01/07/2016

Ancora ritardi per il Centro Pastorale

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“Aspettiamo solo il parere del Genio Civile per dare inizio ai lavori di costruzione del Centro Pastorale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Telese Terme”.

Con questa dichiarazione il vescovo Michele De Rosa ci accoglie nella cattedrale di Cerreto Sannita e ci fornisce poi tante altre informazioni che faranno piacere a tutti coloro i quali ci tengono a veder sorgere il Centro Pastorale in contrada Piana del comune di Telese.

Certo, si coglie un poco di disappunto per il ritardo che si accumula ancora quando tutto è pronto per dare inizio ai lavori, ma dal suo volto traspare anche una grossa pazienza perché “di ostacoli ce ne sono stati tanti, fino ad oggi, vicini e lontani”.

Il vescovo De Rosa è ormai emerito, ha superato i settantacinque anni e da ottobre lascerà la diocesi di Cerreto Sannita - Telese - Sant’Agata dei Goti.

Gli subentrerà mons. Battaglia, proveniente da Catanzaro, a cui passerà il testimone della guida della diocesi e quindi anche della realizzazione della sua creatura, e cioè il Centro Pastorale.

Nel novembre dell’anno 1998 è partita la pratica per questa realizzazione ed oggi, anno 2016, dopo diciotto anni finalmente “tutto è pronto per la realizzazione di questo centro che avrà la chiesa col campanile, due appartamenti per i sacerdoti, le aule catechistiche e l’auditorium, oltre a spazi di attività sportive”.

Forte è stata sempre la volontà del vescovo di realizzare questa struttura, e ciò si è capito dal primo momento, quando attrverso un’apposita convenzione ha prestato i soldi al comune di Telese (240mile euro) ad un tasso irrisorio per l’esproprio dell’area, oltre ventimila metri quadrati.

Oggi quindi i passaggi burocratici sono tutti compiuti, un primo finanziamento è già disponibile e aspetta solo di essere impegnato, ecco perché “il passaggio della pratica al Genio Civile è atteso con ansia”.

Il vescovo non sa di cosa tecnicamente si tratti, gli hanno assicurato che è poco più di una formalità, “ma è una formalità che ci fa perdere tempo, ed i ritardi non sono mai una cosa buona perché dietro l’angolo si annida sempre l’insidia, qualche altra difficoltà potrebbe venir fuori”.

Insomma, monsignor De Rosa ci tiene molto, ed ha ragione.

Ha ritenuto dal primo momento, dal suo ingresso in diocesi nel 1998 che un paese come Telese, che conta circa ottomila abitanti, non possa avere una sola chiesa.

Questo, ed altri motivi ancora, quale quello di raccogliere “i giovani per non farli stare in mezzo alla strada” sono stati i principi ispiratori della sua iniziativa che va certamente onorata anche per il suo piacere, come pastore e uomo coraggioso che si è avventurato in questa iniziativa burocraticamente molto difficile ai tempi d’oggi.

L’augurio, che si fa e che gli facciamo, è quello di vedere la realizzazione dell’opera a buon punto quando poi a ottobre dovrà lasciarci.

CARLO FRANCO

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