I giovani della notte Società
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Osservo, valuto, penso, agisco. Sono quattro parole che mi vengono così da un momento all’altro, non sapendo mai cosa scrivere, “fantastico” sulle cose che mi succedono nella notte.
Perché la notte?
Ci si trova con situazioni divertenti e fantasmagoriche, con persone che ti fanno vivere una favola che di giorno non esiste e non si vede, tutti presi da questo frenetico livello di vita.
Li vedi correre, camminare con le loro macchine ruggenti, in moto, oppure a piedi, ma sempre con un solo ideale, riuscire a crearti qualche fastidio, spesso troppo presi dell’ego. Incontri delle persone che di giorno non esistono, sembra come quando l’orso va in letargo, ma forse non vanno mai in letargo ma fanno qualcosa di diverso.
Tra un ballo, NuevaYol, la testa gira, si beve, ci si diverte, c’è sempre qualcuno che “versa alcool”. E qui che arriva il “bello”, li vedi in quattro o cinque ma che magicamente divengono venti che come dei leoni che cercando di dominare, ruggiscono fino a spolpare la povera preda.
Spesso sono dei semplici atteggiamenti dovuti dai “fumi” di alcuni cocktail, altre volte per divertimento.
Città diverse, persone diverse, contesti diversi, strade diverse, volti diversi, età diverse, economie diverse, ma sono sempre tutti eguali “la massa” comanda e non ci puoi fare nulla. Certo è bello divertirsi, ma non fino a portare magari un ragazzo ricoverato in un ospedale oppure in una sala degenze dove sai che potrebbe esserti capitato di più.
Basta un’occhiata, uno sguardo, una minaccia, una parola di troppo, che il “girone infernale” inizia la sua missione.
“La notte è più bello, si vive meglio. Per chi fino alle cinque non conosce sbadiglio... La gente della notte sempre la stessa, ci si conosce tutti come in un paese... La gente della notte fa lavori strani certi nascono oggi e finiscono domani” (dal brano di Jovanotti “Gente della Notte”).
Si è vero faccio anche io le cinque, ma magari per parlare, tessere conoscenze, capire gli altri come vedono la vita, vedere facce stanche ma allo stesso tempo divertite.
Le risate, le urla, la goliardia si muovono nel tepore di quella sala che brilla di divertimento ed anche di un qualcosa di misterioso e veritiero.
Sembra che siamo tutti contenti in quel momento, ma spesso si finge per non sentirci sicuri di cosa accade quel di’ successivo.
Perché il dì successivo arriva con le sue angosce, le sue nevrosi, le sue richieste, che la notte cerchi di non avere, tranne di chiedere al mitico DJ di cambiare canzone.
La parola è “rissa” ed arriva quando meno la pensi, quando l’apparente tranquillità vaga nell’aria. Ma la tranquillità a me porta sempre spavento, il troppo divertimento, la troppa calca mette in soggezione alcune volte.
Il divertimento è assicurato, la prudenza è sempre relativa.
Bisogna insomma bilanciare sempre gli istinti umani e poi saperli controllare.
MANU BUONAGURO

16/05/2026