Solenne inaugurazione del Museo dell’agricoltura Società

Si tratta di una grande struttura che è molto di più di un Museo tradizionale.Dispone anche di un’Arena con 400 posti. Sarà polo didattico e laboratorio di ricerca. Significativi premi consegnati all’on. Lo Bianco, Alfredo Diana e Giuseppe Avolio

L’agricoltura, l’ambiente, la fatica, il sudore, l’emigrazione e l’immigrazioen: questi temi trattati e venuti in rilievo con la inaugurazione del Museo della tecnologia e delle macchine agricole - MUSA) voluto dal presidente della Provincia di Benevento Carmine Nardone in località Piano Cappelle del capoluogo sannita. Per l’occasione, alla provincia hanno organizzato una Cerimonia complessa, anche intensa e toccante, articolata in due sessioni e conclusa con l’annuncio che sarà Luigi De Filippo il Direttore artistico del Museo. Alla prima parte della cerimonia, svoltasi alla Rocca dei Rettori, hanno partecipato Arcangelo Lobianco e Alfredo Diana, presidenti nel Ventunesimo secolo di due delle più importanti Organizzazioni agricole nazionali, la Coldiretti e la Confagricoltura, (assente giustificato, per un malanno fisico, Giuseppe Avolio, emerito presidente della CIA, rappresentato dal presidente provinciale Aurelio Grasso). I due importanti esponenti dell’associazionismo agricolo hanno fatto da corona alla presentazione del MUSA che è stata svolta dal prof. Ennio De Simone dell’Università sannita, dall’on. Roberto Costanzo, presidente del Comitato del MUSA, dal presidente della Camera di Commercio Gennarino Masiello, dall’assessore provinciale all’agricoltura Alfonso Ciervo, dai presidenti del Consiglio e della Provincia Donato Agostinelli e Carmine Nardone. I lavori sono stati moderati da Luciano Lombardi. Il MUSA, che sorge su un\'area di 10.000 metri quadri, dispone anche di un\'Arena con 400 posti a sedere, un polo didattico ed un laboratorio di ricerca che nasce con l’ambizione di cambiare il futuro di una provincia, a torto dimenticata, e che vuole riscattare se stessa con le sue proprie forze. Nato da un progetto della Provincia, il MUSA si è sviluppato sugli apporti di altri enti ed istituzioni: non è un Museo tradizionale, ma un luogo dove riflettere e capire, anche attraverso la multimedialità, uno dei passaggi cruciali della storia dell’umanità, quello della meccanizzazione in agricoltura che ha consentito – ha ricordato De Simone - di alimentare una quantità di individui inimmaginabili solo agli inizi del secolo scorso, potendone oggi potenzialmente servire ben 6 miliardi. Secondo Costanzo, il MUSA organizza in un magnifico contesto strutturale, ambientale e paesaggistico dell’Istituto per l’agricoltura “Mario Vetrone”, un laboratorio per la rappresentazione di quello che l’agricoltura è stata e del ruolo che si prepara a svolgere nella società della tecnologia e dell’informazione del terzo millennio. La modernizzazione dell’agricoltura va bene, ha concluso Costanzo, ma se manca un intervento sul piano della cultura e della formazione, non si faranno passi in avanti e per questo occorre, citando Winston Churchill, guardare bene nel passato, per costruire meglio il futuro. Il presidente della Camera di Commercio Gennarino Masiello ha affermato che lo sviluppo del Sud dipende dalla sua capacità di innovazione e avendo sempre ben presente l’umiltà del confronto aperto con le altre realtà al fine di elaborare strategie di sviluppo. Il Mezzogiorno e il mondo rurale hanno dei valori: su questi dobbiamo puntare per conseguire la qualità, che significa produrre meglio tutelando il territorio e le sue tradizioni. Sull’esperienza del passato, ha concluso Masiello, potremmo costruire meglio le dinamiche di trasformazione del futuro. Carmine Nardone ha voluto rimarcare, infine, il perché, in occasione dell’inaugurazione del MUSA, sia stato assegnato il Premio “MUSA UNICO” ai protagonisti dell’Associazionismo agricolo del secolo scorso: si tratta di un riconoscimento che viene dato solo in questa circostanza, ha detto, mentre il Premio “MUSA” vero e proprio sarà annuale. L’indicazione a favore di Arcangelo Lobianco, Alfredo Diana, e Giuseppe Avolio si spiega, ha detto Nardone, perché i tre erano galantuomini che perseguivano l’interesse generale del Paese e non quello della parte politico-sindacale di cui pure erano espressione. Il Mezzogiorno - ha affermato Nardone - non ha bisogno dell’usato, cioè non deve usare ciò che è stato inventato altrove; ma, invece, deve essere libero di inventare le proprie originalità e qualità esclusive. Molto toccante questa premiazione. Diana ha detto: “il nostro secolo è stato breve; e l’agricoltura oggi appare un settore marginale; io però credo che noi agricoltori abbiamo ancora un futuro. Io sono giunto alla fine della corsa, ho combattuto una buona battaglia e ho conservato la fede”. Lobianco, dal canto suo, ha detto: “Siamo stati liberi da condizionamenti politici: e non mi pento di questo, anche se ho pagato, perché noi abbiamo dimostrato che i coltivatori italiani sono soggetti economici e politici. Non è l’economia che deve condizionare l’uomo, ma l’uomo, l’economia”. Nel pormeiggio a Piano Cappelle il taglio del nastro del MUSA. L\'inaugurazione è stata preceduta da una sorta di passaggio di consegne tra una delle prime macchine agricole, un locomobile a vapore del 1889 della Ditta americana CASE, perfettamente funzionante, ed i veicoli ad idrogeno che la Provincia sta producendo e sperimentando: l\'idrogeno, peraltro, viene prodotto da cellule fotovoltaiche installate sui tetti del MUSA e distribuito mediante un apposito erogatore. Dunque, il MUSA è un polo che guarda al passato della vita nelle campagne, con la ricostruzione (anche virtuale, opera di Paco Lanciano) di numerose scene ed ambienti del momento di passaggio dalla trazione animale a quella meccanica e con l\'esposizione di affascinanti trattori d\'epoca; ma guarda anche al futuro con la ricerca sulle nuove fonti energetiche. Alla cerimonia inaugurale erano presenti numerose Autorità: il Ministro di grazia e giustizia Clemente Mastella, il prefetto Giuseppe Urbano, il Questore Biagio Ciaramella, il presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo, il consigliere regionale Fernando Errico, il sindaco di Benevento Fausto Pepe. Nel corso della cerimonia, coordinata da Luciano Lombardi, sono stati consegnati i Premi MUSA a personalità di spicco del mondo accademico e della ricerca in materia di agricoltura: i professori Carlo Cupo, Ernesto Pugliese, Giovanni Mottura; il presidente dell\'Enoteca di Siena on.le Flavio Tattarini, gli alti funzionari dello Stato e della regione Vincenzo Pilo e Antonio Falessi, nonché uno dei massimi dirigenti della FAO, l\'Organizzazione delle Nazioni Unite che lotta la fame nel mondo, lo spagnolo Josè Esquina-Alcazar. Consegnati due Premi alla memoria di Luigi Noviello, un contadino che lottava per la terra, e di Giuseppe Capobianco, lo storico che ne rievocò la tragica storia.