BCT 2026: MATTEO GARRONE, DALLA PITTURA ALLA SETTIMA ARTE Società

Nella suggestiva cornice di Piazza Roma il noto regista Matteo Garrone si racconta attraverso i suoi film che hanno uno sguardo diverso sul mondo, colgono prospettive significative, ma soprattutto inerenti a tematiche di grande impatto sociale.

Prima dell’intervista scorrono clip delle sue pellicole, per introdurre l’atteso ospite che dalla galleria del palazzo Bosco-Lucarelli raggiunge il palco, accolto da numerosi applausi. Dalla pittura alla settima arte, il regista romano attraversa il tempo e lo spazio, il vissuto di uomini lacerati interiormente con vissuti drammatici, con esperienze di vita tormentate. La forma cinematografica di Garrone armonizza elementi improvvisati e una ricerca formale di prim’ordine, un bagaglio esperenziale della pittura, che è certamente una novità assoluta girata dietro la sua macchina da presa. Si comincia con «Gomorra» un genere documentaristico, successivamente l’attenzione si concentra su «Io capitano», in cui figurano due ragazzi del Senegal che non hanno mai recitato. É una sorta di Odissea in chiave moderna, un vero è proprio controcampo per usare un glossario cinematografico. La narrazione richiama «Pinocchio», in particolare il Paese dei Balocchi, proprio per un’assonanza con l’Italia, la grande illusione di sfidare le onde del mare e vivere dignitosamente, fuggendo non solo dalla guerra e dalla fame, come spesso riportano i giornali e i servizi televisivi. Con Cinemovel Foundation il cinema è un progetto itinerante e permette di assistere alla visione di una pellicola nei luoghi dove la settima arte è sconosciuta.

É il caso di Io capitano, proiettato in Senegal da Matteo Garrone e per molti è la prima volta che scoprono il cinema. Al termine della visione di una pagina buia della storia contemporanea, in diversi in Senegal hanno assunto consapevolezza di non partire, per evitare di subire tormenti e torture. Nel 2013 Garrone raccoglie le storie dei migranti, solo dieci anni più tardi viene girato. Il viaggio di Seydan Sarr, orfano senegalese che sogna di diventare calciatore, ma poi scopre il cinema. Le domande hanno riguardato Reality, la pellicola girata a Napoli, ispirata alla vera storia dell’allora cognato di Garrone, il film Dogman, ambientato nella periferia romana e interpretato da Marcello Fonte. 

Al termine dell’interessante intervista è stato proiettato «Io Capitano»,

 NICOLA MASTROCINQUE