annullamento, cosa che poi non avvenne generando il famoso scisma anglicano.

Per ovvi motivi di spazio, non possiamo elencare tutto, ma vi segnaliamo il sito www.luxinarcana.org ricco di racconti interessanti dedicati ai personaggi protagonisti dei documenti, ai retroscena e alle curiosità.

Dopo un pranzo luculliano a base di tipiche pietanze romane servite, tra l'altro, da camerieri vestiti da frati, il pomeriggio è poi trascorso negli ambienti di Montecitorio.

La persona che ci ha “preso in carica” - a onor del vero - non era certo all'altezza della guida mattutina in quanto ad empatia, ma tant'è...

Nel percorso riservato ai turisti non sono mancati il famoso Transatlantico (detto anche il 'Corridoio dei passi perduti'), luogo posto accanto all'Aula dove, tra una seduta e l'altra, sostano e si incontrano i deputati; la Sala della Regina e il corridoio dei busti, articolato su tre bracci intorno al Cortile d'onore e dove appunto vengono custoditi i busti dei maggiori personaggi della storia del Risorgimento.

Il tragitto tra i meandri della politica si è quindi concluso nell'Aula di Montecitorio, progettata in stile liberty ai primi del Novecento dall'architetto Basile, completamente rivestita in legno e sovrastata da un luminoso e bellissimo velario in vetro colorato opera di Giovanni Beltrami.

Comodamente seduti sulle tribune destinate al pubblico, l'assistente parlamentare ha risposto alle numerose domande e curiosità dei soci Anteas, mentre un cellulare, dimenticato ai banchi sottostanti da chissà quale deputato, ha continuato a squillare 'imperterrito' a più riprese.

Quando si dice: “Mi sembra Montecitorio!”.

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it 

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