XXXVII SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO: IL MONDO SALVATO DAI RAGAZZINI Società
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“Forse il troppo piacere che dà il leggere questo libro, inconsapevolmente, lo fa apparire come una cosa poco seria, una delizia e basta. Invece è addirittura un manifesto politico, scritto con la grazia della favola, con umorismo, con gioia. Ed è dunque arduo per un lettore e un critico comprendere come, invece, il fondo di questo libro sia atrocemente funebre, e contenga tutte le ossessioni del mondo moderno: l’atomica, la morale dei consumi e il profondo desiderio di autodistruzione”. Con queste parole, nella sua rubrica “il caos” sul settimanale il Tempo, Pier Paolo Pasolini recensiva la raccolta di poesie di Elsa Morante “Il mondo salvato dai ragazzini”.
Lo scrittore corsaro vedeva nel agazzino morantiano l’innocenza, l'umorismo e la capacità di sovvertire l'ordine borghese, non tramite la violenza, ma con l'energia vitale. Le ossessioni che l’opera di Morante conterrebbe, secondo il poeta di Casarsa, sono tematiche di tremenda attualità: “l’atomica, la morale dei consumi, il profondo desiderio di autodistruzione”. Questa spietata analisi della realtà era molto coerente con le idee che circolavano in quegli anni tra la beat generation e i movimenti del 68 (che Pasolini in parte contestò), ma che per la società dell’epoca non erano affatto banali, perché portavano con sé quella consistenza incerta che è propria delle visioni, di tutto ciò che crea sgomento senza fornire spiegazioni, raccontando perfettamente un disagio sotterraneo ben percepibile, ma che non si sa di avere. Una malattia che non presenta sintomi che però è già endemica e letale per le anime più fragili e sottili.
Quasi 60 anni dopo quelle parole risuonano in modo spaventosamente preciso, quasi scontato, per il pensiero comune che attraversa l’epoca attuale, ora che quel “profondo desiderio di autodistruzione” sembra essere diventato il principale fondamento della civiltà globale, attraverso punti di vista tanto diversi, quanto concatenati in piani del reale inesorabilmente interconnessi e logori.
Queste parole, scritte da Pasolini quasi sessant’anni fa, offrono una possibile chiave di lettura per comprendere perché Il mondo salvato dai ragazzini sia stato scelto come titolo della nuova edizione del Salone Internazionale del Libro che si terrà dal 14 al 18 maggio 2026 al Lingotto di Torino. La Fiera di quest’anno s’ispira infatti ad un’opera che, come affermato dagli organizzatori, “sfugge alle classificazioni ed evoca la possibilità di essere molteplici, grandi e poetici”. In questo senso il Salone sembra voler raccogliere proprio quell’eredità morale e poetica che Pasolini aveva individuato nell’opera morantiana: l’idea che soltanto chi è ancora capace di sottrarsi ai meccanismi dell’omologazione possa immaginare un diverso modo di abitare il mondo. La scelta del titolo appare allora profondamente simbolica in un’epoca segnata da crisi ambientali, guerre, polarizzazione sociale, isolamento digitale e precarietà esistenziale: i “ragazzini” di Morante diventano metafora di una forza vitale ancora non completamente corrotta dalla logica produttiva e consumistica del presente.
La trentottesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si svolgerà negli spazi del Lingotto Fiere e confermerà la propria natura di grande laboratorio culturale diffuso, articolato tra i padiglioni storici 1, 2, 3 e Oval, a cui si aggiungono il Padiglione 4 e il nuovo Padiglione 5. Il primo sarà dedicato soprattutto alla formazione, alla sperimentazione e alle attività del Bookstock, mentre il secondo ospiterà inizialmente l’Area Business e successivamente il “Club”, uno spazio dedicato ai nuovi linguaggi espressivi e alla stand-up comedy. In generale, l’edizione 2026 coinvolgerà oltre settanta sale tra laboratori, spazi, incontri e aree convegni, per più di 2.700 eventi distribuiti nei diversi ambienti del Lingotto, del Centro Congressi e della Pista 500 della Pinacoteca Agnelli, l’ex pista di collaudo FIAT trasformata in giardino pensile e parco d’arte contemporanea. A rappresentare visivamente questa edizione sarà il manifesto realizzato dall’illustratrice Gabriella Giandelli, che immagina un gruppo di ragazze e ragazzi nascosti dietro una barriera vegetale: un’immagine che vuole suggerire energia, irriverenza e speranza, in continuità con l’universo poetico della Morante. Il programma parte il 13 maggio con la tradizionale serata inaugurale organizzata da Rai Radio3, che vedrà protagonista Vinicio Capossela in un evento ispirato alla poetica di Dylan Thomas. L’inaugurazione ufficiale del Salone sarà invece affidata alla scrittrice Zadie Smith con una lectio dedicata all’adolescenza. Tra gli appuntamenti principali anche Notte eretica di Alessandro Baricco, spettacolo dedicato alla storia della musica classica.
Saranno inoltre presenti numerosi ospiti internazionali: da David Grossman a Emmanuel Carrère, da Peter Cameron a Irvine Welsh, fino a Lea Ypi, Valeria Luiselli e il premio Nobel László Krasznahorkai. Una presenza internazionale prestigiosa che conferma il Salone come uno dei principali crocevia culturali europei. Grande rilievo avranno inoltre le nove sezioni tematiche curate da scrittori, giornalisti, intellettuali e artisti. Tra queste spicca proprio la nuova sezione Il mondo salvato dai ragazzini, affidata a un gruppo di giovani curatori che affronteranno temi centrali per le nuove generazioni: il rapporto con i social media, il lavoro precario, le periferie, l’identità, l’attivismo politico, l’intelligenza artificiale e l’inclusione. Una scelta che traduce concretamente il messaggio dell’opera morantiana, trasformando il “ragazzino” non in un simbolo astratto, ma in un interlocutore reale chiamato a riflettere sul presente.
Accanto a questa, torneranno le storiche sezioni dedicate all’arte, al cinema, all’informazione, al romanzo, alla leggerezza, all’editoria e alla crescita. Francesco Costa guiderà gli incontri sull’informazione contemporanea e sul rapporto tra social e notizie; Luciana Littizzetto curerà gli appuntamenti dedicati alla leggerezza come linguaggio capace di “ammorbidire il presente”; mentre lo psicoterapeuta Matteo Lancini rifletterà sul disagio giovanile e sulla crescita in un mondo sempre più complesso. In questo senso il Salone del Libro 2026 sembra voler trasformare l’intuizione poetica di Elsa Morante in una domanda collettiva rivolta al presente: se il mondo possa ancora essere salvato, e soprattutto da chi.
RAFFAELE DE BELLIS

16/05/2026